BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Riforma Gelmini, tempo di bilanci?

Pubblicazione:

Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini (Ansa)  Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini (Ansa)

Nella scuola superiore, un’importante riforma, già avviata nelle prime classi di questo anno scolastico, ha ridisegnato il volto di licei, istituti tecnici e istituti professionali in nome di uno slogan semplice e condivisibile: l’attività didattica è da modulare in rapporto ai profili in uscita degli studenti, quindi meno ore di insegnamento frontale non coincidono con il decremento delle ore di tempo scuola, essendo state riportate alla misura dei 60 minuti le ore di lezione.


Eppure anche in questo caso, pur alla presenza di rilevanti elementi di innovazione dei contenuti dei percorsi, gli istituti scolastici non sempre, tranne rare eccezioni, hanno gestito al meglio l’autonomia e la flessibilità loro concessa. Indotti per lo più a spostare blocchi di ore da un anno all’altro, da una disciplina all’altra che non a organizzare, anche per le oggettive difficoltà, l’organico di istituto della cui necessità peraltro si continua a discutere in sede ministeriale.


Anche i fatidici tagli del personale docente nel 2010-11 sono stati inferiori di circa 6mila unità rispetto agli oltre 25mila attesi, in gran parte compensati dai pensionamenti e dalle nuove immissioni in ruolo: ciò nonostante tutta la categoria docente si è sentita colpita, complice anche l’operazione sugli scatti di anzianità, prima tolti poi restituiti, che non ha certo rasserenato l’ambiente.


E proprio quest’ultimo episodio è emblematico della difficoltà a tradurre in pratica il tema del merito. Alla valorizzazione della professionalità docente erano destinati i risparmi accantonati in seguito alle misure di razionalizzazione, come più volte il ministro ebbe a dichiarare. Ora invece gli stessi accantonamenti servono a compensare il mancato blocco degli scatti di anzianità, di modo che poco resta per la rivalutazione della professionalità docente (per ora solo un progetto sperimentale, comunque interessante).


La prova provata, in altri termini, del difficile aggancio (per non dire impossibile) di revisione e rilancio dello stesso soggetto, mentre sullo sfondo dell’attuale fase di politica scolastica restano i cambiamenti che potrebbero fare da volano a tutto il resto: il regolamento sulla formazione iniziale dei docenti (ora presso la Corte dei Conti) e il nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti, ancora da disegnare.

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.