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SCUOLA/ Né trentina, né centralista: ecco il federalismo che ci serve

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2. In secondo luogo la scuola trentina è troppo onerosa: portata a livello nazionale sarebbe insostenibile ed ogni tentativo di utilizzare il federalismo scolastico per aumentare la spesa complessiva è destinato a fallire. Un percorso realistico deve lavorare per l’attuazione della decentralizzazione a parità di risorse, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza.

Un primo segnale in tal senso potrebbe essere la ridefinizione delle modalità di calcolo dell’organico complessivo che il ministero assegna al livello regionale, con il superamento del tradizionale metodo basato su un “costo storico” per giungere ad uno che si fondi su un “costo standard”. Ciò potrebbe rappresentare una possibilità di rilanciare, su basi diverse, l’accordo tra Stato e Regioni per l’attuazione del Titolo V, che non può prescindere da un coinvolgimento del ministero dell’Economia.

 

D’altronde oggi non è più sostenibile un meccanismo dove chi programma - le Regioni - non governa le risorse economiche e chi governa le risorse - il Governo - non programma. Le stesse sentenze della Corte Costituzionale confermano l’urgenza di cambiamento: l’ultima sentenza in tal senso, la n. 200 del 2009, ha decretato l'incostituzionalità delle lettere f-bis e f-ter del comma 4 dell'art. 64, della legge 133/2008, che - al fine del contenimento della spesa - mettevano in capo al Governo la definizione di “criteri, tempi e modalità per la determinazione e l'articolazione dell'azione di ridimensionamento della rete scolastica”. Ciò, secondo la Corte, “invade spazi riservati alla potestà legislativa delle Regioni relativi alla competenza alle stesse spettanti nella disciplina dell'attività di dimensionamento della rete scolastica sul territorio”.

 

Oggi l’organico viene assegnato al livello regionale, basandosi almeno parzialmente sulla programmazione regionale, senza che il ministero stesso possa incidere sulle scelte regionali.

La conseguenza è che le Regioni che oggi operano un dimensionamento corretto della rete scolastica ottengono una riduzione dell’organico, mentre chi disattende gli obiettivi di efficienza viene premiato.

Il federalismo scolastico dovrebbe invece assegnare alle Regioni un organico indipendente dalla programmazione regionale, bensì proporzionato al numero di studenti, eventualmente corretto dalla situazione orografica ed altri variabili sociali, lasciando poi alla loro autonomia e responsabilità la sua assegnazione alle istituzioni scolastiche. In questo modo si stimolerebbero programmazioni virtuose, perché la maggior efficienza ottenuta libererebbe risorse che potrebbero rimanere sul territorio per essere dedicate a sostenere zone da salvaguardare - come le scuole di montagna - o per erogare servizi aggiuntivi.

 



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COMMENTI
25/11/2010 - Qualche contraddizione e qualche omissione (Franco Labella)

Il ragionamento che pervade l'articolo di Gotti sembra caratterizzato da qualche importante contraddizione e da qualche significativa omissione. Provo ad elencarli: a) riferimento al costo standard: come si concilia questo auspicato obiettivo con il discorso, ripreso a proposito della determinazione dell'organico, ad esempio delle peculiarità orografiche e/o locali? b) liberalizziamo tutto e decentriamo tutto ma manteniamo, come scrive Gotti, la determinazione dell'organico (evidentemente non quello "funzionale" di cui non trovo traccia nell'articolo) in capo al Ministero? c) sistema di valutazione ministeriale? Ahi ahi. Ma come, si cita la Gran Bretagna ed invece dell'OFSTED pensiamo all'"OFSTED de noantri" (ed il termine romanesco non è casuale) di cui c'è una prefigurazione nel progetto della lotteria meritocratica appena propagandata dal Ministro? E su quest'ultima: creiamo due canali di sperimentazione non collegati fra di loro (viste le diverse realtà territoriali coinvolte) in cui in una si premia (con criteri misteriosi di curricola professionali che potrebbero essere pieni di tutto e non omogeneizzati negli indicatori) l'individualità docente e nell'altra la struttura senza i suoi agenti? Raro esempio di individualismo educativo e visione organicistico-strutturale insieme... Boh e ariboh. Ovviamente ho letto il contributo della prof.ssa Ribolzi sul tema....