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SCUOLA/ I nuovi regolamenti delle secondarie e la regressione culturale del PD

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Ma il pulpito da cui partono questa e altre critiche sarebbe credibile solo se fossero proposte in nome di un riformismo audace e deciso, che prevedesse il taglio dell’ultimo anno di scuola (lo aveva già proposto Berlinguer!) il core curriculum delle competenze-chiave, la piena capacità di autonoma iniziativa finanziaria, l’assunzione diretta dei docenti scuola per scuola ecc... . Non è questo il caso del PD e della CGIL. Che sono fedelissimi del dogma, secondo cui nostri ragazzi più stanno a scuola, più imparano, più vengono educati, più sono “eguali”, più sono tolleranti. Donde cattedre a gogò, che sono la ratio di tutto. Più ce n’è e meglio è. Del resto, è a questo principio, per il quale il Ministero dell’istruzione si è trasformato da decenni a questa parte nel Ministero del lavoro intellettual-docente, che si deve la crescita tumorale dei corsi, delle materie, delle specializzazioni, delle sperimentazioni.

Si tratta qui di una grave, benché non del tutto inaspettabile regressione culturale della sinistra all’antico corto circuito del massimalismo classico: opporsi a un piccolo passo in avanti, oggi, in nome della grande riforma che si farà domani, dopo la conquista del potere o, più modestamente, del governo. Il vecchio PCI, che non era massimalista, avrebbe contribuito alla stesura del provvedimento e poi si sarebbe astenuto, affermando naturalmente che occorreva ben altro, o avrebbe differenziato il voto o avrebbe motivato il “no” in termini meno tremendisti. A quanto sembra, il riformismo togliattiano di Bersani è stato bloccato alle Termopili dagli eroici massimalisti del PD della Commissione cultura della Camera, guidati da Giovanni Bachelet, franceschiniano di ferro. Forse quel riformismo è ancora gracile, forse non è irresistibile, forse è minoranza reale nel PD. Peccato.

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COMMENTI
07/02/2010 - Una risposta non breve a Cominelli - parte finale (Franco Labella)

Lei , a proposito di Diritto ed Economia, scrive nella sua risposta “ condivido la necessità di ridurre al minimo le materie del core curriculum, di fare tue o tre materie professionalizzanti “. Cominelli lei va fuori tema, direbbe la mia collega di Italiano, stiamo parlando dei Licei in cui il Diritto sparisce dopo esserci stato per quasi 20 anni, cosa c’entrano le materie professionalizzanti? In realtà, in quest’errore, non è incorso solo lei. C’è stato qualche esperto buontempone (o forse buontempone esperto) che ha proposto di inserire, nel Liceo delle Scienze Umane, Economia aziendale anziché Economia Politica. Lei, con la sua risposta in sintonia con Bruschi, mi convince ancor di più: la eliminazione del Diritto e dell’Economia è una scelta non europea (mai sentito parlare delle Raccomandazioni sulle competenze civiche?) immotivata ed ideologica. Del resto, caro Cominelli, lei (lo deduco da conoscenza diretta anche se non personale in anni lontani e dalle sue note biografiche) di ideologie è un esperto. Chapeau, quindi, anche perchè io mi occupo solo di scuola, quella vera. Franco Labella

 
07/02/2010 - Una risposta non breve a Cominelli - III parte (Franco Labella)

La sua lontananza dalla scuola vera, poi, spiega anche la sua singolare idea che “Cittadinanza (concetto innanzi tutto giuridico) e Costituzione” (tanto ben conosciuta persino dai nostri parlamentari come hanno dimostrato in tv Le Iene la settimana scorsa) possa essere “insegnata” dal mio collega di Matematica. A Milano c’è un detto (ofelè fa el to meste) che parla di pasticciere o confettiere che deve fare il suo mestiere. Spesso l’ha usato anche l’attuale Presidente del Consiglio, milanese poco coerente, evidentemente, almeno su “Cittadinanza e Costituzione”. Per par condicio, siccome ho competenze informatiche non irrilevanti, chiederò, per non essere licenziato, (e lei Cominelli aderirà entusiasticamente ma con coerenza alla mia richiesta) di insegnare Informatica pur essendo laureato in Scienze Politiche. Quello della Gelmini, però, non doveva essere il riordino basato su slogan come “competenze e meritocrazia”? Prime che lei obietti che di “educazione” si tratta e non di insegnamento disciplinare (consiglio la lettura di Galli della Loggia sul Corriere della Sera e del prof. Cofrancesco sul Secolo XIX a proposito di C&C) le faccio osservare che per e-ducere bisogna conoscere almeno l’oggetto. Segue la parte finale ----->

