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SCUOLA/ Aprea: i soldi per le paritarie? Li tiriamo fuori

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«Sono in corso incontri tecnici tra funzionari del Miur e del ministero dell’Economia. Ovviamente bisognerà rimodulare il famoso articolo 5-bis, la costosa norma che garantirebbe di assumere come associati 9mila ricercatori nel giro di sei anni. ma occorre che la rimodulazione possa essere condivisa anche a livello politico, dopo aver trovato una prima necessaria condivisione a livello tecnico».

 

Cosa intende per “rimodulazione”?

 

«Il governo in carica ha la responsabilità della legislatura che termina nel 2013 e non può assumersi una responsabilità finanziaria per una legislatura e un governo che non ci sono, dovendo avere la norma una validità di 6 anni e quindi concludersi nel 2017. Rimodulare la norma fino al 2013 potrebbe significare un dimezzamento dei posti in prima istanza, garantendo però una continuità con norme programmatiche, chiedendo cioè un impegno di principio ai governi che verranno. È soltanto un’ipotesi di scuola, che non mi sento in alcun modo di legittimare come esito finale. Altre ipotesi sono possibili».

 

Come mai secondo lei si è arrivati a calendarizzare il ddl Gelmini alla soglia della sessione di bilancio (lo scorso 14 ottobre) ben sapendo che questo slittamento avrebbe messo a rischio la riforma?

 

«No, quella è stata una conquista della Commissione cultura, che ha proceduto in tempi rapidi all’esame del provvedimento e ha garantito la sua approvazione per l’aula alla vigilia della sessione finanziaria. Il problema sta nel fatto che l’approvazione si è arenata proprio sull’articolo 5-bis, quando la Commissione bilancio ha dichiarato la mancanza di copertura. Poco è valso a quel punto che la Commissione cultura avesse approvato l’emendamento».

  

Il senatore Valditara ha detto che senza l’emendamento ricercatori, che ritiene irrinunciabile, il gruppo di Fli potrebbe decidere di non dare la fiducia al governo.



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