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SCUOLA/ Aprea: dal Consiglio di Stato sì alla riforma, ora serve una legge sugli organi collegiali

Dopo il parere positivo pronunciato dal Consiglio di Stato sulla riforma Gelmini l’on. VALENTINA APREA guarda al futuro dei licei e annuncia ulteriori cambiamenti nell’assetto del sistema scolastico nazionale

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Dopo il parere positivo pronunciato dal Consiglio di Stato sulla riforma Gelmini l’on. Valentina Aprea guarda al futuro dei licei e annuncia ulteriori cambiamenti nell’assetto del sistema scolastico nazionale.

 

Onorevole Aprea, il Consiglio di Stato ha espresso il proprio parere in termini positivi sulla riforma dei licei. Qual è stata la Sua reazione?

 

Grande soddisfazione per il parere positivo del Consiglio di Stato sui regolamenti del riordino dei licei e degli istituti tecnici e professionali. Questa notizia rappresenta un “disco verde” rispetto all’approvazione della riforma e alla sua prima applicazione che, come è noto, è prevista per il prossimo anno scolastico.

 

Quali sono stati gli scogli più rischiosi da superare nell’ottenimento del parere positivo del Consiglio di Stato?

 

I rilievi che nelle premesse sono stati mossi dal Consiglio di Stato riguardavano la parte della riforma che ha a che fare con i modelli organizzativi, precisamente il caso dei “tre regolamenti” ovvero la questione dei dipartimenti, il comitato tecnico scientifico e i comitati nazionali. Secondo un’interpretazione del Consiglio di Stato intervenire in questi ambiti avrebbe comportato un forte eccesso di delega, perché si tratta di punti che riguardano maggiormente il riordino degli organi collegiali. Certamente una legge in tal direzione va fatta. A questo proposito noi della Commissione cultura ci siamo mossi per tempo proprio esaminando una mia proposta di legge, cui sono state abbinate altre di diversi colleghi e differenti gruppi politici. Tutti appartenenti alla Commissione cultura. Se vogliamo una scuola moderna, realmente autonoma, dobbiamo creare degli organi di governo che siano maggiormente idonei a questo tipo di organizzazione. Quindi un accordo su questi punti si rivela essenziale.

 

Come ne è uscito il ministero nei confronti del Consiglio di Stato?

 

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