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TEMI MATURITA’/ A pochi mesi dall’Esame di Stato qualche consiglio su come scrivere il tema

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I professori, noiosi e petulanti, come risposta a tutti quei ragazzi che solo ora, a qualche mese dall’esame di maturità, si svegliano agitati dal sonno per cercare di capire come si fa a buttar giù un testo decente della lunghezza di almeno quattro paginette, rispondono che è sì un bel problema, ma che è un po’ tardi per porselo. Noi invece no: vogliamo credere che le intenzioni dei ragazzi siano le migliori, e che tutti gli studenti abbiano sempre lavorato seriamente per migliorare la loro tecnica di scrittura, e che ora siano in cerca semplicemente di qualche consiglio ad hoc per affinare il tutto.

Partiamo allora dal principio base, quasi regolarmente ignorato da chi ha il patema del tema di maturità: si scrive bene se si ha voglia di scrivere. Non esistono titoli facili o titoli difficili; esistono titoli che propongono o non propongono un argomento su cui lo studente abbia già avuto in precedenza modo, tempo e voglia di riflettere. Se nella lunga sfilza di argomenti proposti (ben sette!) non ce n’è uno che nemmeno tangenzialmente abbia sfiorato i vostri pensieri, allora il problema è strutturale, e ogni parola vana.

Quindi: concentrarsi subito sul titolo su cui si è certi di avere qualcosa da dire (per interesse, studi, passione, inclinazione ecc.). Ovviamente, allargando la visuale. Esempio: potrebbe esserci un titolo sul problema delle scorte d’acqua a livello mondiale; lo studente magari non si è mai concentrato su questo singolo aspetto, però ha maturato una certa sensibilità per i temi dell’ambiente. Basterà declinare quelle riflessioni generali in questo problema particolare. Raccomandazione: non mendicate gli argomenti dalla pletora di inutilissimi “documenti” allegati alla traccia saggio breve-articolo di giornale. Usateli, ma non pensiate che possano sostituire la vostra personale riflessione.

 

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COMMENTI
29/01/2010 - verba volant scripta manent (Anna Di Gennaro)

Trovo simpatico e stimolante l'approccio dell'Autore: un incipit che m'induce ad una domanda direi quasi scontata. C'è qualche studente tra i lettori del SUSSIDIARIO? Si faccia vivo e scriva allora! Il momento è davvero opportuno e un po' di esecizio non guasta. Una sola considerazione relativa alla stesura dell'elaborato che i neomaturandi dovranno comporre. L'idea deriva dalla visita alla casa di Giacomo Leopardi in quel di Recanati dove ho avuto modo di ammirare i suoi scritti così originali anche e soprattutto grazie alle numerose correzioni così preziose e frutto di "lungo studio e grande amore" direbbe Dante. Ebbene proprio quelle annotazioni, appunti e cancellature sono ancora lì a svelarci il cuore del poeta, il suo spirito di osservazione, la sua solitudine interiore e l'amore per la conoscenza non parcellizzata nè frantumata, ma resa ancor più "nobile" dal suo spirito libero che anora oggi leggiamo con stupore. Scrivere è un desiderio della nostra umanità nel momento in cui diviene matura e adulta. Le incisioni rupestri ne sono la testimonianza grezza ma significativa: lasciare traccia di sè e comunicare un bisogno irresistibile da sempre. Che ne pensano gli studenti? A loro la parola!