BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Cari prof, c’è una terza via tra sindacalismo e rinuncia

Pubblicazione:

classe_lezione_profR400.jpg

Si pensi, per esempio, alla questione dei precari: chi di noi non ha avuto o non ha un collega precario che stima per il lavoro che ha svolto e per il quale quel lavoro di docente, pur instabile, è utilissimo per il sostentamento della sua famiglia? Il fatto che vogliamo dargli una mano e non lasciarlo solo nella sua situazione non implica un’unica e poco fantasiosa soluzione (rimanere nella scuola per diritto acquisito), bensì un aiuto per esempio a trovare altre strade lavorative attraverso forme di riqualificazione. Per questo essendo insieme si può progettare di creare un servizio “Insegnante Offresi” che raccoglie i bisogni dei neolaureati o dei precari e cerca, insieme a loro e con loro, soluzioni per il loro problema lavorativo collegandosi ad altre realtà poste in atto in altri ambiti lavorativi, quali Piazza del Lavoro o i Centri di Solidarietà.

 

Comunque, per essere adeguati ai compiti indicati e realizzare forme concrete di solidarietà con colleghi non si può essere soli; occorre essere insieme in un’associazione come quella che rappresento e che è presente nella scuola dal 1987, difendendo lo spazio di una presenza contro ogni potere che preferirebbe la morte di ogni associazionismo, perché i singoli sono più manipolabili; proponendo ai propri colleghi la convenienza di un lavoro comune e l’utilità di guardare ai problemi della propria scuola con uno sguardo più lungimirante e meno autoreferenziale,  per poterli meglio comprendere ed affrontare; costruendo nessi con le realtà associative degli altri soggetti sociali implicati nella scuola.

 

Non so se nei nostri comuni lombardi, nella nostra regione, nello stato le forze politiche avranno il coraggio di prendere in considerazione queste presenze associative, mettendo in atto anche nella scuola quella sussidiarietà che in altri ambiti ha dato buona prova di sé (come nel caso del terzo settore). Se questa via sarà gagliardamente intrapresa , noi docenti di Diesse saremo pronti a fare la nostra parte, in collaborazione con genitori, imprenditori, associazioni, movimenti.

 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
13/10/2010 - il buco nell'ozono? è colpa dei prof (massari annalisa)

Spiace che la prof.ssa Ferrante, nella sua carriera di cattedra, abbia avuto esperienze così brutte da farle definire gli insegnanti in blocco "...del tutto irresponsabili rispetto alla proposta formativa complessiva, all’ambito in cui essa viene proposta, agli sbocchi verso cui porta". Bella botta, grazie di cuore! Nelle scuole dov'era lei forse non c'era la "commissione orientamento", sempre esistita nelle scuole dove invece ho insegnato io, che si occupa anche degli sbocchi che i ragazzi hanno verso l'università o il lavoro. Fino all'anno scorso nei professionali si organizzavano stage con le aziende che erano veicoli di occupazione. Ora con la riforma epocale che comprime le ore di materie pratiche chissà come si farà...; nel liceo dove insegno adesso ci sono professori che si occupano dei contatti con l'università e rimangono in rapporto con gli studenti anche dopo la maturità. Facciamo venire i "maturati" a parlare con i ragazzi delle prime... Se le opportunità di lavoro non sono molte non dipende da noi. Che siamo responsabili anche del buco nell'ozono? Dello scioglimento dei ghiacciai, dello tsunami? Forza, spariamo a zero, contro di noi c'è una società intera e tutto il governo. Si può fare facile populismo a basso costo, tanto i nostri voti, si sa, vanno altrove, senza se e senza ma.

 
11/10/2010 - Ma i soggetti coinvolti lo sono veramente? (Franco Labella)

Una domanda semplice e secca: negli esempi citati dall'autrice di reazione del mondo della scuola ai tentativi di cambiamento qual è stato il grado di coinvolgimento, nell'elaborazione dei progetti, dei docenti? Di quanti incontri del Ministro Gelmini con il mondo della scuola reale ha notizia l'autrice? PS: non c'è stata, contrariamente a quanto scrive l'autrice, alcuna reintroduzione degli esami di riparazione. Che il lapsus sia di una docente è il segnale di come la realtà normativa sia sconosciuta ai più e perciò Maranzana continua a scrivere, meritoriamente, quello che scrive. E quello degli esami di riparazione non reintrodotti per norma è uno dei tanti esempi di cose fatte a metà ed anche con poca coerenza e logica interna... PPS: come fatto magistralmente notare da Gabriele Uras nel suo ultimo intervento, i sindacati, per definizione, devono avere a cuore le condizioni di lavoro dei lavoratori. E' la loro ragione sociale. Se intervengono qualche motivo ci sarà... Se poi vogliamo eliminarli questa è un'altra storia. Chissà, però, se gli attuali governanti quando hanno salvato Alitalia mettendo sul gobbo della fiscalità generale i debiti della bad company la pensavano come la pensano a proposito dei sindacati e dei "fannulloni" della scuola...

 
09/10/2010 - Giovanni il battista docet (enrico maranzana)

Che delusione! All’incipit: i soggetti "irresponsabili rispetto alla proposta formativa complessiva, all’ambito in cui essa viene proposta, agli sbocchi verso cui porta" .. "Incuranti del sistema-scuola ..ma esserne i primi costruttori, con la direzione del dirigente scolastico. Occorre lottare contro quelle forze conservatrici che in nome della difesa di interessi corporativi si oppongono ad un processo di reale assunzione di responsabilità", non è stato dato alcun seguito. Si è rimasti alla mera, generica e vaga enunciazione: i riflettori non sono stati puntati sui responsabili di quanto è avvenuto, non hanno diagnosticato la cancrena che corrode il servizio scolastico. Non è stato rilevato, ad esempio, che a) la dirigenza scolastica ha fatto orecchi da mercante rispetto alla ristrutturazione della scuola che il legislatore ha modellato assumendo un’OTTICA SISTEMICA, negligenza che limpidamente appare dagli ODG degli organismi collegiali che dimostrano la banalizzazione, l’elusione, la sterilizzazione degli ordinamenti dello Stato; b) il profilo culturale dei licei [All. A,] corredato dalla specificazione dei caratteri del lavoro scolastico [regolamenti di revisione] è stato offuscato, contraddetto ed evirato dagli obiettivi specifici dell’apprendimento che mirano al "conoscere", "acquisire", "possedere", "approfondire", "applicare" … [indicazioni nazionali]. Detta divergenza, oltre a alimentare la confusione, fa il nesci rispetto all’emergenza educativa.