BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ La parità? Dati alla mano, lo Stato avrebbe tutto da guadagnare

Pubblicazione:

scuola_bambini2R400.jpg

Grazie al coinvolgimento della prof.ssa Ribolzi, dell’università degli studi di Genova, ho potuto partecipare ad una ricerca sulla scelta delle famiglie per le scuole paritarie. La ricerca ha coinvolto 728 genitori, distribuiti nella scuola dell’infanzia (214), primaria (244) e secondaria inferiore (270). Il campione di famiglie è distribuito territorialmente in sei città (Genova, Padova, Bari, Bologna, Firenze e Catania).

Mentre la ricerca, nei suoi aspetti generali, si è concentrata sulle motivazioni alla base della scelta del tipo di scuola (statale o paritaria) la parte della ricerca che ho curato più direttamente riguarda gli aspetti economici di tale scelta.

Dal punto di vista metodologico, si è cercato di utilizzare i risultati dei questionari somministrati alle famiglie per capire quante famiglie vorrebbero scegliere la scuola paritaria, ma incontrano ostacoli di natura economica. Questo insieme di famiglie rappresenta il target di riferimento per eventuali politiche di sostegno alla libertà di scelta. I risultati della ricerca mettono in evidenza che vi e’ una proporzione consistente di famiglie che dichiara di avere un qualche problema di natura economica nella scelta della scuola paritaria.

Più precisamente, alla domanda: Nella sua scelta quanto hanno pesato i fattori sotto elencati? Ci si è concentrati sulle famiglie (153 casi) che hanno risposto abbastanza, molto e moltissimo all’opzione “Avrei voluto scegliere la scuola paritaria ma ho incontrato problemi/ostacoli di natura economica”. Mediamente, questa popolazione rappresenta il 30% delle famiglie che prendono in considerazione la scelta di una scuola paritaria, con una “forbice” compresa tra il 10,7% delle famiglie di Firenze che hanno figli nella scuola materna, e il 50% delle famiglie di Catania con figli nella medesima fascia d’età.
 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
25/10/2010 - Lungo periodo (Emanuele Bracco)

Rimane il fatto che queste simulazioni sono vere solo nel lungo periodo, e in un periodo in cui si parla tanto di precari nella scuola e del loro riassorbimento, questo fattore non è certo secondario. Nel breve questi grandi risparmi non credo sarebbero così consistenti. Secondo me è (quasi) un approccio sbagliato questo: la parità non può passare nel cavallo di Troia della economicità, è una questione di giustizia e libertà prima che di economia; poi a conti fatti, quantomeno non genera maggiori esborsi, e quindi non è solo giusta ma anche fattibile.