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SCUOLA/ Denora (gesuiti): ecco perché oggi difendiamo ancora un "progetto" del ’500

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Ma dove era finita quella sapienza concreta della Ratio del ’500? I gesuiti si misero ancora al lavoro e composero un altro documento che faceva entrare in classe gli orizzonti pedagogici delle “Caratteristiche”: Pedagogia Ignaziana. Introduzione alla pratica (il testo integrale è reperibile presso il portale del CeFAEGI al seguente link: http://www.cefaegi.it/allegati/2.pdf ). L’insieme di questi due documenti dà certo una immagine molto precisa del progetto educativo della Compagnia di Gesù per il terzo millennio nelle sue 3.500 scuole oggi sparse in tutto il mondo.

 

Siamo nel 1992. Il mondo cambia sempre più rapidamente. L’educazione può rinnovare il mondo? Può contribuire a formare i giovani di oggi ad una vita piena, bella, libera per sé e per gli altri? Molti sembrano dubitare. I gesuiti ci credono ancora? Ecco allora il contesto per riscrivere ancora una Ratio studiorum, questa volta tutta italiana. «Il tema dell’educazione mantiene oggi tutta la sua attualità. Una società si proietta nel futuro attraverso i ragazzi. Oggi però il futuro è sempre più incerto. Viviamo nella società dell’incertezza. La spiritualità ignaziana si rivela invece estremamente capace di raccogliere la sfida al cambiamento». Padre Carlo Casalone, Provinciale dei Gesuiti d’Italia, in questo periodo di grandi carenze formative, sottolineate anche da Papa Benedetto XVI, è sempre più fiducioso nella forza del progetto del gesuiti. Ed io, personalmente, credo che si possa diventare protagonisti consapevoli del proprio cammino di crescita, come studenti e come persone. Formare persone libere, serene, originali, autentiche, capaci di orientarsi nella complessità e dotate di un sano senso critico, «uomini e donne per gli altri e con gli altri», impegnati a dare il meglio di sé negli studi e nella vita, capaci di sognare e realizzare insieme ad altri un mondo più umano e più giusto. Ecco riformulato in poche battute un ideale educativo antico e attualissimo, di ampio respiro, che i discepoli di Sant’Ignazio di Loyola ripropongono senza cedere alla facile tentazione della dismissione educativa.

 

La nuova Ratio studiorum contiene dunque una visione alta dell’impegno educativo. Il suo pregio è quello, nella fedeltà al modo di composizione originaria, di essere nata da un lavoro di riflessione e scrittura condivisa tra le scuole della Compagnia di Gesù della Provincia d’Italia. Questa passione condivisa e questo gusto per la vita ordinaria della scuola che viene descritto senza troppi orpelli costituiscono il nerbo del nuovo documento Il modo di procedere delle scuole ignaziane d’Italia e d’Albania, in uscita tra qualche mese; la nuova Ratio studiorum dei gesuiti italiani e dei loro collaboratori laici, un umile contributo ad una sfida che richiede oggi visione, coraggio, pazienza, fede...

 

Vitangelo Carlo Maria Denora S.I.

delegato del Provinciale per i collegi della Provincia d’Italia della Compagnia di Gesù denora.v@gesuiti.it

 

 



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