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SCUOLA/ Esiste il modo di valutare "in tempo reale" il lavoro dei docenti

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A livello locale, invece, è possibile mettere a punto situazioni in cui le capacità siano sollecitate direttamente. Ecco un esempio mirato a ottenere risposte rapportabili a: “Indagare e rappresentare la realtà assumendo un’ottica sistemica”.


Quando ogni corda di una lira è accordata in modo lidio e tutte vengono toccate una per una, senza essere suonate insieme in armonia,certamente ognuna darà da sola la sua nota.
Ma l’armonia che si ottiene quando vengono suonate insieme è chiaramente diversa dal suono di ogni corda presa singolarmente.
Perché l’associazione di tutte crea una forma che non è presente nell’accordo spezzato.
Così la tonalità dell’armonia quando tutte le corde suonano assieme (anche se non distanti tra loro) è diversa dalla tonalità ottenuta suonando ogni corda singolarmente, eppure è la stessa cosa, nel senso che nessun suono si aggiunge ai suoni singoli, quando essi esprimono nella loro unione la forma dell’armonia

                                                    
J. Philoponos, VI° secolo dC.

COMPITO: inventa un proverbio per compendiare (riassumere) il concetto sovraesposto.
Due esempi possono essere utili per chiarire la richiesta:
“La gattina premurenta ha fatto i gattini ciechi” non parla di gatti ma richiama l’opportunità di riflettere prima di agire;
“Se vuoi la pace prepara la guerra”, “Chi si fa pecora il lupo se lo mangia” esprimono lo stesso pensiero.
Ricorda che la tua comunicazione sarà tanto più efficace quanto più breve sarà la tua asserzione.


Si trascrivono alcune risposte elaborate dagli studenti per mostrarne il contenuto informativo afferente alla capacità vagliata:
“Una casa è una casa; tante case una città”.
“2+2=5”;
“Le frasi sono parole ma le parole non sono frasi”;
“Le lettere sulla sabbia svaniscono”;
“Ogni squadra ha tanti giocatori ma, senza allenatore, le qualità individuali vanno perdute”;
“Il mare è formato da gocce”;
“Se vuoi vincere l’incendio butta l’acqua ma circonda il fuoco insieme agli altri”.

Si prenda ora in considerazione il lavoro del docente. Le sue funzioni principali sono: promuovere l’apprendimento e valutare il profitto degli studenti.
Ecco emergere il nodo critico: la coincidenza tra controllato (chi promuove l’apprendimento) e controllore (il valutatore).
 



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COMMENTI
28/10/2010 - I dipartimenti ed il "contesto" (Sergio Palazzi)

Caro Maranzana, le questioni sollevate sono molte. Vorrei centrarmi su una: la logica di un dipartimento come strumento di programmazione/controllo efficace. Sono convinto che questi strumenti valgano quanto vale la struttura dell'istituzione in cui sono inseriti, ovvero vanno bene se già la scuola funziona bene, sotto una direzione sicura e propositiva, e viceversa: il famoso discorso che certe cose sono utili solo quando non ce n'è bisogno. Vediamo un caso di riflessione. In una scuola la maggioranza dei docenti di un certo dipartimento è legata ad una didattica improduttiva, antiquata, goffa. Per dire di quel che conosco, i prof di chimica del biennio di chimica ti fanno imparare le sette preparazioni dei sali, gli acidi di Arrhenius e i semplici e doppi scambi. Ergo, lo studente odierà per la vita una cosa che chiama chimica (senza sapere che quella roba lì è morta cent'anni fa e che la chimica vera è tutt'altro), riportando sistematicamente valutazioni basse tranne per i secchioni acritici e accondiscendenti. Un ristretto numero di docenti del dipartimento sostiene che buon senso e valutazione dei risultati imporrebbero di cambiare. Se il dipartimento lavora a maggioranza o comunque a chi fa valere di più il suo peso, come va a finire? Se vogliamo possiamo parlare delle manie insiemistiche nella matematica, di quelle criticologiche nella letteratura, etc.: se il contesto è negativo, uno strumento che organizzi formalmente la logica del contesto rafforza le negatività.