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SCUOLA/ Studenti stranieri: il paradosso di una libertà "burocratizzata"

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Dentro questa positiva cornice, compare, all’improvviso dissonante, uno strano lapsus: l’attribuzione al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale del potere di consentire motivate deroghe al limite del 30%, in presenza di alunni stranieri nati in Italia, che abbiano un’adeguata conoscenza della lingua italiana.

Ci sfuggono le possibili ragioni di questa inattesa intrusione burocratico-autorizzativa nella gestione di una questione squisitamente tecnica di competenza dell’autonomia scolastica, che nulla ha a che fare col dimensionamento dell’organico o con eventuali incrementi di spesa, in grado di chiamare in causa la responsabilità del predetto direttore. Si ha l’impressione che la circolare dell’8 gennaio sia stata scritta da più mani, una delle quali ha creato imbarazzo anche al ministro, costretto a precisare alla televisione e sui giornali che gli alunni stranieri nati in Italia non vanno computati nella quota del 30%.



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