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SCUOLA/ Riforma delle superiori: ecco come la sinistra ha tradito se stessa

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Nulla di tutto ciò traspare dal parere di minoranza, che si limita a raccogliere tutte le micro e le macro rivendicazioni, riproponendo un modello di scuola dilatato e ipertrofico, i cui limiti educativi e le cui responsabilità nello scadimento del sistema di istruzione sono stati denunciati dallo stesso precedente dicastero nel Quaderno bianco sulla scuola. 

Difficile ritrovare nella “lista della spesa”, nel computo di chi vince e chi perde delle classi di concorso, nella proposta non di modifiche di quadro orario, ma di ampliamenti indiscriminati per dare soddisfazione a questa o quella lobby, negli allarmismi dilatori in base ai quali “non si è mai discusso abbastanza” e “la scuola non è mai pronta”, la maturità e la sensibilità, la responsabilità delle scelte che ha caratterizzato, in questi mesi di lavoro, il metodo seguito da tutte le persone che ho avuto l’onore di avere come interlocutori e collaboratori.

È stato più forte il richiamo della foresta, la decisione di fare della scuola la nuova “fabbrica”, il nuovo terreno privilegiato di scontro politico e non di incontro culturale, rispetto alla possibilità di trovare, insieme, la via di uscita all’emergenza educativa.

Fortunatamente c’è stato e ci sarà sempre chi a quel richiamo non risponde e decide di continuare a combattere una battaglia di civiltà.



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COMMENTI
28/01/2010 - Se la sinistra tradisce se stessa ...la maggioranz (Franco Labella)

Dal sito del Senato, la discussione relativa al parere sui Regolamenti. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/fr Il primo brano è del senatore Asciutti (Pdl) relatore del 132 sui Classici: "Agli intervenuti replica innanzitutto il relatore sull'atto n. 132, senatore ASCIUTTI (PdL), il quale conferma che intende proporre un parere favorevole a condizione che il riordino si applichi a partire dalle sole classi prime. Quanto ai tempi ristretti imposti al Parlamento per il parere, in relazione all'imminenza dell'entrata in vigore del riordino, egli ricorda che la riorganizzazione è già stata rinviata di un anno, nel presupposto che la posticipazione servisse ad assicurare tempi più distesi di esame." Il secondo è del senatore De Eccher (Pdl) relatore del 133 sui Tecnici: "Replica quindi il relatore sull'atto n. 133, senatore de ECCHER (PdL), il quale lamenta anzitutto uno scarso rapporto fra Ministero e relatori nell'iter della riforma, tale per cui gli operatori interessati erano spesso assai più informati sulle intenzioni del Governo rispetto ai parlamentari e ai relatori in particolare. Egli censura poi la dilagante difesa degli interessi individuali di categoria che caratterizza il dibattito sul riordino, evidenziando un'elevata dose di egoismo simile a quella registratasi quando sono state introdotte le diverse sperimentazioni." Non ho commenti ulteriori da fare....per ora. Alla pubblicazione del parere della VII Commissione del Senato ne riparliamo. Franco Labella

 
22/01/2010 - Una domanda semplice a Pasolini (Franco Labella)

Leggo dal commento di Pasolini: " A quando una decisione di ritenere la scuola meritevole di una "zona franca" in cui il dibattito si occupi del merito sui temi didattici, pedagogici, formativi, professionali e le decisioni si pongano l'obiettivo di avere veramente al centro gli interessi degli studenti, la professionalità dei docenti ed il miglioramento del sistema? " La domanda è semplice e diretta: perchè Pasolini non spiega quale provvedimento, cambiamento, modifica è stato adottato perchè si capisse che la maggioranza non voleva sulla scuola combattere una battaglia tutta ideologica? E' stato perfino proposto di approvare tutto ma di rinviare di un anno perchè alle famiglie non si può trasmettere questa sensazione di precarietà, attese, contrordini, delibere prese sulla base di un quadro nomrmativo non definitivo (perchè c'è anche questo....), ritornate fra un mese che vi facciamo sapere quello che non è dato sapere nemmeno a noi, le bozze "clandestine", i ballon d'essai e tutto il resto. Ma è serio tutto ciò? Certo che si vota per le regionali e la fretta di scrivere un altro manifesto con "Fatto....dopo Gentile Gelmini" questa è la spiegazione di tanta insistenza, a gennaio inoltrato, nel dire "calmi e tranquilli parte tutto tranne qualche quisquilia come ad es.le Indicazioni nazionali (i programmi)".Perchè Pasolini non si dedica ad una lettura istruttiva:quella dei Forum di Indire a cui partecipano, anche se in misura minima , anche studenti e genitori?F.Labella