 
07/02/2010 - Una risposta non breve a Cominelli - II parte (Franco Labella)

E dire che nella conferenza stampa televisiva e nei comunicati il Ministro Gelmini si era premurato di dire che Cittadinanza e Costituzione non sarebbe mai stata la riproposizione della vecchia e mai rimpianta “Educazione civica”!!!!!!!!! Cominelli è d’accordo col Ministro nel non volere “Cittadinanza e Costituzione”. Niente di male, ognuno ha le affinità elettive che preferisce, ma non parli allora dei funambolismi degli altri come suggerisce il titolo del suo articolo. Mi permetto di dare a Cominelli una notizia ed un suggerimento, se lo accetta. La notizia. C’è un quotidiano on line, si chiama ilSussidiario.net, che ha ospitato, nei giorni scorsi, un contributo dal titolo “Servono diritto ed economia nei Licei?Chiedete a Okham”. Il suggerimento, se Cominelli lo accetta. Legga il contributo e poi intervenga con le sue osservazioni nel thread giusto in modo tale che aiuterà anche i lettori a capire l’intrinseca contraddittorietà di posizioni, come quella espressa dal relatore sen. Asciutti, per il quale Diritto e Economia sono “materie di grande importanza per l’educazione alla legalità e per il contrasto di fenomeni di devianza” e quindi le eliminiamo dai Licei. Cominelli, lei è lontano da anni dai Licei, dai Tecnici e dai Professionali, lo dicono le sue note biografiche presenti sul Sussidiario. Lo si capisce dalla chiusa finale della sua risposta quando parla di “Storia del diritto”. Quella si studia all’Università, caro Cominelli, non nelle scuole superiori.

 
07/02/2010 - Una replica non breve a Cominelli - I parte (Franco Labella)

La sua risposta rende necessaria una replica non breve. Me ne scuso con i lettori ma reputo sia necessaria al dibattito sulla eliminazione delle Discipline giuridiche ed economiche a cui ha partecipato anche Corrado Augias su Repubblica di ieri. Cominciamo dal casus belli: la locuzione, a pagina 2 del suo articolo, “l’introduzione di nuove materie compresa quella di cittadinanza” (che, particolare non secondario, si chiama non “Cittadinanza” ma “Cittadinanza e Costituzione” e spiegherò poi che non è solo questione nominalistica) è sua e non dell’on.Pes. E’ evidente, infatti, che l’estensore del parere di minoranza on. Pes non ha scritto di nuove materie perché sa tanto bene che non esistono da rivendicarne l’istituzione. Ora Cominelli lei ci fa sapere , dopo aver scritto di “nuove materie” che in realtà non esistono, che è contrario alla istituzione di “Cittadinanza e Costituzione”. E’ d’accordo, perciò, con le recenti acrobazie, sul tema specifico, del Ministro Gelmini. Che prima era tanto d’accordo sulla nuova materia “C&C” da aver firmato, per la formazione dei docenti di Storia e Filosofia (chè quelli di Diritto non la devono insegnare) un protocollo di intesa non con la Società di Storia patria o di Filosofia, caro Cominelli, ma con l’Associazione Italiana dei Costituzionalisti salvo poi dichiarare, meno di sei mesi dopo, che mai e poi mai esisterà una materia nuova con valutazione autonoma. Segue la seconda parte --->

 
29/01/2010 - Errare humanum est perseverare autem diabolicum (Franco Labella)

Cominelli, la on.Pes scrive esattamente quello che sostengo io e che è il contrario di quello che ha scritto lei: non esiste, nonostante le promesse televisive del Ministro Gelmini dell'agosto 2008, alcuna materia (disciplina) autonoma chiamata "Cittadinanza e Costituzione". La on. Pes, scrive infatti che risulta assente il quadro capace di contenere quello che ci voleva e non c'è.(anche C&C) Del resto, a conferma, basta guardare i quadri orario e spero lei lo abbia fatto. Noi del Coordinamento nazionale dei docenti di diritto e economia l'abbiamo chiesto (la disciplina autonoma con valutazione autonoma) nell'audizione del 24 nov.a cui era presente anche il relatore sen. Asciutti.Nel parere , come era ovvio, a Cittadinanza e Costituzione non s'accenna nemmeno. Il combinato disposto di questo e della progettata eliminazione del Diritto portano al ben noto paradosso della "educazione alla legalità senza le leggi". Se legge quello che ha scritto l'estensore Sen. Asciutti nel recente parere della VII del Senato, ritroverà la eco di questa assurda posizione. Ci troverà anche un'altra assurdità: il "federalismo disciplinare". Perchè sempre il sen.Asciutti scrive che questi insegnamenti (Diritto e Economia) devono essere eliminati in tutta Italia perchè non consentono una visione critica (rimandata alla Università sic) tranne che "nelle Regioni e province autonome che avevano già previsto tali insegnamenti". Mi piacerebbe leggere il suo commento a riguardo. Franco Labella

