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UNIVERSITA’/ Frassinetti (Pdl): c'è l’accordo con Fli, martedì la riforma passa

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

La Gelmini ha detto un’altra cosa: se invece che su aspetti ininfluenti, dovesse capitare una votazione come quella di ieri su un emendamento che stravolge il testo, allora il Fli si deve prendere la responsabilità di costringerci a ritirare la riforma dell’università. E’ sostanzialmente una preoccupazione che finora non si è avverata. Lei lo ha detto per far capire che se dovessimo trovarci in una certa situazione, a quel punto non possiamo mantenere un provvedimento per farlo impallinare così. Ma non credo sia lo spirito del Fli, perché altrimenti mercoledì non avrebbe concluso l’accordo.

 

 

E quali sono state le richieste del Fli che avete accettato?

 

La prima è la possibilità di avere delle risorse aggiuntive per consentire lo sblocco degli scatti sullo stipendio dei giovani professori e ricercatori. Derogando quindi al blocco degli scatti che vale in generale per tutti i dipendenti del pubblico impiego. E la seconda è la previsione che nei prossimi tre anni 4.500 ricercatori possano fare il concorso per diventare professori associati. Entrambi i punti erano già inseriti in un mio emendamento, poi la commissione Bilancio li aveva cancellati per mancanza di fondi e ora entrambi sono stati nuovamente inclusi.

 

 

E se martedì il Fli dovesse cambiare idea?

 

Non penso che lo faranno, perché prendersi la responsabilità di affossare un provvedimento così importante sarebbe controproducente innanzitutto per loro. Al limite si possono confrontare le forze della maggioranza su altri argomenti, ma non sull’università. Soprattutto in un momento in cui ci sono tensioni, scontri e il pericolo di disordini di piazza, usare questo argomento per fare delle prove di fiducia o sfiducia al governo non farebbe bene all’università, all’Italia e nemmeno a Futuro e libertà. Ci farebbero veramente una pessima figura.

 

 

Come valuterebbe il loro comportamento se non rispettassero l’accordo?



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COMMENTI
26/11/2010 - Nozze e fichi secchi (Piero Morandini)

L'on Frassinetti sembra concordare con le richieste di Fli (risorse aggiuntive per gli scatti sullo stipendio dei giovani professori e ricercatori e le risorse per 4.500 passaggi da ricercatore ad associato). Dice anche che “Entrambi i punti erano già inseriti in un mio emendamento, poi la commissione Bilancio li aveva cancellati per mancanza di fondi”. Se erano giusti, perchè il governo non si è dato da fare per reperire i fondi? Forse perchè vuole presentare questa riforma come un grande risultato, con o senza un reale contenuto? L’emendamento in questione prevedeva all’origine 9.000 posti in 6 anni (ne aveva parlato anche il Sussidiario). Confesso che dare una prospettiva solo a 4.500 degli attuali 26.000 ricercatori di poter diventare associati (dopo che i concorsi sono già stati bloccati per 2 anni e si prevede un blocco per altri N anni visto che ci sarà bisogno di altre leggi e regolamenti prima di renderli attuabili), mi sembra poco. Tagliando il fondo di finanziamento ordinario, si taglia di fatto su aspetti come fondi per la ricerca e supplenze, ulteriormente azzerando gli strumenti per premiare chi lavora. Il ministro parla di meritocrazia, ma se ne vede poca. Devo evidenziare anche una falsità sul “blocco degli scatti che vale in generale per tutti i dipendenti del pubblico impiego”. Non è vero. Tra i non contrattalizzati (Magistratura, polizia ed università) il blocco è stato applicato SOLO agli universitari, quasi a dimostrare una volontà punitiva.