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SCUOLA/ Matematica, i dati Invalsi bocciano gli studenti. E i professori

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

L’Invalsi ha pubblicato il rapporto sulla ricorrezione effettuata, in collaborazione con l’Unione Matematica Italiana, della prova scritta di matematica dell’Esame di Stato del 2009. Il lavoro, lungo e articolato, risponde a una precisa direttiva di legge.

L’obiettivo principale è quello di disporre di dati validi sugli apprendimenti in matematica dei ragazzi al termine della scuola secondaria (in questo caso, del liceo scientifico, che è l’unico che prevede una prova scritta di matematica). L’analogo lavoro sulla prova di italiano, per tutti i ragazzi, è stato realizzato in collaborazione con l’Accademia della Crusca.

 

Il disegno del campionamento è stato realizzato dall’Istat; la ricorrezione è stata effettuata sugli elaborati di italiano e matematica degli stessi ragazzi, e questo ha permesso anche di correlare i risultati nelle due prove.

 

Ogni elaborato è stato ricorretto, indipendentemente e senza avere informazioni sull’autore, da due correttori appositamente formati. Non si trattava di esperti esterni al mondo della scuola: erano tutti insegnanti in servizio con esperienza di commissari. Questo ha permesso di avere un dato “puro”, in cui non pesa la conoscenza che le commissioni avevano dei candidati e del loro percorso scolastico. Ciò è importante, particolarmente alla luce del fatto che uno dei dati rilevanti di questa ricorrezione è che le variabili che maggiormente influenzano, a livello statistico, il voto assegnato dalle commissioni sono quelle relative alla carriera scolastica dello studente.

Già nella ricorrezione precedente (Esame di Stato del 2007) era emerso che, a parità di voto assegnato dai correttori, le commissioni avevano assegnato voti sensibilmente più alti (in media uno o due punti) ai ragazzi con un buon percorso scolastico, e sensibilmente più bassi ai ragazzi con un percorso scolastico debole (credito scolastico più basso, anni di ritardo, debiti).

 

I dati ottenuti con questa ricorrezione, a livello di sistema, possono essere collegati e integrati con le informazioni che provengono da altre indagini (Servizio di Valutazione Nazionale dell’Invalsi, analisi internazionali OCSE-Pisa, OCSE-ALL e IEA-TIMSS).

 

Le diverse indagini nazionali e internazionali, sviluppate con prospettive e metodi molto differenti, convergono però nel mostrare come, in matematica, gli apprendimenti degli studenti, e in seguito anche la capacità degli adulti italiani di utilizzare la matematica, siano nettamente al di sotto delle medie dei paesi considerati. Questo lavoro sull’esame di Stato, assieme agli altri dati raccolti e elaborati dall’Invalsi, aiuta a comprendere meglio dove e perché si crea questo distacco tra i nostri ragazzi e i loro coetanei degli altri paesi. È un dato particolarmente significativo perché si riferisce agli studenti dei licei scientifici: la categoria che dovrebbe essere “di punta”, per la matematica.



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COMMENTI
05/01/2011 - Griglia di valutazione (Paolo Fasce)

Mi domando perché, accanto allo scritto ministeriale, non viene fornita una griglia di valutazione unitaria. Penso che potrebbe anche essere concesso di modificarla, ma occorrerebbe motivare. Credo che parte della variabilità dei giudizi sia anche determinata dal "metro" che si sceglie.

 
29/11/2010 - matematica che passione! (luisella martin)

Ricordo bene ciò che mi spinse ad iscrivermi alla facoltà di matematica: volevo capirla! E' stato affascinante il lungo percorso fatto per capire "un modo di pensare il mondo" ed ora che l'ho compiuto tutto - sono un'insegnante in pensione - penso a quante meravigliose scoperte potrebbero fare tanti giovani, se gli insegnanti: non presentassero la matematica come una disciplina difficile e accessibile solo agli intelligenti; si rendessero conto che è molto più facile illustrare il concetto di integrale che non le quattro operazioni elementari; ammettessero che è più difficile imparare a coltivare l'orto, piuttosto che risolvere un'equazione; capissero che l'obiettivo non é solo saper risolvere il problema matematico, ma saper inventare strategie per risolvere il problema vero di tutti: "conoscere sé stessi"; se uscissero dal club privato degli addetti ai lavori per andar fuori a rimirar le stelle!

 
26/11/2010 - Déjà vu (PAOLA CORRADI)

Quanti professori hanno basato le proprie lezioni sui test dell'INVALSI? E' un problema dei professori o dei programmi ministeriali? Questo fatto che i nostri ragazzi abbiano una conoscenza "teorica" della matematica è cosa nota, ma se guardiamo i testi di studio non può essere che una giusta conseguenza. Noi facciamo della matematica una materia intellettuale, calvinista, ma evidentemente non tutti poi diventeranno professori universitari (poi è discutibile il fatto che i professori universitari debbano necessariamente insegnare solo la teoria) quindi credo sia il caso di riformare i programmi in tal senso.