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SCUOLA/ Compiti a casa: un incubo che può trasformarsi in occasione

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Il testo offre consigli e spunti operativi per entrambi i soggetti del binomio: i due luoghi educativi possono incappare in errori che frenano la presa di senso dello studio da parte degli alunni e contemporaneamente hanno delle responsabilità marcate dalla chiarezza e dalla consapevolezza del proprio ruolo assunto correttamente. Ma Mieireu presta spazio ed attenzione anche e soprattutto al “soggetto in educazione”, vero protagonista dell’avventura di costruzione della persona e propone una pedagogia del contratto. Perché, sostiene, "si ha 'pedagogia del contratto' solo quando uno scambio permette di abbozzare una soluzione che non costituisce una disfatta né una vittoria per nessuno; quando si costruisce una relazione di reciprocità nonostante la differenza tra educatore ed educato; quando ci si mette a parlare insieme per trovare soluzioni comuni" (p. 54)

Sono, queste evidenziate, alcune sottolineature che possono stuzzicare l’interesse per la lettura di un libro che non è strutturato su proclami o roboanti teorie pedagogiche, ma sulla riflessione sedimentata di un’esperienza di educatore appassionato a costruire contesti e alleanze educative che accolgano e rispondano al bisogno dell’educando, figlio o alunno che sia.

Anche il cambiamento di percezione e di senso di un particolare contribuisce a modificare la visione e la gestione dell’intero sistema di cui il particolare è parte. Si parva licet.

Le riforme hanno bisogno anche di protagonisti coscienti del proprio ruolo e capaci di tradurre in gesti, atteggiamenti efficaci le etichette teorico/ideali che li connotano come educatori, dentro un’alleanza educativa in favore di figli/alunni. Si può cominciare dall’intesa su contenuti e modalità dei compiti a casa.



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