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SCUOLA/ E se ora Berlusconi mettesse la parità nella sua riforma fiscale?

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Da un altro ancora sia il Presidente Schifani nel suo messaggio di saluto: “il punto di vista delle associazioni nel dibattito sulla reale possibilità di scelta scolastica ha oggi la possibilità di essere espresso e dibattuto” sia il ministro Gelmini nel suo intervento: “occorre predisporre uno specifico strumento legislativo che, mettendo al centro la famiglia, ne sostenga lo sforzo educativo attraverso un’adeguata fiscalità che possa consentire una reale libertà di scelta tra la scuola pubblica e privata”, hanno offerto un’apertura politica da tempo impensabile.


Con questa iniziativa, abbiamo messo a disposizione del decisore politico uno strumento che sfata falsi presupposti, basati su prevenzioni ideologiche, dimostra, con la forza del rigore scientifico, che quello economico è un alibi senza un reale fondamento e, soprattutto, che completare il percorso della piena parità avviato con la legge 62 è solo una scelta politica.

Alle associazioni ora il dovere di non demordere e di ritrovare la determinazione e l’unità con la quale si è raggiunto nel 2000 il primo step verso il traguardo per il quale, da tanti anni, abbiamo avviato una battaglia di democrazia. Nell'interesse non solo di studenti e famiglie, ma di tutto il Paese.



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