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Educazione

SCUOLA/ Imparare facendo: bambini a "lezione" di scrittura da Stephen King

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Due rilievi. Tutti gli alunni, proprio tutti, anche i più “incapaci” si sono misurati su un compito di scrittura proposto nella scuola, ma che andava oltre la “verifica” delle sue capacità. Anche i bambini con scarsa strumentalità di base si sono avventurati nella foresta dei pensieri tradotti in parole scritte, senza la paura del “giudizio” scolastico.

Tutti gli alunni hanno atteso con ansia, ed hanno ricevuto, un commento critico da parte di un vero scrittore “esperto”. Con sorpresa alcuni si sono sentiti valorizzare il loro prodotto quando pensavano di non essere “bravi” nei testi, acquistando in tal modo un po’ di fiducia in sé. Chi ha avuto commenti critici su alcuni particolari del suo scritto ha accettato di buon grado la correzione perché l’editor/Ballerini lo ha spinto a trovare le ragioni di una modifica da apportare al testo.

 

Un terzo rilievo, di carattere generale, è la presa d’atto che l’incontro con un adulto “esperto autorevole” che non si ferma ad un’ammirazione o, peggio, ad un paragone con una capacità che non si ha ancora, mette in moto la motivazione nel bambino, la libertà e il piacere di comunicare il dentro e il fuori di sé attraverso parole scritte. Motivazione e libertà che vengono premiate grazie alla compagnia “magistrale” che lo scrittore fa ai bambini attraverso la presa in carico benevola ma seria dei prodotti degli alunni. Senza dimenticare l’operazione di autovalutazione che è stata elicitata nel bambino che porta quest’ultimo a prendere più precisa consapevolezza delle proprie capacità e dei punti deboli che deve potenziare. Così il bambino diventa soggetto del proprio orientamento e può mettere in campo e sperimentare concretamente le sia pur iniziali competenze di comunicazione in lingua scritta.

 

L’esperienza descritta nei suoi tratti essenziali consegna alla scuola alcuni criteri per la valorizzazione della persona degli alunni. L’insegnante deve vigilare per individuare quando un bambino propone un testo in cui c’è un soggetto che è desideroso di comunicare qualcosa di sé o del mondo. Se un alunno comunica un’esperienza, un pensiero e lo formula a partire dal desiderio di farlo capire, è importante che il bambino riceva una restituzione amorevole ma netta e motivata relativa al suo lavoro. Testi sintatticamente perfetti possono essere privi di idee, di bisogno e di gioia di dirsi. È bene non accontentarsi solo della bella forma e della correttezza ortografica che sono delle condizioni perché il messaggio sia comprensibile (non solo, ma anche). Un testo, magari un po’ scorretto, ma che ha le caratteristiche di vivo strumento di interazione tra due umanità, consente all’insegnante di potenziare una relazione mirata a condividere il senso dell’esperienza umana e di conoscenza che è racchiuso in una comunicazione scritta.

 

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