 
22/01/2010 - meno delle 30 ore delle medie? E la qualità? (Michele Borrielli)

Eliminare i Licei Scient.Tecn., contro le dichiarazioni del Ministro, non è fattibile (potrebbero invece coesistere (Scientifico) 3 indirizzi, tradizionale, informatico, tecnologico), ma vorrei sottolineare che: 1) 27 ORE SETTIMANALI nel biennio iniziale di troppi Licei sono INSUFFICIENTI, meno delle 30 delle medie; inoltre il rientro anticipato 3 volte la settimana creerebbe problemi a famiglie ed alunni, in particolare se pendolari: aspettare l’autobus per un’ora esposti alle intemperie?, e il taglio di posti di lavoro precari, sarebbe da evitare all’economia in crisi; 2) NEL LICEO SCIENTIFICO: nei regolamenti e nelle bozze non ufficiali il NUMERO DI ORE DELLE DISCIPLINE UMANISTICHE RISPETTO ALLE SCIENTIFICHE È PREPONDERANTE, e nell’area scientifica permane lo SCANDALO DELLA CHIMICA, che nel Liceo scientifico come negli altri Licei, a differenza di Licei europei e ist. tecnici, non è considerata insegnamento a sè ma è accorpata nel calderone “scienze naturali”, sia nei regolamenti 1^ lettura che nelle bozze non ufficiali nei licei diversi dallo scientifico; inoltre la chimica va insegnata esclusivamente dai docenti laureati in chimica della classe A013 (come in Europa e ist. tecnici), e non dai laureati in scienze naturali o biologiche della A060; incomprensibile l’assenza della chimica dal biennio del liceo scientifico e la limitazione (bozze n.u.) ad appena 6 ore totali come negli ist. tecnici, per giunta SENZA le 3 ore settimanali per le necessarie attività laboratoriali

 
22/01/2010 - L' educazione alla legalità senza le leggi (Franco Labella)

Vorrei far osservare che i Regolamenti non sono stati approvati . I Regolamenti dopo i pareri del CNPI (critico), della Conferenza Unificata Stato-Regioni (negativo per i Licei, positivo per tecnici e professionali) hanno ottenuto il parere positivo, a maggioranza, della VII Commissione Cultura della Camera. L'opposizione ha formulato un parere alternativo. Può non piacere ma esiste. Uno se lo legge e vi legge i passaggi critici che non hanno consentito una posizione bipartisan. I riferimenti che il consigliere Bruschi fa alle lobbies sono la dimostrazione che quando si usano le forbici senza una logica, sicuramente si scatenano i gruppi di pressione che, però, vorrei farlo osservare, fanno "pressione" anche perchè è in gioco il loro posto di lavoro. Se poi, però, la critica parte dal consigliere Bruschi che è autore di una frase emblematica e significativa di cosa significhi il riordino, allora forse si capiscono di più le questioni. La frase di Bruschi (Forum del Classico su Indire.it n.207) è "Non ritengo fondamentali il Diritto e l'Economia per l'educazione alla legalità e alla cittadinanza". E' il famoso paradosso della educazione alla legalità senza le leggi che, dopo il rasoio di Ockham, sarà inserito nei testi destinati agli studenti italiani del XXI secolo. Quelli che non studieranno il Diritto per la "semplificazione" dei percorsi scolastici pletorici e ridondanti di cui parla Bruschi. Si può approfondire e lo farò nel prossimo futuro Franco Labella

