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SCUOLA/ Il preside: riordino degli istituti secondari, il perché di un’amarezza

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Mi sono inserito nel dibattito aperto dall’intervento del Consigliere Max Bruschi esprimendo il sentimento spontaneo di amarezza conseguente l’analisi di quanto avvenuto.

Premesso che alla domanda: sei d’accordo su tutto il progetto di riordino? Risponderei no, avrei qualcosa di migliorativo da proporre, ma chi del mondo della scuola di fronte ad un provvedimento di riforma non trova qualcosa che secondo lui non va e non avrebbe proposte migliorative (è come chiedere ad un tifoso di calcio se gli va bene la formazione della Nazionale)? Vorrei motivare con qualche dato di fatto il perché della mia amarezza.

Per diversi motivi ho avuto qualche ruolo di collaborazione per la stesura di progetti di riforma con tutti i Ministeri che si sono succeduti da quello del Ministro Berlinguer in poi e dal mio osservatorio devo riconoscere, pur non essendo politicamente schierato con questa maggioranza, che ho potuto notare, fin dall’inizio, un’impostazione diversa nell’affrontare i progetti di riforma.

Mi riferisco soprattutto al fatto di non cancellare, ex abrupto, il passato, ma tenerlo come punto di partenza per affinare le proposte. Ne è testimonianza concreta l’aver mantenuto in vita la Commissione De Toni, voluta dal Ministro Fioroni, ed aver portato a termine con la stessa, quasi un anno fa, il riordino per professionali e tecnici (ricordiamoci che il primo a proporre la riduzione a 32 del quadro orario dei tecnici fu Berlinguer e ci son voluti quattro ministri e quasi dieci anni per concretizzarla).

Posso altresì affermare che nel percorso di costruzione dei diversi regolamenti e riordini non ho notato il “muro contro muro” tipico dei ministeri precedenti, ma l’accoglimento di diverse proposte di modifica.

 

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COMMENTI
08/02/2010 - Ci si confronti, ma sulle esigenze degli studenti (Roberto Pasolini)

Non ho mai fatto inutili “difese d’ufficio”, ho sempre ritenuto che la scuola abbia bisogno di confronti e scelte basate sulle necessità formative degli studenti. Per questo ero e sono convinto della necessità e dell’utilità di quadri orari equilibrati che non superino le 32 ore settimanali per l’istruzione tecnica e le 30 ore per i licei “tradizionali” (è evidente che artistici e musicali sono su un piano diverso). Una convinzione che nasce dall’esperienza quotidiana e dalla volontà di cercare di migliorare la qualità degli apprendimenti, nell’interesse degli studenti che in futuro troveranno solo chi li valuterà per “come sapranno” e non per “quanto sapranno”, Non è certo uso di “spannometro”, ma convinzione che nasce da anni di applicazione di percorsi costruiti con l’ attuazione dell’autonomia, di convegni cui ho partecipato e relazioni sentite da esponenti delle diverse componenti scolastiche di diverso colore politico. Che non sia condiviso, ben venga, siamo in un paese democratico, ma si dimostri il contrario. Per altrettanta onestà intellettuale si rammenti che gli ordinamenti tradizionali di classico e scientifico, considerati di alto livello, iniziavano con 27 e 25 ore settimanali. Ciò non toglie che il riordino doveva partire da un progetto pedagogico, non dalla dichiarata volontà di riduzione di costi: l’ho detto e lo scritto. Questo peccato originale fa si che qualsiasi risultato anche frutto di un’attenta elaborazione non potrà che portarne l’etichetta.

 
04/02/2010 - L'inizio era positivo....poi ci siamo persi (Franco Labella)

