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SCUOLA/ Imparare facendo: bambini a "lezione" di scrittura da Stephen King

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Il Festival del libro si è strutturato come un vero e proprio laboratorio di scrittura, laddove per laboratorio si può intendere una situazione interattiva nella quale, in base a un input, si mettono in atto percorsi operativi e strategie mentali per affrontare un problema. O, ancor più significativamente, il laboratorio può essere inteso come “luogo privilegiato in cui si realizza una situazione d’apprendimento che coniuga insieme conoscenze e abilità su compiti significativi per gli alunni possibilmente in una dimensione operativa ed applicativa, che li metta in condizione di poter utilizzare il proprio sapere in modo competente” (Raccomandazioni per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali 2002).

 

A fronte di quanto esposto, si è proposta ogni anno alle classi quarte un’esperienza “speciale” attraverso l’incontro/lavoro con uno scrittore di libri per ragazzi. Prima di incontrare gli alunni delle classi lo scrittore Luigi Ballerini ha proposto alle classi - per tramite delle insegnanti - un “esercizio di scrittura”. L’esercizio proposto non è dei più semplici: consiste nel partire da un incipit predefinito sul quale costruire una storia utilizzando non più di 150 parole. Si tratta quindi di un compito di scrittura con vincoli. “Il giorno in cui arrivò la notizia che zia Dorothy...”, questo attacco, con il verbo al passato remoto, ha orientato lo scrittore alla produzione di un testo narrativo in cui doveva accadere qualcosa descritto in sequenze temporali.

 

A seguito dell’attività svolta dai bambini sono stati promossi due incontri con l’autore. Nel primo incontro con gli alunni Ballerini si è “raccontato” nella sua veste di scrittore, evidenziando con sincerità i travagli dello scrivere: dall’ideazione “come vengono le idee, dove pescarle”, alla stesura “in quali forme linguistiche e testuali le posso esprimere”, alla presentazione del manoscritto a una casa editrice. Ed è qui che solitamente scatta l’interesse dei bambini. Ma come, un libro che viene stampato è corretto prima da qualcuno che si chiama editor?

 



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