BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

J’ACCUSE/ Valditara (Fli): i soldi per l’università ci sono, manca la volontà di qualcuno…

Pubblicazione:

scuola_ministero1R400.jpg

«Il ripristino degli scatti stipendiali che premiano il merito. È molto curioso che nella manovra di luglio gli scatti automatici siano stati ridati a tutti, magistrati compresi, mentre gli unici ad avere gli scatti di stipendio tagliati sono stati i docenti universitari e i ricercatori. E poi occorre ricostituire il fondo di finanziamento ordinario».

 

Proprio il fondo - ha fatto notare su questo giornale il presidente della Crui, Decleva - ha subito gravi tagli.

 

«Il fondo di finanziamento ordinario viene diminuito di circa 1,5 miliardi di euro in tre anni, quando la Germania stanzia 2,7 miliardi di euro per cinque anni. Chiediamo che il fondo di finanziamento per il 2011 sia ricostituito. Sono istanze ragionevoli che auspichiamo vengano recepite, perché lo stesso ministro Gelmini ha detto che senza finanziamenti la riforma rischierebbe di partire zoppa».

 

Conta più il rispetto dei vincoli di finanza pubblica o il sostegno allo sviluppo?

 

«Mi limito a osservare che quando si è trattato di reperire 300 milioni per pagare le multe sulle quote latte, e la Lega ha addirittura minacciato la crisi di governo se non fossero stati trovati i soldi, quei soldi sono stati trovati immediatamente. Non si capisce perché si debbano premiare coloro che hanno violato le norme comunitarie, e poi non si possano trovare i soldi per l’università e la ricerca e dunque per la competitività del nostro paese».

 

«Nelle prime 100 università a livello internazionale sono pochissime le università italiane - ha detto l’altro giorno il ministro Gelmini a Maurizio Belpietro - ma sbaglia chi pensa che questo sia solo un problema di risorse: è in primo luogo un problema di regole. La verità è che l’impostazione falsamente egualitaria del ’68 ha portato le nostre università agli ultimi posti nelle classifiche internazionali. Per questo è tempo di cambiare, magari anche chiudendo o accorpando atenei in deficit». Si va verso rimedi così drastici?

 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >