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SCUOLA/ Il federalismo dell’Emilia Romagna: addio alla libertà di scelta?

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Allo stesso modo, però, non è prudente attendersi che il federalismo fiscale risolva una volta per tutte questo problema; accanto ai legittimi provvedimenti regionali, occorrono scelte legislative a favore della parità scolastica e della libertà di scelta educativa che siano omogenee per tutto il paese, emanate nel quadro delle “norme generali sull’istruzione” e/o dei provvedimenti di fiscalità generale a favore delle famiglie.

 

Non si può continuare a difendere la scuola “pubblica” dimenticando quel milione e più di studenti che frequentano le scuole non statali, insieme alle loro famiglie che sono costrette da una legislazione iniqua a pagare per poter esercitare un diritto sacrosanto, riconosciuto e sostenuto anche dalla Costituzione italiana (artt. 3, 30, 31, 33).

 

 



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COMMENTI
01/10/2010 - Pensiamo bene per scegliere meglio (claudia mazzola)

Alla laurea del mio nipote Fabio prima del voto hanno letto un comunicato contro i tagli fatti dalla Gelmini, un tocco di veleno che non serviva. Fin da piccola a scuola mi interessava solo chi avevo davanti agli occhi come maestro.

 
01/10/2010 - Nessuna paura (Daniele Scrignaro)

Credo che pochi si stupiscano dell'intenzione dell'Emilia Romagna, ma non c'è da aver paura: "Il Parlamento ha solennemente fatto sua - votando la fiducia - la 'libertà di educazione', come testata d’angolo della questione educativa nelle intenzioni del governo. Questa formula è stata usata con forza [!? menzionata e basta dopo un "anche"] da Berlusconi: non è dunque sufficiente aumentare i finanziamenti dedicati alla parità scolastica (cosa che neanche osiamo pensare possa essere ostacolata)" (Lupi et al. nell'editoriale di oggi). Chissà che bernoccoli, povero Cavaliere, visto che è la terza legislatura ("testata d’angolo") che lo promette: quale "Diamo fiducia alla Fiducia"? Andrà meglio della riforma dell'università? (P. Musso, "Grazie ai tagli della Gelmini, i ricercatori sono costretti a cambiare lavoro"). E delle superiori? (gli innumerevoli articoli "critici" su queste pagine; fino al "rido per non piangere" degli istituti tecnici che, per l'ora riportata a 60 minuti, ritrovandosi senza il "polmone" di tre ore settimanali di recupero per docente, non sanno come coprire le supplenze per malattia: semplice, il Governo farà un decreto legge che vieta a batteri e virus di colpire gli insegnanti). Sono consapevole che recuperare decenni di dissennatezze non è cosa da poco, ma i toni trionfalistici smaccatamente ingiustificati non aiuta, anzi...