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SCUOLA/ Matematica, i dati Invalsi bocciano gli studenti. E i professori

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Una prima indicazione emerge dalle scelte dei candidati (che devono scegliere un problema, tra due proposti, e cinque quesiti, tra dieci proposti). I nostri studenti si orientano decisamente verso i contenuti di analisi matematica, con una netta preferenza per gli esercizi standard di calcolo, che peraltro spesso cercano di svolgere in modo abbastanza “cieco”, ricorrendo a automatismi e soluzioni preconfezionate. Le scelte dei ragazzi appaiono comunque guidate più dalla percezione di familiarità con l’esercizio, che non da una valutazione della reale difficoltà.

 

Complessivamente, è stata valutata insufficiente dai correttori oltre la metà degli elaborati (il 54,5% in totale, il 60,6% nei licei di ordinamento e il 40,8% nei licei PNI - Piano nazionale di informatica, l’indirizzo del liceo con un orario e un programma rafforzato di matematica); le commissioni d’esame avevano assegnato l’insufficienza al 21,3% dei compiti.

Anche per le valutazioni “di eccellenza” (14/15 o 15/15) c’è una netta differenza: per i correttori rientrano in questa fascia meno del 7% degli studenti, per le commissioni oltre il 22%. A titolo di confronto, si può ricordare come nella valutazione internazionale TIMSS-Advanced (la più importante, in matematica, per i ragazzi di questa età che compiono studi a indirizzo scientifico), quasi il 60% non raggiunge l’intermediate international benchmark (contro, ad esempio, solo il 5% degli studenti olandesi), viene quindi classificato sostanzialmente insufficiente, e solo il 3% raggiunge l’advanced benchmark.

Si può quindi dire che quando i nostri insegnanti valutano liberi dalle influenze del contesto (in particolare la necessità di assegnare un voto che ha valore certificativo e legale), giudicando oggettivamente quanto i ragazzi sono in grado di produrre, il loro giudizio è in linea con i risultati delle valutazioni internazionali.

 

La ricorrezione ha cercato di mettere a fuoco meglio questa situazione. I correttori, appoggiandosi a una maschera analitica di rilevamento, hanno valutato insufficienti il 57,5% degli elaborati per quanto riguarda le conoscenze specifiche, oltre il 60% per quanto riguarda la competenza nell’applicare le procedure e i concetti acquisiti, e ben il 68,7% dal punto di vista delle capacità logico-argomentative. L’analisi più fine delle risposte dei ragazzi ha messo in luce come le maggiori debolezze dei nostri ragazzi si hanno quando viene loro richiesto di argomentare, spiegare, motivare le proprie affermazioni; e che molte difficoltà derivano dalla incapacità di leggere, comprendere, decodificare adeguatamente testi di varia natura.

 



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COMMENTI
05/01/2011 - Griglia di valutazione (Paolo Fasce)

Mi domando perché, accanto allo scritto ministeriale, non viene fornita una griglia di valutazione unitaria. Penso che potrebbe anche essere concesso di modificarla, ma occorrerebbe motivare. Credo che parte della variabilità dei giudizi sia anche determinata dal "metro" che si sceglie.

 
29/11/2010 - matematica che passione! (luisella martin)

Ricordo bene ciò che mi spinse ad iscrivermi alla facoltà di matematica: volevo capirla! E' stato affascinante il lungo percorso fatto per capire "un modo di pensare il mondo" ed ora che l'ho compiuto tutto - sono un'insegnante in pensione - penso a quante meravigliose scoperte potrebbero fare tanti giovani, se gli insegnanti: non presentassero la matematica come una disciplina difficile e accessibile solo agli intelligenti; si rendessero conto che è molto più facile illustrare il concetto di integrale che non le quattro operazioni elementari; ammettessero che è più difficile imparare a coltivare l'orto, piuttosto che risolvere un'equazione; capissero che l'obiettivo non é solo saper risolvere il problema matematico, ma saper inventare strategie per risolvere il problema vero di tutti: "conoscere sé stessi"; se uscissero dal club privato degli addetti ai lavori per andar fuori a rimirar le stelle!

 
26/11/2010 - Déjà vu (PAOLA CORRADI)

Quanti professori hanno basato le proprie lezioni sui test dell'INVALSI? E' un problema dei professori o dei programmi ministeriali? Questo fatto che i nostri ragazzi abbiano una conoscenza "teorica" della matematica è cosa nota, ma se guardiamo i testi di studio non può essere che una giusta conseguenza. Noi facciamo della matematica una materia intellettuale, calvinista, ma evidentemente non tutti poi diventeranno professori universitari (poi è discutibile il fatto che i professori universitari debbano necessariamente insegnare solo la teoria) quindi credo sia il caso di riformare i programmi in tal senso.