Educazione
martedì 28 dicembre 2010
Arriva la stagione delle iscrizioni, il periodo in cui i genitori tra mille dubbi e preoccupazioni debbono scegliere il futuro scolastico, e non solo, dei loro figli, ed ecco che, puntuale e preciso, arriva l’attacco alla scuola paritaria. Un attacco utile a scoraggiare gli incerti che trovandosi di fronte alla decisione di investire, anche economicamente, per il futuro dei loro figli, visto che per le superiori non vi è in concreto - salvo la dote scuola - alcun contributo da parte delle istituzioni, si sentono dire che rischiano di farlo in un settore scolastico qualitativamente inferiore rispetto alle scuole di Stato - le quali oltretutto alle famiglie non costano niente.
Il guaio è che ormai il cittadino medio è colpito più dalla percezione che dall’informazione, e spesso si ferma ai titoli senza addentrarsi nella sostanza e nel merito dell’informazione. Questo gli addetti al mestiere lo sanno bene, così come sanno bene che “sparata la notizia” (ripresa e ampiamente diffusa: Liquida, Cisl, Wordpress...) e ignorata qualsiasi smentita (tra l’altro mai pubblicate come ci ricorda Luisa Ribolzi nel sottocitato articolo), questa diventa “la verità” che difficilmente riuscirà ad essere sradicata dalla testa di coloro che l’hanno letta, soprattutto quando proviene da media con ampia tiratura nazionale e da tutti creduti come i più affidabili.
Così come non credere a La Repubblica e al Corriere, i quotidiani che hanno la più alta tiratura giornaliera, se nel giro di pochissimi giorni danno, pur in modo diverso, la stessa notizia: “Nella scuola pubblica si impara di più. L’Italia in basso per colpa delle private” titola l’articolo di Salvo Intravaia su Repubblica e “Efficienza e qualità. La scuola statale batte quella privata” titola l’articolo, per la verità più obiettivo del titolo, di Lorenzo Salvia sul Corriere.
Poco importa che ricercatori titolati e che godono della credibilità del mondo scientifico come Luisa Ribolzi, Giorgio Vittadini, su queste pagine e Norberto Bottani sul sito ADI dimostrino l’infondatezza scientifica, l’inaffidabilità del campione, la sua non rappresentatività delle scuole paritarie.
Nell'orientamento del pensiero e degli atti, nulla è più forte della forza dell'ideologia, che è poi il reciproco della forza dell'intelletto. La manipolazione è un'operazione squisitamente ideologica. Anche in questo caso.
Caro De Nicolao, per evitare errate interpretazioni, il riferimento a Wordpress non era certo per imputargli responsabilità di opinione, ma solo per evidenziare quanto la notizia aveva avuto la sua diffusione
Wordpress (http://wordpress.com) è una piattaforma di blogging, non un blog, per cui è semplicemente ridicolo addossargli una qualsiasi opinione sulle scuole paritarie in Italia.
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