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SCUOLA/ Meno iscritti alle scuole cattoliche? No, è un'altra bufala

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L’incipit dell’articolo può lasciare di stucco per faziosità, disinformazione e malizia (divide et impera): “Mentre Berlusconi toglie i soldi al volontariato del 5 per mille e li convoglia sulle scuole cattoliche...”; ma questo, lo sappiamo, fa parte ormai del repertorio “teatrale” di chi continua, in barba a qualsiasi evidenza di utilità sociale ed economica, a negare alla scuola non statale il diritto di esistere, e coglie ogni occasione per attaccare il “nemico” politico. Rispondere - l’abbiamo accertato - non serve a nulla.

 

Sono i dati che Politi riporta circa la consistenza numerica delle iscrizioni alle scuole cattoliche, invece, e in particolare la loro interpretazione, che non convincono proprio e che esigono una replica. Mentre il rapporto sulla secolarizzazione sottolinea un calo degli iscritti alle scuole cattoliche - “soprattutto nella prima età” - dal 9% del totale nel 1991 al 6,7% del 2008, a dimostrazione di un palese dissenso del popolo italiano nei confronti della gerarchia ecclesiastica, il  Cssc (Centro Studi Scuola Cattolica) ha evidenziato in suo recente rapporto (Dati e tendenze sulle scuole cattoliche paritarie, di Guglielmo Malizia e Sergio Cicatelli, 2010), come nelperiodo 1997/98-2007/08 gli iscritti alla scuola dell’infanzia aderenti alla Fism (Federazione Italiana Scuole Materne), che ha un fortissimo radicamento fra le scuole parrocchiali, siano cresciuti di un quinto circa, cioè del 19,9% , mentre nelle primarie e nelle secondarie di 1° grado gli alunni delle scuole cattoliche sono cresciute di +0,8% e di +2,2% in confronto a quelle statali che hanno registrato, nel medesimo periodo, un aumento di +0,2% nelle primarie e una diminuzione di -5,2% nelle secondarie di 1° grado. Solo nelle secondarie di 2° grado le scuole cattoliche hanno registrato un calo notevole (-20,2%) tra il 1997/98 e il 2007/08, a fronte di una crescita del 6,2% delle statali.

 

Se un calo c’è stato, dunque, non riguarda uniformemente tutti gli ordini e gradi di scuola; incide pesantemente sul valore assoluto, inoltre, il dato della scuola secondaria superiore, penalizzata fortemente dall’elevato costo di gestione e dall’assenza pressoché totale di contributi pubblici.

Se poi andiamo a esaminare i dati nazionali, gli allievi delle scuole paritarie (delle quali la grande maggioranza è cattolica o di ispirazione cristiana), rappresentano attualmente ben il 12% del totale (dati Miur a.s. 2007/08), e sommando le percentuali della scuola dell’infanzia e primaria si arriva addirittura al 46%!

 



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