Preside Pasolini, lei scrive :" Che la scelta di quadri orari così carichi fosse anche di natura occupazionale ormai lo dicono tutti" Dopo un inizio promettente siamo ritornati allo spannometro? Lo dicono tutti? Tutti chi? Gli anonimi "progettisti Brocca pentiti" di cui ha parlato Bruschi? Ma la Fiat se vuole interrogarsi sul perchè non funzioni un modello interroga i progettisti o i clienti? Mutatis mutandis, abbiamo i dati sugli esiti di 15 e passa anni di sperimentazioni Brocca? Ahimè no...abbiamo lo spannnometro!!! La A019 non aveva alcun esubero, sia buono, non faccia affermazioni non verificate ma verificabili. E per quanto riguarda i carichi di lavoro: insegno da 12 anni in un Liceo Linguistico e ho due figli che hanno frequentato un Classico tradizionale. Non ho riscontrato differenze di comportamento e rendimento tra i miei studenti e i compagni di scuola dei miei figli. C'erano allievi svogliati da me ed anche al Classico. Non mi sono mai capitati studenti distrutti dai carichi di lavoro nè al Linguistico nè al Classico dei miei figli. Come vede la seguo nello spannometro. Ma si possono fare "riordini epocali" con lo spannometro o con il dato esperienziale (di singoli, Bruschi docet) sul "Come era verde il mio Liceo Classico tradizionale senza Diritto ed Economia?" La storia la scrivono i vincitori, indubbiamente, ma che non si pensi che oggi sia la vittoria definitiva Franco Labella

 
03/02/2010 - L'onestà intellettuale non è a senso unico (Franco Labella)

Preside Pasolini,visto l'invito che ha rivolto al Ministro Gelmini, faccia pure lei uno sforzo di onestà intellettuale . Le chiedo: per i Licei hanno prevalso indicazioni pedagogiche o logiche di tipo contabile (chè economico è già nobilitare operazioni senza alcun senso)? Aver ridotto le ore dei bienni dalle originarie 30 a 27 non risponde ad un bel nulla che non siano i tagli. Col risultato di una gigantesca arrampicata sugli specchi di cui domani capiremo le proporzioni. Ma non avevamo alcuna necessità nè di stuntman nè di illusionisti. E se non fosse che in gioco c'è il futuro degli studenti italiani potremmo pure consolarci dicendo che il tempo sarà galantuomo. Altro che svolta epocale.... Franco Labella

 
03/02/2010 - Licei e sperimentazioni (Roberto Pasolini)

Dico a Labella che considero le sperimentazioni “Brocca” un pregevole atto riformatore frutto di un’approfondita analisi didattica e pedagogica. Hanno incontrato una sfortuna e fatto un errore. Sfortuna di essere sperimentate in una scuola in declino nella quale solo una minoranza di studenti era in grado di raggiungere pienamente gli ambiziosi obiettivi formativi con il logico risultato di un conseguente “annacquamento” per evitare bocciature e dispersione. Errore nel caricare di troppe ore i quadri orari: 34, 35, 36 ore settimanali sono accettabili in corsi professionali dove vi sono i laboratori, non nei licei dove le lezioni sono “frontali” con conseguente “lavoro domestico” per approfondire ed apprendere. Che la scelta di quadri orari così carichi fosse anche di natura occupazionale ormai lo dicono tutti. La conseguenza è stata che ad un ragazzo di normale diligenza si chiede un impegno di una cinquantina di ore settimanali. Da qui la necessità di una proposta che permettesse di puntare alla richiesta di qualità degli apprendimenti. Intendevo di buon senso rinviare di un anno la riforma dei licei, come lo è stata sicuramente la marcia indietro verso la saggia applicazione della riforma solo dalla classe prima. Ricordo alla Massari che la storia delle riforme è piena di esempi tristi: l’onda anomala di Berlinguer o l’abolizione dell’istruzione tecnica della Moratti, per citare solo due casi. Quando accade il contrario stiamo contenti e diamo a Cesare quel che è di Cesare.

 
03/02/2010 - Contributo alla discussione (Roberto Pasolini)

Al termine di un libro che ho recentemente pubblicato mi rivolgo al Ministro Gelmini dicendo: “Mi sento solo di offrire un consiglio: nel presentare le sue proposte metta sempre al primo posto la motivazione pedagogica ed educativa, ed in secondo luogo l’indispensabile aspetto economico cui ogni buon amministratore deve guardare. La scuola ha bisogno di questo linguaggio affinché chi è chiamato a governarla sia sempre credibile ed acquisisca autorevolezza verso tutti i partecipanti al processo formativo, studenti, famiglie, ma, soprattutto, docenti e dirigenti” In caso contrario, inevitabilmente l’analisi si pone sempre sul piano economico. Le 32 ore settimanali per gli IT erano un’esigenza didattica e pedagogica per puntare alla pretesa di qualità di apprendimento, sentita da chi vi insegna e dirige. Da qui deve partire chi ha a cuore la scuola la conseguenza di risparmio è sicuramente vera, ma non può essere vista e considerata quale condizione primaria ed unica nella scelta fatta. Ringrazio Labella che indirettamente conferma che la riforma per tecnici e professionali era pronta da circa un anno. Testo della commissione, testo del regolamento, decisione di slittare di un anno, sperimentazioni in atto, sono dati di fatto che, come operatori della scuola, dobbiamo riconoscere nella loro oggettività altrimenti cadiamo anche noi nella “demagogia politica”.

