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INCHIESTA/ 1. Forte: ecco i conti che smentiscono Tremonti e la sinistra sull'università

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La bocciatura da parte della Ragioneria dello Stato dell’emendamento che mira a consentire l’assunzione per concorso di 9 mila professori associati nelle università Italiane, scelti fra i ricercatori - che sono oltre 20 mila - con procedure da espletare nei prossimi sei anni, al di là della questione tecnica della mancanza di copertura, non del tutto fondata, ha un connotato ideologico che emerge dalle sue motivazioni, e che non è accettabile: ossia quello che fare un concorso ad associato solo per gli attuali ricercatori a tempo indeterminato, implica un  privilegio giuridico che potrebbe dare luogo a richieste emulative in altri settori.

 
In realtà i ricercatori generalmente svolgono attività didattica, mentre ciò in linea teorica non rientra fra i loro compiti ordinari, come indica la loro qualifica. Ovviamente, il concorso oltre che per meriti didattici è anche per meriti scientifici. Riservando ad essi questi concorsi, si vuole considerare, come titolo dirimente, la loro attività didattica, svolta in modo sistematico e quindi premiare chi la effettua, in modo da incentivare l’assunzione di tali compiti da parte dei ricercatori.
 

Secondo un ragionamento ampiamente diffuso nella sinistra intellettuale, i titoli didattici dovrebbero avere un ruolo secondario, minimo, mentre dovrebbero essere determinanti i titoli scientifici di ricerca desunti da pubblicazioni in riviste dotate di impact factor. I libri didattici, le rassegne bibliografiche, i saggi o articoli in riviste non importanti per l’impact factor, perché a  circolazione ristretta, non sono rilevanti. E poiché molti degli attuali ricercatori, quando hanno svolto attività di ricerca, si sono dedicati a ciò, sarebbero  inadatti alla carriera ulteriore, vanno lasciati su un binario morto, in attesa che i nuovi ricercatori, a tempo parziale, costruiti con i nuovi criteri oggettivi (che per altro sono ancora sub judice, non essendo facile conciliarli con le valutazioni  soggettive di una commissione)  facciano loro i concorsi per professore associato. La persona umana, in questa concezione, non ha senso.

 

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COMMENTI
21/10/2010 - Ma di chi stiamo parlando? (Franco Labella)

Sono poco titolato ad intervenire sull'Università anche se ho un figlio che la frequenta e ne sta sperimentando le attuali difficoltà legate alle proteste anche dei ricercatori. Non farò, perciò, un commento tecnico ma da padre di famiglia. Del ragionamento polemico del professor Forte mi ha colpito una osservazione, questa: "Ma mi rendo conto che a una Ragioneria pubblica, soprattutto se ostile al riformismo ispirato a principi liberali con connotati sociali attenti al rispetto della persona, questo non basta". Un organo tecnico dotato di "anima" culturale? Siccome non è la prima volta che mi capita di leggere sul Sussidiario, anche se in un contesto diverso (Giannino versus Tremonti sui SUV), una critica al Ministro Tremonti, il pensatore valtellinese del "La cultura non si mangia", mi viene un dubbio. Ma vuoi vedere che Tremonti, sempre quello dei tagli alla scuola, quello del "meno si sta a scuola, meglio è" implicito nel fatto che, ad esempio, fra le materie eliminate alle Superiori, ci sono il Diritto e l'Economia, è un pericoloso comunista infiltrato in un Governo assolutamente sensibile ai bisogni degli studenti e delle famiglie italiane? E se è così perchè chi come il prof. Forte ne critica la visione, non lo scrive chiaro e forte che Tremonti, a suo parere, è un elemento spurio nella compagine governativa sensibile ai problemi di scuola e Università? Così magari il Ministro Gelmini si libera dalla scomoda etichetta, letta sui cartelli di protesta, del "Sarta subito".

 
20/10/2010 - sinistra intellettuale (attilio sangiani)

Dopo il crollo del bolscevismo reale gran parte degli intellettuali "di sinistra" è passata "armi e bagagli" ad un liberismo e libertinismo selvaggi alla Marco Pannella (di cui è significativa la collocazione a fianco del Pd di Bersani). Non così Francesco Forte, già ministro socialista in un Governo Craxi, docente di Economia politica e autore di manuali di ottimo livello. Intelligente e colto avversario della tendenza "neomalthusiana" in Economia. Concordo pienamente con la sua analisi.

 
20/10/2010 - Sinistra intellettuale o resto del mondo? (alessandro giudici)

"Secondo un ragionamento ampiamente diffuso nella sinistra intellettuale, i titoli didattici dovrebbero avere un ruolo secondario, minimo, mentre dovrebbero essere determinanti i titoli scientifici di ricerca desunti da pubblicazioni in riviste dotate di impact factor. I libri didattici, le rassegne bibliografiche, i saggi o articoli in riviste non importanti per l’impact factor, perché a circolazione ristretta, non sono rilevanti". Capisco che in Italia l'unica logica alla base di qualunque dibattito e/o considerazione è quella dell'ideologica politica, per cui ciò che non va è sempre colpa dell'altra parte... Ma tale ragionamento, giusto o sbagliato che sia, è fondamentalmente condiviso da tutto il mondo o quasi tranne l'Italia. Si puo' criticare, si puo' migliorare, si può combattere, ma dire che alla base di ciò c'è la sinistra intellettuale è quanto meno riduttivo. In nessuna università seria al mondo, quelle tanto decantate nelle classifiche (anch'esse contestabili ovviamente), i titoli didattici, le rassegne bibliografiche, i libri didattici, etc. hanno chissa quale peso. L'unica vera differenza è che chi insegna o produce tali materiali di solito è adeguatamente remunerato per farlo, mentre in Italia si è becchi e bastonati. Detto questo dovrebbe essere ovvio che qualunque cambiamento strutturale di un sistema deve tener conto delle situazioni transitorie come quelle degli attuali ricercatori. Ma pure l'ovvio è ormai morto.

 
20/10/2010 - attenta alle tasche (alessandra fedeli)

Che bello scoprire ogni giorno qualche nuovo adepto che si prodiga per far digerire l'indigeribile... riforma Gelmini attenta alla persona? Io per il momento da quest'anno mi troverò a dover pagare 400 euro in più di tasse universitarie, ma capisco ho il demerito di essere fuoricorso... rimane il fatto che più che essere attenti alle persona questa riforma è attenta alle tasche della persona, infischiandosene altamente delle difficoltà e delle ansie che crea...