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UNIVERSITA’/ 1. Aprea: ecco come colmeremo il ritardo della riforma

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

«I più importanti riguarderanno lo sblocco dei concorsi per favorire l’assunzione, a seguito di regolare procedura concorsuale e in tempi brevi, di 1500 professori associati. Questo sarà fatto subito perché la legge parla di 4500 associati da assumere in tre anni a cominciare dal 2011. La seconda questione riguarda l’eccezione alla legge di stabilità (blocco degli scatti per i contratti del pubblico impiego, ndr) e riguarda lo sblocco degli scatti stipendiali, che diventano per la prima volta meritocratici».

 

È vero che il centralismo vince sull’autonomia?

 

«Non condivido questo punto di vista, perché la riforma si propone di premiarla qualità e mette gli atenei in condizione di poterlo fare. A parte la snellezza e l’efficacia di alcune norme importanti che si riferiscono all’assetto della nuova governance, il punto chiave sta nella responsabilità. Gli atenei potranno ottenere, in caso di alta efficacia e qualità, un surplus di finanziamenti ordinari e anche la garanzia di maggiori finanziamenti per il personale».

 

Ma i fondi per attuare la riforma ci sono o no?

 

«Certo. Le finanziarie del governo avevano inizialmente penalizzato l’università prevedendo una diminuzione di finanziamenti fino a 800 milioni. Non solo quei fondi sono stati ripristinati, ma l’università si vede destinataria di ben un miliardo di euro. Con la razionalizzazione introdotta dalla riforma i soldi potranno essere gestiti diversamente: si potrà risparmiare e migliorare la qualità dei percorsi di studio».

 

La riforma fa perno sulla valutazione, ma l’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ndr) è ferma. O no?



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COMMENTI
25/12/2010 - grande pena per giovani ignari e strumentalizzati (attilio sangiani)

Dal '69 al '77 masse di giovani sono state sacrificate alla ideologia nichilista allora con la sigla "ma-ma-ma", cioè Mao-Marx-Marcuse. Vera "carne da cannone", come si diceva ai tempi delle grandi guerre. Al Senato se ne è fatta strenua e patetica banditrice, che si è stracciata le vesti contro chi aveva evocato il '68, la senatrice Finocchiaro, lader PD. Vedendo decine di migliaia di studenti, dalle superiori alla università, largamente rinforzati da decennali fuoricorso e da membri dei cd. "centri sociali" sfilanti a Roma, ho rivissuto gli anni del "ma-ma-ma", da me vissuti mentre ero insegnante di scuola superiore. Soffrivo nel vedere come alcuni dei miei migliori allievi ascoltavano le sirene di "lotta continua", "potere operaio",... fino agli incontri preparatori alla "brigate rosse". Purtroppo oggi la casta (speriamo in demolizione) dei docenti universitari organici alla sinistra nichilista è in maggioranza costituita dagli ex-sessantottini, che hanno cercato di difendere con ogni mezzo, menzogne comprese, la loro posizione di potere.