 
02/02/2010 - quale progetto, quale buon senso? (massari annalisa)

Egregio preside, mi permetta una considerazione. La proposta di attuare la riforma a partire dal solo primo anno più che di buon senso è di necessità: operando sul biennio si sarebbe scatenato il caos assoluto nella determinazione degli organici e nell'assorbimento dell'esubero. Buon senso in genere, in questa "riforma" mi sembra ce ne sia molto poco, a partire dalla sua motivazione "di cassa". Ancora più carente mi appare la lungimiranza economica della manovra che riduce certo le spese, ma anche l'acquisizione di contributi certi, e fa diminuire considerevolmente la propensione al consumo delle famiglie dei precari licenziati. Anche noi di ruolo (Diritto-economia, geografia,italiano) andremo su due o tre scuole, magari in comuni diversi, con aumento delle sole spese di trasporto, revisione degli optional dal budget familiare: vacanze, cambio auto, casa... chi ci guadagna? Se si deve fare cassa bisogna seriamente combattere la vasta evasione fiscale di chi può non denunciare o eludere il fisco, non privarsi dei servizi essenziali in un settore che le tasse le paga per forza. Ma che politica economica è?

 
29/01/2010 - un esempio di corretto utilizzo del forum indire (Michele Borrielli)

un esempio di lavoro e di contributo di idee: nel forum indire del liceo scientifico il 5 dicembre 2009, dopo lungo discutere tra docenti di scienze della A060 e di chimica della A013, si arrivò alla constatazione che il problema era il numero eccessivo, schiacciante, delle ore di discipline umanistiche rispetto a quelle scientifiche, e che separare anche nel Liceo Scientifico, come negli Istituti Tecnici e Professionali, la chimica dalle scienze della terra e dalla biologia si poteva e si doveva fare: "il sottoscritto (Prof. Borrielli) ed il Prof. Zivec propongono IN PERFETTO ACCORDO, CHE NEL FUTURO LICEO SCIENTIFICO si abbia la scissione dell'insegnamento "scienze naturali" nei seguenti insegnamenti: PRIMO ANNO, chimica inorganica e laboratorio (A013, futura a-33) 3 ore, ecologia, botanica e zoologia (A060, futura a-46), 3 ore; SECONDO ANNO, chimica generale e organica e laboratorio (A013, futura a-33) 3 ore, scienze della terra 3 ore; TERZO ANNO, chimica organica e laboratorio (A013, futura a-33) 3 ore, biologia (A060, futura a-46) 3 ore; QUARTO ANNO microbiologia (A060, futura a-46) 4 ore; QUINTO ANNO chimica industriale ed applicata (A013, futura a-33) 2 ore, biotecnologie (A060, futura a-46) 2 ore. Da notare che la parte relativa alle proposte della chimica, condivisa dal Prof. Zivec, è proposta formalmente dall'Ass.ne Insegnanti Chimici, e depositata presso le commissioni istruzione di Camera e Senato.". Una proposta, condivisa e reiterata, che attende ancora risposta…

 
29/01/2010 - E lo sterminio delle sperimentazioni Brocca allora (Franco Labella)

