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SCUOLA/ La riforma delle chiacchiere sui tagli e del silenzio sul curriculum

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Questo strano e “costosuccio” istituto solo italiano è nato dalla necessità di reimpiegare insegnanti, le cui cattedre erano state eliminate o di garantire insegnamenti che gli insegnanti titolari avrebbero dovuto garantire. È il caso degli ex-insegnanti di stenografia e dattilografia che, passati attraverso il restyling di trattamento testi, sono andati a fare compagnia agli insegnanti di ragioneria e tecnica bancaria, che non hanno voluto, potuto o saputo imparare degli applicativi gestionali. O dei conversatori delle diverse lingue straniere, che hanno rimediato al fatto che noi abbiamo insegnanti di lingue straniere che non sopperiscono, come invece accade dappertutto negli altri Paesi, alla bisogna di conversare in una lingua, che non sia l’italiano.

Possiamo sperare che questo spreco cessi? E che per programmare insieme non ci sia bisogno di stare insieme nella stessa aula?

Che ne sarà dei laboratori? Grande scandalo alla presentazione delle ipotesi di riforma: è sparita per gli studenti la possibilità di andare in laboratorio. In realtà, dopo decenni di auspici bipartisan, si cerca di fare cessare, almeno in parte, lo scandalo della presenza (?) nella stessa ora di tre persone: l’insegnante, l’insegnante tecnico pratico, l’assistente. Certo, alcuni laboratori sono pericolosi, ma è così avventuristico pensare che possa bastare un adulto competente con un solo aiutante tecnico?

Passi per la mancata discussione sul core curriculum, ma almeno questa selettività nei tagli dovremmo potercela assicurare.



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COMMENTI
12/01/2010 - La scuola non è stato un ammortizzatore sociale... (Franco Labella)

Più passa il tempo e più ci si convince che abbiamo sprecato gli anni migliori della nostra vita in una scuola che è stata una sorta di fabbrica in cassa integrazione perenne. La sensazione la si sviluppa quando si scorre l'articolo della DS Pedrizzi che legge le compresenze e perfino il ruolo degli ITP in funzione di una furbata per il "reimpiego di personale in esubero". Che questa "lettura" la si sia fatta, ignorando anni di dibattito di quella categoria oggi additata al pubblico ludibrio che sono i pedagogisti, a proposito del team degli insegnanti elementari passi, ma che una Dirigente scolastica ignori che il ruolo degli ITP o che le comprensenze nell'ambito delle sperimentazioni non servivano a coprire alcun esubero è veramente sensazionale. Siamo abituati ai paradossi: il Presidente della Cabina di Regia e consigliere politico del Ministro Gelmini dott. Max Bruschi non ha alcuna remora (intervento n. 207 Forum di Indire sul Liceo Classico) a sottoscrivere il paradosso della "educazione alla legalità senza le leggi" però il Ministro di cui è consigliere politico invita il Presidente della Repubblica alla "Giornata della legalità". Ma è un Paese serio un Paese che ospita simili situazioni? Viene proprio voglia di espatriare....in uno qualsiasi dei Paesi europei che non ha varato il Gramm Rudman Act dell' istruzione. Che qualcuno se lo studi, però, come finì il Gramm Rudman Act... Franco Labella

 
08/01/2010 - scuola (Rita De Cillis)

Sinceramente faccio fatica a capire il suo articolo. Non ho gradito quanto riferisce sugli insegnanti di lingua.'O dei conversatori delle diverse lingue straniere, che hanno rimediato al fatto che noi abbiamo insegnanti di lingue straniere che non sopperiscono, come invece accade dappertutto negli altri Paesi, alla bisogna di conversare in una lingua, che non sia l’italiano'. Sono un'insegnante di inglese, appasionata e in costante aggiornamento. Non mi piace che un'intera categoria sia dengrata per colpa di qualcuno che non sa fare il proprio lavoro. Conosco tante colleghe e posso garantire sulla loro professionalità e capacità di colloquiare con i ragazzi in lingua. Se è questo che intende. Rita De Cillis