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SCUOLA/ Matematica, i dati Invalsi bocciano gli studenti. E i professori

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Questo è confermato anche dal collegamento con la ricorrezione della prova di italiano, dove i correttori hanno rilevato diverse competenze: testuale, grammaticale, lessicale-semantica, ideativa, ognuna individuata attraverso specifici indicatori. Tra queste competenze, quella che è maggiormente correlata agli esiti in matematica è la competenza testuale.

 

Risulta quindi da questa indagine che l’insegnamento della matematica fallisce proprio in uno dei suoi obiettivi più “alti”, quello di “insegnare a ragionare” e di “insegnare a affrontare e risolvere i problemi”. Quelle che non sono adeguatamente sviluppate sono competenze tipicamente trasversali.

 

Da questo punto di vista, è abbastanza evidente che si tratta di una “insufficienza di apprendimento” che si è stratificata e sedimentata, compattandosi, nel corso degli anni. Anche per quanto riguarda in senso più stretto i contenuti, un’analisi più fine delle risposte rivela infatti che le lacune non sono posizionate su particolari segmenti del curricolo, ma sono “spalmate” lungo tutto il percorso scolastico, compreso il primo ciclo.

 

Il dato che ci fornisce la rilevazione è quindi abbastanza preoccupante, soprattutto in considerazione del fatto che questi ragazzi, studenti di Liceo scientifico, dovrebbero costituire un bacino privilegiato di provenienza per i futuri studenti di facoltà scientifiche, o comunque facoltà in cui è presente la matematica. Sembra di poter dire che una percentuale molto alta di questi ragazzi (almeno la metà) non ha gli strumenti necessari (conoscenze di base dei concetti e delle tecniche, comprensione del significato di questi concetti e tecniche, capacità di utilizzare le procedure fondamentali della matematica) per seguire con successo studi in cui la matematica gioca un ruolo importante.

 

Le differenze tra maschi e femmine sono marginali. Il tratto di diversità sta nella maggiore polarizzazione dei voti dei ragazzi (si nota una percentuale maggiore di voti bassi e alti per i ragazzi e una maggiore percentuale di voti medi per le ragazze) e risulta comune sia alle commissioni che ai correttori. Anche dalle valutazioni internazionali, peraltro, emerge che l’Italia è uno dei paesi in cui la differenza di genere ha meno peso sui risultati di apprendimento in matematica.



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COMMENTI
05/01/2011 - Griglia di valutazione (Paolo Fasce)

Mi domando perché, accanto allo scritto ministeriale, non viene fornita una griglia di valutazione unitaria. Penso che potrebbe anche essere concesso di modificarla, ma occorrerebbe motivare. Credo che parte della variabilità dei giudizi sia anche determinata dal "metro" che si sceglie.

 
29/11/2010 - matematica che passione! (luisella martin)

Ricordo bene ciò che mi spinse ad iscrivermi alla facoltà di matematica: volevo capirla! E' stato affascinante il lungo percorso fatto per capire "un modo di pensare il mondo" ed ora che l'ho compiuto tutto - sono un'insegnante in pensione - penso a quante meravigliose scoperte potrebbero fare tanti giovani, se gli insegnanti: non presentassero la matematica come una disciplina difficile e accessibile solo agli intelligenti; si rendessero conto che è molto più facile illustrare il concetto di integrale che non le quattro operazioni elementari; ammettessero che è più difficile imparare a coltivare l'orto, piuttosto che risolvere un'equazione; capissero che l'obiettivo non é solo saper risolvere il problema matematico, ma saper inventare strategie per risolvere il problema vero di tutti: "conoscere sé stessi"; se uscissero dal club privato degli addetti ai lavori per andar fuori a rimirar le stelle!

 
26/11/2010 - Déjà vu (PAOLA CORRADI)

Quanti professori hanno basato le proprie lezioni sui test dell'INVALSI? E' un problema dei professori o dei programmi ministeriali? Questo fatto che i nostri ragazzi abbiano una conoscenza "teorica" della matematica è cosa nota, ma se guardiamo i testi di studio non può essere che una giusta conseguenza. Noi facciamo della matematica una materia intellettuale, calvinista, ma evidentemente non tutti poi diventeranno professori universitari (poi è discutibile il fatto che i professori universitari debbano necessariamente insegnare solo la teoria) quindi credo sia il caso di riformare i programmi in tal senso.