Gentile Preside Pasolini, lo spazio è tiranno ed allora sono costretto alla sintesi Lei scrive:" Mi riferisco soprattutto al fatto di non cancellare, ex abrupto, il passato, ma tenerlo come punto di partenza per affinare le proposte.". Questo magari per i Tecnici e De Toni sarà anche vero ma per i Licei non è andata affatto così. Come ormai è arcinoto c'è stata la tabula rasa delle sperimentazioni Brocca, senza eccezione alcuna, e, soprattutto senza alcuna valutazione. Le sembra un criterio ragionevole? Ma le pare che un'azienda possa investire per decenni su una perimentazione per buttare tutto senza valutazioni? Conosco già l'obiezione: son passati quasi vent'anni e queste valutaz. dovevano essere fatte in passato. C'è solo un piccolo particolare: che il Commissario liquidatore è, però, l'attuale Ministro adiuvato dal suo Consigliere. Ancora ieri Cominelli scriveva di pessimo e oneroso PNI. Ma mi chiedo: ma sappiamo di cosa si sta parlando? Qualcuno si è preso la briga di dare un'occhiata ai Forum di Indire? Qualcuno si è preso la briga di analizzare le competenze degli studenti in uscita dal PNI e i loro esiti universitari? Se esiste qualcosa del genere me lo segnali: perchè, finora, questa ricerca mi porterebbe solo a "Chi l'ha visto?".... In troppi parlano della scuola avendo come unica competenza averla frequentata anni fa. Un po' poco, ammetterà, secondo i parametri della meritocrazia, per diventare esperti e pontificare. Buon lavoro Franco Labella

 
29/01/2010 - condivido totalmente, e aggiungo... (Michele Borrielli)

Condivido quanto scritto dal Preside Pasolini, ed aggiungo che è vero che la scuola deve stare al di sopra dei "giochi politici", ma anche delle lobbies che talvolta condizionano e vincolano il lavoro dei tecnici. Ma quali "tecnici"? Funzionari o docenti universitari che nella scuola non ci hanno mai messo piede, o nella migliore delle ipotesi ne conoscono un'unica tipologia? L'idea del forum indire è stata ottima, e mi auguro (non è ancora detta l'ultima parola) che non sia una occasione mancata; poteva, può essere l'occasione di utilizzare quei "tecnici" che nella scuola ci sono, i docenti, sentire ciò che dicono, chiedere parere anche ad altri con la stessa formazione dei proponenti, e utilizzare le idee. E' stato fatto? Dalla commissione istruzione del Senato ritengo di sì,ed infatti ci sono delle parti che mi pare siano state recepite dalla discussione [dai pareri della commissione istruzione del Senato in vedi osservazioni a), d), k)4. per i licei, le osservazioni 2 e 3 per gli istituti tecnici, l'osservazionie f) per i professionali]. Riusciranno la cabina di regia per i Licei, la commissione per l'istruzoine tecnica e professionale per gli istituti tecnici e professionali, riusciranno i funzionari ministeriali, a leggere criticamente tutto quanto prodotto e a presentarlo come giuste modifiche ai regolamenti approvati in prima lettura,senza aver paura ad esempio di rimuovere la prevalenza oraria delle discipline umanistiche rispetto alle scientifiche nello SCIENTIFICO?

 
29/01/2010 - Riforma dei tecnici pronta da un anno? (fabio scaccia)

Io sinceramente non me ne sono accorto.Ho seguito, dal di fuori, tutto il procedere della riforma (dalla moratti in giù), eppure che gli istituti tecnici fossero pronti già dallo scorso anno per il riordino è solo una verità politica.Oltre ai nomi dei contenitori,definiti da anni, tutto il resto è nebuloso. Ma se poi, all'interno dei contenitori, si ritrovano, sotto forma di articolazioni e opzioni,quasi le stesse specializzazioni di oggi, dove sta l'abbrivio di modernità? Non sarebbe stato più onesto e produttivo per tutti dire: signori, dobbiamo risparmiare 3 miliardi di euro l'anno e perciò dobbiamo ridurre l'orario a 32 ore? Secondo l'autore dobbiamo invece esultare perchè il riordino parte solo dal primo anno e non anche dal secondo anno.Dove stava la logica del farlo partire anche dal secondo? Gli istituti tecnici sono stati riformati, o si sono autoriformati,negli anni 94'-96' e non c'era nessuna sovrapposizione dei corsi tra quelli di ordinamento e quelli di sperimentazione, situazione tipica invece dei licei. Probabilmente però al Ministero non lo sapevano. Non si piega altrimenti il fatto che nella busta contenente le tracce della seconda prova scritta dell'esame di stato per la specializzazione, per esempio, costruzioni aeronautiche c'è la traccia per il corso sperimentale -di ordinamento (ibis) e la traccia per il vecchio corso di ordinamento a 38 ore. Che non è più attivato in Italia da almeno 12 anni.