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SCUOLA/ Ribolzi: il premio al merito non escluderà le scuole più "deboli"

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In secondo luogo, le sperimentazioni avviate prevedono un monitoraggio esterno, affidato a tre Fondazioni che svolgono un compito di ricerca e controllo degli esiti dei due diversi progetti, e anche questo è un segnale forte, perché muove in direzione di un abbandono dell’autoreferenzialità che ha finora caratterizzato le - poche - procedure di valutazione presenti nella scuola italiana.

 

Questa sperimentazione (che, voglio sottolinearlo ancora una volta, non coincide con la valutazione a regime degli insegnanti, su cui peraltro fornirà indicazioni preziose) è coerente, almeno nelle nostre intenzioni, con quello sviluppo della valutazione del sistema che siamo chiamati a suggerire, individuandone le forme e cercando di precisare i compiti e le caratteristiche dei soggetti che dovranno valutarne le componenti (gli apprendimenti, i processi, gli operatori), fornendo contemporaneamente il necessario supporto formativo, e cioè l’Invalsi, l’Ansas e il corpo ispettivo. È chiaro che siamo solo ai primi passi, e che sarà necessaria una seria volontà politica, oltre a un cospicuo investimento, per arrivare a parlare di “sistema nazionale di valutazione”, in particolare per quanto riguarda gli ispettori.

 

Vorrei aggiungere due ultime considerazioni, che credo siano condivise anche dai miei colleghi in questa avventura: la prima è che se premiare la qualità rappresenta un’acquisizione fondamentale, altrettanto importante sarà garantire un sostegno per il miglioramento delle scuole “deboli”, che spesso sono tali perché operano in un contesto svantaggiato e devono quindi disporre di risorse maggiori, anche formative e progettuali (e penso al ruolo che potrebbe avere l’Ansas se fosse messa in grado di operare valorizzando le risorse presenti sul territorio). La seconda è che, se siamo d’accordo con la centralità degli insegnanti, è necessario avviare da subito un percorso di formazione iniziale e in servizio, di reclutamento e di carriera che faciliti e renda più probabile (probabilmente è impossibile garantirla) la presenza nella scuola di docenti di qualità per cui la valutazione non sarebbe un temibile spauracchio, ma semplicemente un riconoscimento dei diversi livelli di uno sforzo comune per rendere ogni scuola nel suo insieme un vero soggetto educante.

 



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COMMENTI
23/11/2010 - Bolle di sapone (enrico maranzana)

Il problema posto ha natura aziendale e, come tale, deve essere trattato. In caso contrario il rischio è la sua banalizzazione: si ripresenterebbero scenari visti più volte, all’introduzione di norme per razionalizzare il servizio scolastico [si veda quanto ho scritto su questa rivista il 7/3 – 18/9 – 23/10]. Per evitare il ripetersi dell’errore sarebbe stato necessario inquadrare la disposizione relativa all’individuazione dei premiandi all’interno dell’intera legge, preservandone le sinergie. Si prenda in considerazione l’art. 6 della citata “Brunetta” che ripropone il consolidato e reiterato “principio di distinzione tra le funzioni d’indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza”; la sua precisa e fedele applicazione implica un vincolo alla composizione del campione delle scuole sperimentatrici: si DEVONO individuare realtà in cui i dirigenti hanno orientato i lavori *del consiglio d’istituto a “l’elaborazione e l’adozione degli indirizzi generali” per l’esplicitazione delle finalità formative, risolvendo in tal modo la questione riguardante il rapporto scuola-società; *del collegio dei docenti per “programmare l’azione educativa” e”valutare gli obiettivi programmati”; *dei consigli di classe per progettare percorsi didattici convergenti. In caso contrario, mancando un riferimento oggettivo e con un campione di trasgressori, il lavoro del comitato rotolerà verso il fallimento.

 
23/11/2010 - LA QUALITA' DELLE SCUOLE (Angelo Lucio Rossi)

La qualità dei sistemi formativi è una preoccupazione e una priorità dei governi di tutto il mondo. Nel nostro Paese siamo in ritardo. E' una priorità soprattutto per rispondere all'emergenza educativa. Per questo dobbiamo sostenere il premio al merito senza esludere le scuole più deboli.Per parlare di merito è necessario introdurre un sistema di valutazione delle performance delle scuole. I sistemi di valutazione esistono per aumentare le responsabilità delle scuole rivelando la qualità delle performance degli studenti. Da questo punto di vista i sistemi di rendicontazione e di accountability che mettono a nudo lo sviluppo delle competenze nelle scuole possono essere molto utili. Si tratta di implementare i sistemi di accountability con incentivi nelle varie forme che si possono inventare.