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UNIVERSITA’/ Frassinetti (Pdl): c'è l’accordo con Fli, martedì la riforma passa

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

 

Semplicemente irresponsabile.

 

 

E l’atteggiamento di Bersani, che in un primo momento ha appoggiato la riforma e ora sale sui tetti?

 

Bersani deve rincorrere Vendola, e quindi ha i suoi problemi. Ma è anche vero che su molti emendamenti il Pd ha votato insieme alla maggioranza. Non sta certo portando avanti un’opposizione dura e cruenta nei confronti di questo provvedimento. Alla fine quelle di Bersani sono soprattutto parole, dichiarazioni buone per le manifestazioni di piazza, ma che non trovano riscontro in aula dove invece tiene una posizione molto più moderata.

 

 

Davvero riuscirete a mettere fine all’università dei baroni?

 

Chi protesta lo fa appunto per bloccare questo provvedimento, che dopo 20-30 anni è l’unico a invertire la rotta rispetto alla vecchia università dei tagli, degli sprechi, degli atenei in difetto finanziario, di Parentopoli, delle commissioni truccate. Evidentemente chi difende lo status quo lo fa per difendere l’università dei baroni. E’ una cosa che va da sé.

 

 

Come cambierà l’università con l’entrata in vigore della riforma?

 

I punti innovativi di questo provvedimento sono il cambiamento della governance, il senato accademico con poteri di programmazione, il consiglio di amministrazione con delle funzioni più gestionali. Già questa è una trasformazione importante. Il fatto che i rettori non possano ricandidarsi per due mandati, restando in carica per un solo mandato di sei anni, è una grande innovazione che va contro la logica delle baronie. Tra le novità ci sono anche la possibilità delle università di federarsi tra di loro, l’istituzione di un fondo per il merito per sostenere gli studenti migliori, un nuovo reclutamento per l’abilitazione nazionale, un fondo di premialità per far sì che le università virtuose ottengano le risorse. Ma anche la possibilità per i giovani ricercatori di fare contratti a tempo determinato di tre anni, rinnovabili per altri tre anni, e poi di diventare associati, attraverso concorsi sempre più legati alla meritocrazia.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
26/11/2010 - Nozze e fichi secchi (Piero Morandini)

L'on Frassinetti sembra concordare con le richieste di Fli (risorse aggiuntive per gli scatti sullo stipendio dei giovani professori e ricercatori e le risorse per 4.500 passaggi da ricercatore ad associato). Dice anche che “Entrambi i punti erano già inseriti in un mio emendamento, poi la commissione Bilancio li aveva cancellati per mancanza di fondi”. Se erano giusti, perchè il governo non si è dato da fare per reperire i fondi? Forse perchè vuole presentare questa riforma come un grande risultato, con o senza un reale contenuto? L’emendamento in questione prevedeva all’origine 9.000 posti in 6 anni (ne aveva parlato anche il Sussidiario). Confesso che dare una prospettiva solo a 4.500 degli attuali 26.000 ricercatori di poter diventare associati (dopo che i concorsi sono già stati bloccati per 2 anni e si prevede un blocco per altri N anni visto che ci sarà bisogno di altre leggi e regolamenti prima di renderli attuabili), mi sembra poco. Tagliando il fondo di finanziamento ordinario, si taglia di fatto su aspetti come fondi per la ricerca e supplenze, ulteriormente azzerando gli strumenti per premiare chi lavora. Il ministro parla di meritocrazia, ma se ne vede poca. Devo evidenziare anche una falsità sul “blocco degli scatti che vale in generale per tutti i dipendenti del pubblico impiego”. Non è vero. Tra i non contrattalizzati (Magistratura, polizia ed università) il blocco è stato applicato SOLO agli universitari, quasi a dimostrare una volontà punitiva.