BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ La parità? Dati alla mano, lo Stato avrebbe tutto da guadagnare

Pubblicazione:

scuola_bambini2R400.jpg

Infine, si è simulato il possibile effetto di un contributo monetario a favore della scelta di una scuola paritaria. In particolare, una domanda del questionario chiedeva alle famiglie di indicare a quanto dovrebbe ammontare un contributo monetario per far propendere verso la scelta di una scuola paritaria. Poiché le risposte a precedenti domande del questionario hanno evidenziato che le informazioni delle famiglie sull’effettivo costo delle rette di frequenza sono piuttosto limitate, si è prudenzialmente considerata solamente quella parte di famiglie che hanno dichiarato di ritenere adeguato un contributo di 1.500 euro.

Tale popolazione di riferimento oscilla tra il 7% e il 30% del campione (che, è bene ricordare, è limitato alle sole famiglie che hanno dichiarato di avere incontrato ostacoli economici nella scelta di una scuola paritaria). Utilizzando i dati sulla percentuale di famiglie che sceglierebbero una scuola paritaria se ottenessero un contributo di 1.500 euro, si è simulato un confronto tra il risparmio ottenuto qualora queste famiglie esercitassero questa scelta, e il costo di un tale intervento. I risultati mostrano che il saldo sarebbe positivo, per un ammontare che oscilla tra 0,05% e 0,3% della spesa statale oggi destinata all’istruzione.

In pratica, il costo di tale intervento di incentivo per le famiglie sarebbe quasi perfettamente compensato dal risparmio connesso al movimento di studenti verso la scuola paritaria. La altre simulazioni, in cui si son considerati importi più contenuti dell’intervento (500 o 1.000 euro) suggeriscono un possibile saldo ancor più positivo, nell’ordine dello 0,1 - 1% dell’attuale spesa statale, che comunque in termini assoluti equivale potenzialmente a qualche centinaio di migliaia di euro.

Al di là dei singoli numeri ottenuti in questo esercizio di simulazione, mi preme sottolineare tre aspetti. Primo, è possibile affrontare il tema della libertà di scelta delle famiglie anche sotto il profilo economico, considerando congiuntamente i diversi impatti di interventi a sostegno di tale libertà (contributi economici e risparmio di spesa pubblica). Il valore della ricerca, dunque, è anche nel suo approccio metodologico, che potrà essere ulteriormente perfezionato, ad esempio raccogliendo dati sull’effettivo costo delle rette di frequenza, avviando una specifica indagine presso le scuole paritarie.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
25/10/2010 - Lungo periodo (Emanuele Bracco)

Rimane il fatto che queste simulazioni sono vere solo nel lungo periodo, e in un periodo in cui si parla tanto di precari nella scuola e del loro riassorbimento, questo fattore non è certo secondario. Nel breve questi grandi risparmi non credo sarebbero così consistenti. Secondo me è (quasi) un approccio sbagliato questo: la parità non può passare nel cavallo di Troia della economicità, è una questione di giustizia e libertà prima che di economia; poi a conti fatti, quantomeno non genera maggiori esborsi, e quindi non è solo giusta ma anche fattibile.