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INCHIESTA/ 1. Forte: ecco i conti che smentiscono Tremonti e la sinistra sull'università

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Ma mi rendo conto che a una Ragioneria pubblica, soprattutto se ostile al riformismo ispirato a principi liberali con connotati sociali attenti al rispetto della persona, questo non basta. Ci vuole una copertura formale. Io la rinvengo, direi abbastanza agevolmente, in un fenomeno che è l’opposto della cultura, e precisamente quello del dilagare delle slot machine e delle scommesse elettroniche in rete. La Corte dei Conti ha rinviato a giudizio le concessionarie di slot machine, per  presunte violazione dei contratti di concessione, per 88 miliardi di euro. Per Atlantis World, principale concessionaria, si tratta di 31 miliardi e 390 milioni e per Cogetech, seconda per importanza, quasi 10 miliardi. Tralascio le altre società chiamate in giudizio contabile. Tutte sono citate in giudizio sulla base di ispezioni effettuate nel 2005 dal Gat (Gruppo Antifrodi Telematiche) della Guardia di Finanza. Si tratta di cifre enormi, che indicano quanto sia grande e crescente la spesa degli italiani per questo gioco, che per il suo incremento si avvale anche di nuove tecnologie.
 

Il provento dei recuperi di queste eventuali frodi e di altre andrà al fondo speciale per le missioni dei soldati italiani all’estero. Ma rimane il fatto che la tassa di concessione e l’imposta di consumo su questi giochi sono esigue. Il prelievo erariale unico (PREU), cioè l’imposta di consumo è solo il 12,6 percento. La sua elevazione al 14 percento può dare 460 milioni annui, su 30 miliardi di euro di spesa degli italiani per questi e analoghi giochi, elettronici e telematici, di cui si stanno discutendo le nuove concessioni. La maggiore aliquota, che renderebbe 460 milioni adesso e cifre crescenti in futuro, dovrebbe andare a un Fondo per le università. Ciò darebbe luogo a una copertura permanente degli emendamenti alla legge Gelmini, che sono stati ora bocciati per carenza di copertura della spesa che ad essi si collega. Il gettito del reperimento delle frodi alla nuova aliquota dovrebbe andare, come per le aliquote vigenti, al finanziamento del Fondo per le operazioni militari all’estero.  
 

Queste “coperture” del finanziamento degli emendamenti alla legge Gelmini per l’università hanno un chiaro significato etico. L’intento della riforma non è certo quello di scatenare una guerra fra ricercatori attuali e ricercatori futuri  delle università. La didattica va premiata. Le università debbono potersi avvalere non solo di risorse pubbliche, ma anche di trasferimenti privati. Al centro della riforma ci sono le persone. Ma con criteri di efficienza e di responsabilità.



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COMMENTI
21/10/2010 - Ma di chi stiamo parlando? (Franco Labella)

Sono poco titolato ad intervenire sull'Università anche se ho un figlio che la frequenta e ne sta sperimentando le attuali difficoltà legate alle proteste anche dei ricercatori. Non farò, perciò, un commento tecnico ma da padre di famiglia. Del ragionamento polemico del professor Forte mi ha colpito una osservazione, questa: "Ma mi rendo conto che a una Ragioneria pubblica, soprattutto se ostile al riformismo ispirato a principi liberali con connotati sociali attenti al rispetto della persona, questo non basta". Un organo tecnico dotato di "anima" culturale? Siccome non è la prima volta che mi capita di leggere sul Sussidiario, anche se in un contesto diverso (Giannino versus Tremonti sui SUV), una critica al Ministro Tremonti, il pensatore valtellinese del "La cultura non si mangia", mi viene un dubbio. Ma vuoi vedere che Tremonti, sempre quello dei tagli alla scuola, quello del "meno si sta a scuola, meglio è" implicito nel fatto che, ad esempio, fra le materie eliminate alle Superiori, ci sono il Diritto e l'Economia, è un pericoloso comunista infiltrato in un Governo assolutamente sensibile ai bisogni degli studenti e delle famiglie italiane? E se è così perchè chi come il prof. Forte ne critica la visione, non lo scrive chiaro e forte che Tremonti, a suo parere, è un elemento spurio nella compagine governativa sensibile ai problemi di scuola e Università? Così magari il Ministro Gelmini si libera dalla scomoda etichetta, letta sui cartelli di protesta, del "Sarta subito".

 
20/10/2010 - sinistra intellettuale (attilio sangiani)

Dopo il crollo del bolscevismo reale gran parte degli intellettuali "di sinistra" è passata "armi e bagagli" ad un liberismo e libertinismo selvaggi alla Marco Pannella (di cui è significativa la collocazione a fianco del Pd di Bersani). Non così Francesco Forte, già ministro socialista in un Governo Craxi, docente di Economia politica e autore di manuali di ottimo livello. Intelligente e colto avversario della tendenza "neomalthusiana" in Economia. Concordo pienamente con la sua analisi.

 
20/10/2010 - Sinistra intellettuale o resto del mondo? (alessandro giudici)

"Secondo un ragionamento ampiamente diffuso nella sinistra intellettuale, i titoli didattici dovrebbero avere un ruolo secondario, minimo, mentre dovrebbero essere determinanti i titoli scientifici di ricerca desunti da pubblicazioni in riviste dotate di impact factor. I libri didattici, le rassegne bibliografiche, i saggi o articoli in riviste non importanti per l’impact factor, perché a circolazione ristretta, non sono rilevanti". Capisco che in Italia l'unica logica alla base di qualunque dibattito e/o considerazione è quella dell'ideologica politica, per cui ciò che non va è sempre colpa dell'altra parte... Ma tale ragionamento, giusto o sbagliato che sia, è fondamentalmente condiviso da tutto il mondo o quasi tranne l'Italia. Si puo' criticare, si puo' migliorare, si può combattere, ma dire che alla base di ciò c'è la sinistra intellettuale è quanto meno riduttivo. In nessuna università seria al mondo, quelle tanto decantate nelle classifiche (anch'esse contestabili ovviamente), i titoli didattici, le rassegne bibliografiche, i libri didattici, etc. hanno chissa quale peso. L'unica vera differenza è che chi insegna o produce tali materiali di solito è adeguatamente remunerato per farlo, mentre in Italia si è becchi e bastonati. Detto questo dovrebbe essere ovvio che qualunque cambiamento strutturale di un sistema deve tener conto delle situazioni transitorie come quelle degli attuali ricercatori. Ma pure l'ovvio è ormai morto.

 
20/10/2010 - attenta alle tasche (alessandra fedeli)

Che bello scoprire ogni giorno qualche nuovo adepto che si prodiga per far digerire l'indigeribile... riforma Gelmini attenta alla persona? Io per il momento da quest'anno mi troverò a dover pagare 400 euro in più di tasse universitarie, ma capisco ho il demerito di essere fuoricorso... rimane il fatto che più che essere attenti alle persona questa riforma è attenta alle tasche della persona, infischiandosene altamente delle difficoltà e delle ansie che crea...