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SCUOLA/ Esiste il modo di valutare "in tempo reale" il lavoro dei docenti

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Un modello per superare l’anomalia lo offre l’insegnamento dell’educazione fisica: il lavoro del docente che appronta una gara di salto è volto a illustrare le tecniche utilizzabili e a correggere le prestazioni con l’indicazione di come queste debbano essere modificate (verifica formativa). La misura e il riconoscimento dei risultati (verifica sommativa) spetta al giudice di gara.

Riepilogando. È necessario costituire un soggetto, differente dall’insegnante preparatore, che rilevi gli esiti delle attività di insegnamento: potrebbe corrispondere a un organo consultivo del dipartimento disciplinare.

L’arricchimento dell’organigramma con la nuova entità è funzionale alla pratica della progettazione dell’istruzione (DPR 275/1999): i dipartimenti disciplinari hanno un interlocutore che sollecita la formalizzazione degli obiettivi dell’insegnamento da sottoporre a controllo. Si tratta di elaborare repertori di competenze che descrivono i comportamenti che gli studenti esibiscono per dar prova del possesso delle capacità elencate nella delibera dal collegio. I dipartimenti, inoltre, formulano ipotesi sui percorsi didattici da praticare e mettono a punto le relative strumentazioni.

L’introduzione del nuovo organismo non incide e non mortifica il lavoro del docente, anzi, ne valorizza la progettualità.  La valutazione delle prove fatta da un organismo terzo, inoltre, non può determinare meccanicamente promozioni o bocciature. I risultati scolastici dei singoli studenti, attribuzione e responsabilità del consiglio di classe, derivano da analisi di natura longitudinale. Gli insegnanti, collegialmente, soppesano i progressi compiuti, li ponderano con le specifiche situazioni personali, vagliano gli esiti conseguiti in tutte le materie: ogni voto inquadra la personalità dell’allievo, non il suo rendimento nei singoli insegnamenti.

La proposta qui formulata deve essere intesa come una rivisitazione della professionalità del docente: in un ambiente socio-culturale in tumultuoso e vertiginoso movimento in cui “bisogna correre con tutte le proprie forze solo per rimaner fermi” il controllo, presupposto della governabilità, rappresenta il timone del sistema scolastico. Situazione che non è stata percepita sia per l’assenza della cultura dell’organizzazione, sia perché i gruppi di lavoro, che negli anni si sono succeduti al ministero per concretizzare ipotesi d’innovazione, hanno avuto come riferimento, costante e intangibile, il modello universitario.  



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COMMENTI
28/10/2010 - I dipartimenti ed il "contesto" (Sergio Palazzi)

Caro Maranzana, le questioni sollevate sono molte. Vorrei centrarmi su una: la logica di un dipartimento come strumento di programmazione/controllo efficace. Sono convinto che questi strumenti valgano quanto vale la struttura dell'istituzione in cui sono inseriti, ovvero vanno bene se già la scuola funziona bene, sotto una direzione sicura e propositiva, e viceversa: il famoso discorso che certe cose sono utili solo quando non ce n'è bisogno. Vediamo un caso di riflessione. In una scuola la maggioranza dei docenti di un certo dipartimento è legata ad una didattica improduttiva, antiquata, goffa. Per dire di quel che conosco, i prof di chimica del biennio di chimica ti fanno imparare le sette preparazioni dei sali, gli acidi di Arrhenius e i semplici e doppi scambi. Ergo, lo studente odierà per la vita una cosa che chiama chimica (senza sapere che quella roba lì è morta cent'anni fa e che la chimica vera è tutt'altro), riportando sistematicamente valutazioni basse tranne per i secchioni acritici e accondiscendenti. Un ristretto numero di docenti del dipartimento sostiene che buon senso e valutazione dei risultati imporrebbero di cambiare. Se il dipartimento lavora a maggioranza o comunque a chi fa valere di più il suo peso, come va a finire? Se vogliamo possiamo parlare delle manie insiemistiche nella matematica, di quelle criticologiche nella letteratura, etc.: se il contesto è negativo, uno strumento che organizzi formalmente la logica del contesto rafforza le negatività.