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UNIVERSITA’/ Quel taglio che fa perdere 4 milioni di euro per risparmiarne 5mila

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Numeri a parte, alla Scuola sembrano tutti orgogliosi del modello educativo che lì si porta avanti. «Fin dal primo anno - prosegue Teofilatto - gli studenti sono inseriti in progetti di ricerca: una realtà già “lavorativa”, apprezzatissima all’estero. Veniamo contattati da molte aziende straniere che ci chiedono di mandargli i nostri studenti, perché sanno che la loro formazione non è quella nozionistica che spesso si riceve altrove. Il 95% dei nostri studenti si laurea nei termini previsti; l’85% di loro trova lavoro entro un anno nel settore aerospaziale». Il professore racconta che cinquanta studenti «si sono voluti prendere la briga di andare a firmare il nostro ricorso al Tar» contro la sospensione della Scuola: il segno di un «attaccamento sorprendente a questa istituzione».

 

Chiediamo conferma a un rappresentante degli studenti, Roberto Cica. «La Scuola è un polo di efficienza, in cui abbiamo il privilegio di un rapporto umano sia coi professori sia con la segreteria: in questo modo le tempistiche burocratiche finiscono per annullarsi». Roberto insiste sul numero di laureati che trova lavoro in tempi rapidi nel settore in cui si è specializzato: «Sfasciare a priori una struttura efficiente, sia nella didattica sia nel fatturato, è una perdita per tutta l’università».

 

Ma davvero, col “travaso” nella facoltà di ingegneria, il patrimonio della Scuola andrebbe perduto? «Il nome della scuola - ci risponde Teofilatto - ha un prestigio internazionale fortissimo». Fondata negli anni Venti, la Sia partecipò al lancio del primo satellite italiano. Prima di allora solo Unione Sovietica e Stati Uniti erano “potenze spaziali”. «Per usare una metafora calcistica, è come se la Roma da oggi cambiasse nome in Quartiere Prati: nel ranking Uefa va a zero. E per i contratti è lo stesso: se perdiamo il nome, le aziende andranno altrove, andranno in America. Magari fra ottant’anni il dipartimento raggiungerà lo stesso prestigio che la Scuola ha raggiunto in ottant’anni di lavoro. Ma oggi?». A gennaio il Tar deciderà del ricorso. Intanto l’occhio della Sia è puntato sul dibattito in corso a Palazzo Madama.

 

(Lorenzo Biondi)



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COMMENTI
22/12/2010 - SIA....per sempre? (fabio scaccia)

Il destino della SIA è segnato da quando non è più Scuola, ma semplice corso di laurea.Infatti, fino a pochissimi anni fa, alla scuola si accedeva con una laurea in ingegneria.I corsi erano biennali, riducibili ad uno se lo studente era un laureto in ingegneria aeronautica ( se non ricordo male, 14 esami da sostenere per gli ingegneri "altri" e solo 7 per gli aeronautici).Oggi la scuola offre dei corsi di ingegneria, anche se in un settore d'elite.C'è da chiedersi però se è ancora la stessa Scuola di prima e se si per quanto tempo lo resterà ancora.