 
22/01/2010 - Amarezza (Roberto Pasolini)

Mi sento di concordare con Bruschi relativamente allo "sfogo politico". Ritengo che si sia persa un'occasione di avviare una stagione in cui il dibattito sulla scuola potesse essere preservato da inflenze politiche di caratere generale. Non entro nel merito del provvedimento dato che ognuno avrebbe sempre proposte "migliorative" dopo un'attenta lettura di una norma ministeriale, ma ritengo che il voto finale in Commissione abbia inevitabilmente risentito dei conflitti politici dovuti a dibattiti su altri temi (vedi processo breve) o a discussioni sulle alleanze delle imminenti elezioni regionali, più che curarsi e basarsi realmente del merito. A quando una decisione di ritenere la scuola meritevole di una "zona franca" in cui il dibattito si occupi del merito sui temi didattici, pedagogici, formativi, professionali e le decisioni si pongano l'obiettivo di avere veramente al centro gli interessi degli studenti, la professionalità dei docenti ed il miglioramento del sistema? Di questo la "Scuola" ha bisogno! Ai posteri.

 
22/01/2010 - SOLO TAGLI NON RIFORMA (giorgia milazzo)

Sbandierati come “riqualificazione” del sistema scolastico, i tagli della legge 133/08 e tutti i provvedimenti con cui sono stati attuati non risolvono le contraddizioni che di certo sono presenti oggi nel sistema scolastico, ma si iscrivono in un processo di destrutturazione della scuola pubblica, che vuole impoverirla, dequalificarla e svuotarla dei suoi fondamenti democratici Denunciamo perciò non solo gli effetti devastanti della controriforma Gelmini nel mondo della scuola, con il drastico ridimensionamento del corpo docente e del personale ATA(soprattutto la figura dell’assistente tecnico), l’eliminazione delle sperimentazioni che tanto hanno contribuito alla formazione degli alunni, l’aumento degli alunni per classe, la riduzione del tempo scuola, l’accorpamento delle classi di concorso, ma anche le drammatiche ripercussioni del più grande licenziamento di massa dell'Italia repubblicana sul tessuto sociale in un periodo di grande crisi. Mentre in Francia, Inghilterra, Stati Uniti s’investe nella scuola pubblica qui si “taglia”e si danno finanziamenti alle scuole private che nell’80% dei casi sono solo diplomifici, dove basta PAGARE per essere promossi.

 
22/01/2010 - Riforma Gelmini.. una vera riforma di destra (Daniele Ferrari)

Mah, vede sig Bruschi. Qui non si tratta di difendere modelli ipertrofici; è proprio l'impianto culturale, se così lo si può chiamare, che esce dalla vostra riforma che non va. Si potrebbe dire che l'idea che avete in testa sia: "meglio imparare poche cose bene ( senza porvi il problema di come) che molte male"! Questo punto di vista che non esito a definire da "Bar sport" è certamente funzionale alle necessità di risparmio che sono alla base del vostro intervento, lo è , credo, un po' meno alle esigenze dei nostri ragazzi.Prendiamo,ad esempio, la politica che fate sulle lingue straniere. Beh, sig. Bruschi, mi lasci dire che siete fermi agli anni '80. Il mantra ossessivo sull'inglese, che i nostri studenti tra l'altro non parlano e in buona parte odiano, è un residuato bellico: mentre l'Europa chiede a gran voce di aumentare e diversificare l'insegnamento linguistico, voi andate nella direzione opposta. Così, di qui a dieci anni, mentre i loro colleghi europei potranno lavorare ed essere competitivi su tutto il territorio dell'Unione i nostri ragazzi si muoveranno col loro inglesino scolastico e faranno a pugni con i cinesi ed i pakistani... Complimenti, questo è guardare lontano! Non parliamo poi della scomparsa della geografia e della riduzione della storia.... Un delirio! La verità che la vostra scuola è più povera e funzionale alla fromazione di manodopera sottoqualificata e a basso costo... il resto sono chiacchere.