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SCUOLA/ Aprea: dal Consiglio di Stato sì alla riforma, ora serve una legge sugli organi collegiali

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È già tutto pronto per far partire la campagna che però comincerà non appena il ministro Gelmini riporterà al Consiglio dei Ministri i regolamenti, ovviamente con le modifiche apportate dalle commissioni parlamentari, dalla Conferenza Stato Regioni e dal Consiglio di Stato. Quindi, definito tutto questo, i regolamenti a quel punto saranno legge e, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale si potrà cominciare a fare orientamento per le scuole con modalità che il Ministero ha studiato da tempo. In secondo luogo saranno massicciamente interessati i mezzi di informazione, i giornali, le televisioni. E poi facciamo naturalmente affidamento sulle provincie, sulle regioni e sulle direzioni scolastiche regionali scolastiche. Ricordo che la riforma partirà solo per il primo anno scolastico

 

Qualche giornale oggi sollevava dei dubbi sull’effettiva data dei termini di iscrizione per le secondarie. C’è addirittura chi sostiene che verrà spostata al 30 aprile. Che cosa ci dice in proposito?

 

Tutta fantasia. Posso assicurare che il tutto verrà approntato entro la fine di marzo, come ha stabilito il ministro Gelmini. D’altra parte è l’ultima data possibile perché poi dovremo garantire l’inizio dell’anno scolastico e quindi lavorare su tutti i movimenti legati alla gestione della riforma.

 

Come vede la prospettiva auspicata nel comunicato del ministero per la quale i nuovi licei tecnici godranno di una maggiore sinergia con il mondo del lavoro?

 

Credo fermamente nella possibilità che tutte le forme di flessibilità e di autonomia in capo alla scuola possano trovare una ragione e un fondamento nelle esigenze del territorio nei comitati tecnico-scientifici che saranno paritetici e quindi composti per metà da docenti e per metà da soggetti esterni. Il ruolo di tali comitati sarà quello di segnalare curvature sempre più idonee per legare la scuola al territorio. L’identità di ogni scuola sarà costruita non più in modo verticistico, centralistico e omologante, ma attraverso il radicamento sul territorio e con raccordi che si potranno realizzare con molti altri soggetti. Questo significa che si creeranno veri e propri distretti in ambito educativo e formativo.



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