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SCUOLA/ Esiste il modo di valutare "in tempo reale" il lavoro dei docenti

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3. I docenti progettano e gestiscono “occasioni di apprendimento” per conseguire sia gli obiettivi del consiglio di classe, sia per trasmettere una precisa e articolata immagine della disciplina insegnata.
Assetto strutturale (Decreti Delegati 1974) che è frutto del “principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza”, norma riaffermata dalla legge 4 marzo 2009 art 6/1 che, nella scuola, non ha mai trovato applicazione.

Sia il Collegio, sia il Consiglio di classe operano sulle capacità. Si può pertanto pensare a un unico soggetto incaricato del controllo: un organo consultivo del Collegio composto, in massima parte, da docenti. La sua attività riguarderà, principalmente, la predisposizione di questionari, operazione che potrebbe far tesoro di quanto si fa a livello nazionale. A tal fine si può immaginare cosa può essere accaduto nelle riunioni degli estensori dei test Invalsi. Il lavoro di progettazione è iniziato con la definizione  dell’oggetto della rilevazione; solo in seguito gli item sono stati ideati: la determinazione della sostanza di un quesito  dipende sia del traguardo da raggiungere, sia dalla composizione logico-funzionale dell’intero fascicolo.

Da tale considerazione discende: le domande, singolarmente prese, sono portatrici di scarso significato proprio come una tessera di mosaico non permette d’immaginare la rappresentazione musiva.

La prova di matematica, ad esempio, mira alla determinazione dell’intensità delle capacità di risolvere problemi, di rappresentare, di misurare, di congetturare, di verificare, di giustificare, di definire, di generalizzare … (Cfr. lucidi seminari provinciali Invalsi).

A  rinforzo di quanto detto, si ricorda che le capacità sono processi, di cui le abilità sono un momento del loro evolvere: gli item, che focalizzano abilità, trovano il loro autentico significato solo se sono incastonati all’interno del loro habitat naturale, le relative capacità.

Il sommare e il sottrarre sono abilità che afferiscono alla competenza specifica “eseguire calcoli”, che è sottordinata alla competenza generale “risolvere problemi aritmetici”, che rende visibile la capacità “risolvere problemi”.

Può essere utile sottolineare che la coincidenza del carattere qualificante del singolo item  con le abilità trae origine dalla necessità d’ottenere risultati standardizzati e comparabili, caratteri essenziali per un’indagine nazionale. Quesiti troppo articolati, approcciabili con una varietà di criteri, impedirebbero tale uniformità.



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COMMENTI
28/10/2010 - I dipartimenti ed il "contesto" (Sergio Palazzi)

Caro Maranzana, le questioni sollevate sono molte. Vorrei centrarmi su una: la logica di un dipartimento come strumento di programmazione/controllo efficace. Sono convinto che questi strumenti valgano quanto vale la struttura dell'istituzione in cui sono inseriti, ovvero vanno bene se già la scuola funziona bene, sotto una direzione sicura e propositiva, e viceversa: il famoso discorso che certe cose sono utili solo quando non ce n'è bisogno. Vediamo un caso di riflessione. In una scuola la maggioranza dei docenti di un certo dipartimento è legata ad una didattica improduttiva, antiquata, goffa. Per dire di quel che conosco, i prof di chimica del biennio di chimica ti fanno imparare le sette preparazioni dei sali, gli acidi di Arrhenius e i semplici e doppi scambi. Ergo, lo studente odierà per la vita una cosa che chiama chimica (senza sapere che quella roba lì è morta cent'anni fa e che la chimica vera è tutt'altro), riportando sistematicamente valutazioni basse tranne per i secchioni acritici e accondiscendenti. Un ristretto numero di docenti del dipartimento sostiene che buon senso e valutazione dei risultati imporrebbero di cambiare. Se il dipartimento lavora a maggioranza o comunque a chi fa valere di più il suo peso, come va a finire? Se vogliamo possiamo parlare delle manie insiemistiche nella matematica, di quelle criticologiche nella letteratura, etc.: se il contesto è negativo, uno strumento che organizzi formalmente la logica del contesto rafforza le negatività.