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SCUOLA/ L’ora d’italiano? I consigli di Luca Serianni per non fare disastri

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Sì, credo che sia essenziale riflettere su questo punto. Per essere concreto: vorrei accantonare o ridurre le regole che non hanno una ricaduta nell’uso effettivo della lingua (la distinzione tra aggettivi qualificativi e determinativi, tanto per fare un esempio) e potenziare l’attenzione alle funzioni. È importante distinguere tra le principali “parti del discorso”, ma è ancora più importante che l’alunno capisca che una stessa forma cambia funzione a seconda del contesto: piano, ad esempio, può essere un aggettivo (un piatto piano), un sostantivo (il piano di guerra), un avverbio (parla piano!); camminare è un verbo, ma diventa un nome in una frase come camminare fa bene alla salute. Insomma, il fine della grammatica non può essere quello di una classificazione di materiali inerti: occorre fornire un metodo di analisi che lo studente possa applicare in modo critico e autonomo.

 

Come fa il professore di italiano in biennio a stabilire le priorità circa i contenuti del suo insegnamento? Deve privilegiare la correttezza ortografica e grammaticale dello scritto, lasciando al triennio contenuti più letterari?

 

Il biennio delle superiori è certamente il segmento scolastico in cui si consolida l’uso della lingua, orale (pensiamo all’importanza dell’esposizione in pubblico e alla capacità di sostenere un dibattito) e scritta (capacità di produrre un testo originale - il tradizionale tema - ma soprattutto di riformulare un testo dato, individuandone le informazioni fondamentali e gli snodi argomentativi). Ma non si può dissociare lingua e letteratura. Da un lato il biennio è anche il momento in cui ci si accosta, con una certa libertà, ai vari tipi di testo letterario, senza l’ossessione di “finire il programma”; dall’altro il triennio, se vede in primo piano il percorso storico-letterario, non può rinunciare all’analisi e alla produzione linguistica, anche in riferimento a testi non letterari, per esempio la saggistica di ambito scientifico o economico o l’alta scrittura giornalistica (editoriali). 

 

È possibile stabilire un canone anche per gli autori del Novecento?

 

È molto difficile definire “classico” un autore troppo vicino a noi, non ancora decantato nel tempo. Il fatto che, nelle Indicazioni per il liceo, si indichino più autori per il Novecento che non per i secoli precedenti risponde proprio al fatto che quei nomi, o almeno una parte di essi, non sono presenze ineludibili (come Petrarca o Machiavelli) ma solo momenti molto significativi, raccomandati non imposti all’attenzione dell’insegnante.

  

Potrebbe indicarci quali autori privilegiare tra i grandi della letteratura latina?



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COMMENTI
08/11/2010 - Io non so chi sei ... insieme, insieme (enrico maranzana)

Promuovere le eccellenze “valorizzando soluzioni espressive felici e originali o conoscenze e curiosità” altro non è che un momento di un processo molto più generale. Esso riguarda competenze specifiche il cui autentico significato deriva dal loro inquadramento all’interno delle competenze generali, traguardo che unifica tutti gli insegnamenti. Se le indicazioni nazionali avessero scomposto e raffinato le finalità generali espresse dal profilo educativo dei licei, invece di procedere materia per materia nel rifiuto dei “punti fondamentali e imprescindibili” ivi indicati, la visione d’insieme avrebbe prevalso. L’assenza delle pratiche progettuali (Top-down) rilevabile dall’asserzione: ”La ragione per studiare il latino non può essere strumentale come sarebbe quella di “addestrare la mente al ragionamento .. ma deve essere storico-culturale”, può essere ascritta tra le cause dell’attuale crisi della scuola. Le responsabilità di favorire lo sviluppo della “capacità di produrre un testo originale, di riformulare un testo dato, individuandone le informazioni fondamentali e gli snodi” sono di tutti i docenti che interagiscono con un giovane! Da considerare infine che “la generale disaffezione per il latino” è figlia di POF disorganici, non finalizzati, in cui l’architettura del servizio non si regge su obiettivi ben formulati.