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UNIVERSITA’/ Frassinetti (Pdl): c'è l’accordo con Fli, martedì la riforma passa

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

«Futuro e libertà si è impegnato ufficialmente ad approvare la riforma dell’università nel corso della votazione che si terrà martedì alla Camera, in cambio dell’inserimento di due loro richieste nel disegno di legge. Se non lo faranno, si assumeranno la responsabilità di non avere mantenuto la parola data in un momento di forti tensioni e scontri, con il pericolo di disordini di piazza». A rivelarlo, nel corso di un’intervista esclusiva a Ilsussidiario.net, è Paola Frassinetti, onorevole del Pdl e relatrice della riforma dell’università a Montecitorio.

Un disegno di legge al centro di un dibattito rovente, dopo che la maggioranza è stata battuta su quattro emendamenti tra martedì e ieri. Al punto che il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, ha dichiarato: «Mi auguro che non accada che vengano votati emendamenti il cui contenuto stravolga il senso della riforma, non sarebbe accettabile. Se così fosse come ministro mi vedrei costretta a ritirarla».

 

 

Onorevole Frassinetti, esiste realmente questo rischio?

 

No, perché c’è un accordo della maggioranza che dovrebbe tenere anche martedì quando è prevista la giornata conclusiva per l’approvazione della riforma alla Camera. Sono ottimista, ritengo che riusciremo ad approvarla, è vero che ci aspettano ancora dei passaggi delicati ma gli emendamenti sono stati tutti concordati.

 

 

Come farete a convincere il Fli a votare a favore della riforma?



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COMMENTI
26/11/2010 - Nozze e fichi secchi (Piero Morandini)

L'on Frassinetti sembra concordare con le richieste di Fli (risorse aggiuntive per gli scatti sullo stipendio dei giovani professori e ricercatori e le risorse per 4.500 passaggi da ricercatore ad associato). Dice anche che “Entrambi i punti erano già inseriti in un mio emendamento, poi la commissione Bilancio li aveva cancellati per mancanza di fondi”. Se erano giusti, perchè il governo non si è dato da fare per reperire i fondi? Forse perchè vuole presentare questa riforma come un grande risultato, con o senza un reale contenuto? L’emendamento in questione prevedeva all’origine 9.000 posti in 6 anni (ne aveva parlato anche il Sussidiario). Confesso che dare una prospettiva solo a 4.500 degli attuali 26.000 ricercatori di poter diventare associati (dopo che i concorsi sono già stati bloccati per 2 anni e si prevede un blocco per altri N anni visto che ci sarà bisogno di altre leggi e regolamenti prima di renderli attuabili), mi sembra poco. Tagliando il fondo di finanziamento ordinario, si taglia di fatto su aspetti come fondi per la ricerca e supplenze, ulteriormente azzerando gli strumenti per premiare chi lavora. Il ministro parla di meritocrazia, ma se ne vede poca. Devo evidenziare anche una falsità sul “blocco degli scatti che vale in generale per tutti i dipendenti del pubblico impiego”. Non è vero. Tra i non contrattalizzati (Magistratura, polizia ed università) il blocco è stato applicato SOLO agli universitari, quasi a dimostrare una volontà punitiva.