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UNIVERSITA’/ Decleva (Crui): non è un problema di soldi, la riforma si deve fare

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«In una situazione politicamente normale, lo spostamento dei tempi parlamentari di un provvedimento non avrebbe niente di drammatico. Ma nella realtà italiana nessuno sa veramente in quali condizioni ci troveremo tra un mese. Ricordo che due settimane fa, quando facevo la dichiarazione da lei citata, si davano quasi per sicure elezioni a brevissimo termine. Oggi non se ne parla apparentemente più, ma che manovre siano in corso, più o meno percepibili, è abbastanza evidente. E anche la vicenda della quale ci occupiamo potrebbe entrarci. Ma lasciamo da parte le dietrologie. Il dato centrale è che si è persa l’occasione di approvare il provvedimento, come sarebbe stato sicuramente possibile, se solo si fosse garantita la copertura dell’emendamento sui costi aggiuntivi da destinare alla chiamata di ricercatori che avessero superato l’abilitazione a associato. Nelle università chi è contrario alla legge ne ha sicuramente tratto i migliori auspici. Non è detto che sia finita qui, certamente. Ma non lo si può escludere».

 

Ragioneria generale dello Stato e ministero dell’Economia con lo stop hanno indirettamente legittimato l’ipotesi che il punto del contendere, ovvero l’operazione ricercatori (trasformazione di 9mila ricercatori in associati in 6 anni, all’interno di un fondo per il merito anche con altre finalità da 1,7 miliardi di euro fino al 2016, ndr) fosse una sanatoria. È così?

 

«L’interpretazione data è un assoluto abbaglio. Il meccanismo prevedeva, semplicemente, di finanziare la chiamata di ricercatori che avessero ottenuto l’abilitazione ad associato secondo i nuovi meccanismi della legge, che non comportano in alcun modo un’ope legis». 

 

Professore, facciamo un passo indietro. Vuole spiegare al lettore qual è la posta in gioco e quali sono secondo lei i punti di forza della riforma?

 

Continua

 

 

 



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COMMENTI
15/10/2010 - una domanda e una segnalazione (alessandro giudici)

La domanda a cui non ho ancora trovato una risposta chiara e': il taglio di "meno 1 miliardo e 300 milioni sul Fondo di finanziamento ordinario rispetto al 2008" come e' calcolato? Rispetto ai soldi effettivamente erogati nel 2008 o rispetto a quanto previsto per il 2011 nel budget presentato nel 2008? La segnalazione: non e' che gli altri stiano meglio, "http://www.bbc.co.uk/news/education-11550619". Sembra ci sia una proposta di tagli fino al 79% in meno sui fondi per l'insegnamento, oltre ai tagli sostanziali alla ricerca in Gran Bretagna.