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SCUOLA/ Chiosso: c'è un’"alleanza" che vince l’ideologia di contenuti e metodi

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Dal film Les Choristes, di C. Barratier (2004)  Dal film Les Choristes, di C. Barratier (2004)

Intorno alla scuola - e non solo in Italia - si respira da qualche anno un’aria densa di preoccupazioni e spesso incline a una analisi condotta in negativo. Pur senza chiudere gli occhi di fronte alla realtà, preferisco coltivare sentimenti positivi. Un antico proverbio africano recita: “Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”. I pur deplorevoli casi meritevoli di denuncia non possono nascondere ciò che funziona bene. Esistono tante ottime scuole e molti insegnanti validi e appassionati.

Mi permetto di invitare tutti, e le famiglie in particolare, a guardare alla scuola in termini realistici e non secondo tesi semplicistiche e precostituite, allo scopo di sfuggire alla tentazione della critica permanente e, al contrario, compiere ogni sforzo possibile per individuare le strategie migliorative più efficaci.  Così ci invitano a fare i maggiori esperti che in tutto il mondo occidentale sono impegnati a delineare il futuro prossimo della scuola, senza slanci avventurosi, ma anche senza limitarsi a elencare le cose che non vanno bene.

Cosa dunque suggeriscono in positivo questi esperti?

1. Viene ritenuto improponibile il semplice aggiornamento dei modelli del passato. Gli sguardi soltanto pieni di nostalgia sono poco utili. La scuola del passato impregnata di rigore e severità nell’inimitabile modello gentiliano funzionava egregiamente in una società dove la scolarizzazione secondaria riguardava una minoranza di giovani Italiani. La realtà odierna è assai diversa. Essa è infatti tenuta a rispondere alle esigenze diverse, proprie di una scolarizzazione ampia e diffusa per corrispondere ai bisogni della cosiddetta “società della piena conoscenza”. Rispetto ad essi i nostri standard attuali sono in ritardo se confrontati con quelli dei più importanti Paesi europei.

2. Una serie di nuove situazioni (come la diffusione delle tecnologie, l’affacciarsi nelle aule dei digital natives, le nuove scoperte nell’ambito del funzionamento della mente umana per citare solo i casi più significativi) hanno introdotto potenzialità inedite fino a qualche anno orsono in tema di organizzazione e di gestione delle attività didattiche, aprendo nuove prospettive in tema di apprendimento/insegnamento. Queste novità vanno considerate come un'interessante opportunità e non come un nemico da tenere fuori delle aule scolastiche.
   



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COMMENTI
06/12/2010 - L'alleanza per l'educazione (Angelo Lucio Rossi)

Di fronte all'emergenza educativa ovunque è possibile un'alleanza che vince l'ideologia di contenuti e metodi. Ovunque è possibile ricominciare con l'impegno autentico, con l'interesse, con la curiosità davanti al reale totale. Anche noi corriamo il rischio di persistere nelle lunghe e complesse analisi fermandoci all'apprendere ad apprendere. Per "apprendere qualcosa" è necessario esserci con una proposta. Non è più possibile fermarsi ad una pura trasmissione di conoscenze e di dati. E' necessario destare un interesse, un'attrattiva, un riconoscimento della realtà. E' necessario comunicare vivendo l'avventura educativa per riaffermare una scuola della comunità, una scuola per tutti e per ciascuno. Dobbiamo mendicare un'attrattiva vincente che supera ogni analisi ed ogni scetticismo. In questi giorni il nostro Liceo a Pescara ha promosso "Le giornate della Bellezza" (13-14 dicembre). Insegnanti, giornalisti, educatori, poeti ed artisti ci aiuteranno nel riproporre il viaggio che compete all'educazione. Sarà la bellezza a guarirci dal nichilismo. La malattia mortale della nostra scuola è questo nichilismo opaco, che tende ad azzerare il desiderio. Dall'io si riparte.

 
06/12/2010 - Sì c'è! (Gianni MEREGHETTI)

Sì, questa grande alleanza c'è. C'è dentro la vita quotidiana, è grande per il respiro ideale che ha e perchè si rivolge a tutti, ma rappresenta una minoranza, non una minoranza illuminata, ma una minoranza per la debolezza della coscienza di chi vive ogni giorno a scuola a contatto con le domande urgente dei giovani. La maggioranza è rappresentata da un'alleanza strana tra la cultura ministeriale e quella che apparentemente vi si oppone. E' la contraddizione di questi giorni, che vede apparentemente l'un contro l'altra armate due parti, quella governativa e quella delle occupazioni, delle manifestazioni, in realtà sono due facce della stessa medaglia, sono l'espressione impazzita di un'alleanza ferrea tra chi vuole una scuola delle regole, una scuola così perfetta da far diventare la libertà superflua. Contro questa alleanza pericolosissima c'è l'alleanza di cui parla il prof Chiosso, l'alleanza tra chi vuole che la scuola torni ad essere il luogo dove si tenta l'avventura dell'educazione. E' una minoranza che ogni mattina va all'attacco dell'ora di lezione con questa coscienza, che lì si giochi il destino dei giovani, è una minoranza, ma lo fa per tutti, perchè si rivolge a ciò che ogni insegnante, ogni studente, ogni genitore porta nel cuore, il desiderio che tutto sia per la felicità. Questo è il compito che questa alleanza si pone, di trasformare la scuola in un luogo dove si possa essere felici. E' una rivoluzione, perchè chi oggi entra in classe per la sua felicità?