RISPOSTA:

Non capisco più l'oggetto del contendere! Parto dalla base. Io sono contrario all'istituzione di una materia nuova: quella di cittadinanza. Per la ragione che credo che l'educazione alla cittadinanza sia la risultante di italiano, matematica, storia ecc...Non credo che la si possa offrire con seminari di etica, di filosofia politica, di diritto. Ora, l'on. PES invece la vorrebbe e lamenta il fatto che manchi persino il quadro entro il quale si possa istituire una materia simile. Nel mio articolo si registra questo auspicio del PD, che io non condivido. Punto! Io non sostengo che la materia c'è - questa è l'affermazione che lei mi attribuisce - sostengo che non c'è e che è meglio che non ci sia. Lei può non essere d'accordo con la mia posizione, ma non può accusarmi di sostenere il falso. Quanto al sen. Asciutti: io condivido la necessità di ridurre al minimo le materie del core curriculum, di fare tue o tre materie professionalizzanti (diritto ed economia posso entrare in un curriculum vocazionale). Le motivazioni relative alla criticità del sen. Asciutti, se sono quelle che Lei riporta, non mi convincono. Resto convinto che alcuni passaggi fondamentali della storia del diritto debbano far parte di un insegnamento di storia della civilizzazione. Il Un insegnamento più specialistico deve entrare nel curriculum professionalizzante di alcuni indirizzi tecnici. Giovanni Cominelli

 
28/01/2010 - Cominelli legga prima di scrivere (Franco Labella)

La disinformazione continua. Lei scrive "l’introduzione di nuove materie compresa quella di cittadinanza ". Cominelli mi segnala dove l'ha letta la storia della nuova materia Cittadinanza come la chiama lei? Non esiste nessuna nuova materia e se lei non lo sa, legga e s'informi prima di scrivere cose non vere. Fra l'altro sempre sul quotidiano di cui è redattore, solo qualche giorno fa avete ospitato un contributo in cui si fa la storia di questa materia inesistente. E' veramente offensivo subire una scelta ideologica (l'eliminazione del Diritto) e leggere notizie non vere come quella che scrive lei. Le segnalo, a proposito di interessanti novità, che nel parere del Senato c'è la condivisione del noto paradosso della "educazione alla legalità senza le leggi". E poi si parla di competenze civiche ed educazione alla legalità e, magari, anche di Europa...... Ma evitiamo almeno il ridicolo... La regressione culturale? E' quella di chi s'inventa che le sperimentazioni Brocca siano state proposte ed attuate per impiegare i docenti in esubero. Ma a chi pensate di raccontarle queste cose? Franco Labella

RISPOSTA:

Cito alla lettera dal parere on. PES relativo ai Licei (Atto 132) (del Gruppo PD della Commissione cultura della Camera - Attri della Camera): "Risulta assente, infatti, una vera rivoluzione di metodo capace di contenere gli elementi indispensabili per una scuola del XXI secolo, quali: a) la didattica laboratoriale di tutte le discipline tramite il sistema delle compresenze (storia/diritto; Arte/tutte; Lingua straniera /tutte; Linguaggi /tutte); b) la previsione di spazi di intersezione tra le discipline, progettualità e sperimentazioni, che invece l’Europa ci chiede; c) l’insegnamento autonomo di Cittadinanza e Costituzione; d) l’insegnamento autonomo di Linguaggi (Media Education); e) l’insegnamento almeno quadriennale di Scienze;". Giovanni Cominelli

 
28/01/2010 - Il 30 e il 70 (Michele Donnanno)

Sarà anche vero che ormai il 70% del sapere di un adolescente viene acquisito fuori del circuito dell'istruzione, ma ci sarebbe allora da domandarsi in cosa consiste questo sapere? Sicuramente non ci stanno in quel 70% la matematica e neppure la storia. Ora, se leggo i quadri orari della Gelmini sul liceo classico e li confronto con quelli del liceo classico dove insegno, noto che i futuri studenti faranno meno storia (o meno geografia) e molta meno matematica. E se Cominelli non ci crede vada a vedersi il sito del liceo classico di Lecco. Domando "Ci pensa internet?" Michele Donnanno

RISPOSTA:

Condivido per intero le Sue perplessità, sia per quanto riguarda le percentuali sia per quanto concerne il contenuto di quel 70%. Quelle percentuali sono citate nei pareri PD, non mi convincono. Bisogna indagare di più sui fondamenti di tale affermazione. Giovanni Cominelli