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SCUOLA/ L’esperto: nessuna analisi potrà mai sostituire il piacere della lettura

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È un’esperienza, fatta anche di luoghi fisici. Negli Stati Uniti, dove ormai vivo e lavoro da quasi un decennio, le biblioteche, sia pubbliche che private, sono a scaffale aperto. Quasi tutti i libri cioè sono esposti ai lettori, che li prelevano un po’ come se si trovassero nel salotto di casa. I libri solitamente sono raggruppati per aree tematiche, per cui spesso cercandone uno se ne trovano dieci, o cento altri sullo stesso argomento - e magari più interessanti, o utili, di quello che si voleva prendere in prestito. Come nella vita, appunto, si possono fare degli incontri fortuiti, non programmati, ma magari fondamentali. Molte delle idee migliori per le mie ricerche mi sono venute così, imbattendomi in testi di cui non sospettavo, o avevo dimenticato, l’esistenza.

 

Anche in Internet può capitare di imbattersi in un saggio...

 

Sì, ma la biblioteca è proprio un luogo piacevole e attraente dove si può offrire alle persone la possibilità di sperimentare la lettura come esperienza di piacere, al di là di programmazioni magari capillari, fondate sulle migliori intenzioni.

 

Nella vasta gamma di studi, per mantenere viva la ricca tradizione filologica e critica italiana, che cosa consiglierebbe di leggere ad un insegnante giovane che vuole conoscere la critica testuale degli anni da De Robertis in poi, che sia importante dal punto di vista del metodo di indagine filologico, linguistico ecc.?

 

Soprattutto Avviamento all’analisi del testo letterario, di Segre, costituisce tuttora un raro esempio in cui le esigenze della divulgazione, e quelle dell’approfondimento, trovano un equilibrio difficilmente imitabile: grazie anche alla puntuale bibliografia, si tratta di un valido lasciapassare per ulteriori e più avventurose esplorazioni.   

 

(Daniela Notarbartolo)

 

 



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COMMENTI
17/12/2010 - Sono d'accordo (Gianni MEREGHETTI)

Come sono d'accordo! Bisognerebbe metterla a carattere cubitali dentro ogni classe questa sfida al piacere della lettura, è l'urgenza che si sente nell'aria dentro ogni scuola, quella di mettere da parte le varie griglie interpretative per tornare alla semplicità della lettura e dello sguardo. Vale per l'insegnamento dell'italiano e delle letterature questo principio, ma ancor di più per tante altre discipline dove si è sostituito alla realtà quello che si pensa. Invece c'è da tornare e presto al rapporto diretto con la realtà, questo è la scuola, il luogo che sfida ogni studente a mettersi davanti al reale e a scandagliarlo tutto. Forse è la fine di quella tragica mentalità che ha sostituito le cose con le nostre idee sulle cose, torniamo finalmente a leggere, a guardare, a toccare il reale per quello che è. Così andare a scuola diventa appassionante, il fascino di un'avventura!