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SCUOLA/ Valutazione docenti, la Gelmini dimentica una lezione lunga 15 anni

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

L’annuncio ministeriale dei due progetti sperimentali di valorizzazione e di sostegno del merito, dei quali hanno dato conto Fabrizio Foschi e Luisa Ribolzi, sembra rispondere ad una logica che oscilla tra il pragmatico e il disperato: facciamo qualcosa, prima che la legislatura finisca. Questa logica spiega buone intenzioni e limiti dei progetti, chiaro rimanendo che l’efficacia di un esperimento si può giudicare solo quando sia stato effettivamente realizzato e che, comunque, la sua utilità si deve giudicare relativamente al traguardo della costruzione di un Sistema nazionale di valutazione (SNV). Il traguardo strategico non è un’invenzione di questi giorni: è di un quindicennio fa! Né è particolarmente nuova l’adesione - puramente verbale! - dei sindacati alla prospettiva del riconoscimento valutativo della professionalità: basterà solo ricordare l’art. 29 del Contratto collettivo nazionale, pubblicato nel marzo del 1999, e, a conferma della pura verbalità, l’intervento di Scrima della CISL a Verona Job&Orienta del 26 novembre scorso.

Il SNV è un puzzle a sette tessere: la valutazione interna degli alunni; la valutazione esterna degli alunni; l’autovalutazione delle scuole; la valutazione esterna delle scuole; la valutazione esterna dei docenti; la valutazione esterna dei dirigenti; la valutazione/autovalutazione dell’intero sistema educativo nazionale.

Uno degli esiti della Conferenza nazionale della scuola, svoltasi a Frascati dal 30 gennaio al 3 febbraio 1990, Ministro Sergio Mattarella, fu il seguente: se le scuole devono avere maggiore autonomia, devono essere valutate dall’esterno. E poiché “una scuola non è migliore dei propri insegnanti” ne consegue che occorre valutare gli insegnanti e i dirigenti. La storia successiva si può richiamare qui solo in breve. Nel settembre del 1997 Luigi Berlinguer incontra gli esperti dell’OCSE, che gli rilasciano cinque raccomandazioni: costruzione di un sistema di valutazione indipendente, gestione della valutazione da parte di un Ente indipendente, revisione dell’istituto dell’ispettorato, ricorso al testing, risultati della valutazione messi a disposizione dei genitori e delle comunità locali.

Con il DL. 258 del 1999 Berlinguer trasformò il CEDE (Centro Europeo dell’Educazione) nell’INVALSI (Istituto nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione). Ma la valutazione esterna venne in realtà ridotta alla sola autovalutazione interna. Letizia Moratti fa un passo in avanti: l’art. 3 della legge 53 del 2003 e il successivo Decreto legislativo n. 59 del 2004 stabiliscono che si dovrà fare “valutazione esterna degli apprendimenti”. La levata di scudi, mai abbassati, in verità, della sinistra e del sindacato costrinsero a delimitare l’orizzonte e soprattutto gli effetti della valutazione esterna degli apprendimenti: no alla valutazione del personale, no alla pubblicità dei risultati. Qualora in una scuola gli apprendimenti si rivelino bassi, non è previsto nessun intervento di nessuno.

Su questa strada Fioroni commissariò l’INVALSI, che proprio nel settembre 2006 aveva prodotto il Primo Rapporto nazionale, e ridusse il potenziale impatto politico-conflittuale della valutazione massiccia, imponendo all’INVALSI il ricorso al metodo campionario, assai più indolore. Il Fioroni dell’ultimo anno riapplicò e la Gelmini continuò il metodo censuario, mentre l’INVALSI incominciava a produrre sistematicamente dei dati preziosi.



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COMMENTI
25/12/2010 - Omonimia peccato originale? (emilio molinari)

Caro Sussidiario, non mi permetterei di rubare altro spazio se non fosse che al collega Labella devo una risposta. L'omonimia gli gioca un brutto scherzo, non ho la sindrome dei pentiti perchè non ho trascorsi comunisti, sono iscritto alla CISL, scuola prima e ora... pensionati. Che allo IARD lavorino cigliellini non dimostra nulla, se mai che ognuno sbarca il lunario come può... Sulla questione della valutazione dei docenti lavoro dai tempi del progetto PP2, sui provvedimenti Gelmini mi pare di essere stato chiaro: la scuola italiana ha bisogno di ben altro, una rivoluzione vera che parta dagli interessi dell'utenza, dall'idea che del proprio lavoro si risponde: gli amici scozzesi mi dicono che per loro avere ogni anno visite in classe, ossrvazioni da parte degli studenti o di pari è cosa assolutamente normale. Proviamo da noi a lanciare l'idea che qualcuno ci osservi mentre si insegna e poi vediamo.

 
08/12/2010 - Il bello degli ex-comunisti (omonimi?) (Franco Labella)

Devo dare atto a Molinari di aver ricondotto, correttamente, la decisione di abolire gli esami di riparazione ad un ministro (democristiano d'origine come la quasi totalità dei Ministri dell'Istruzione della prima Repubblica) del centrodestra e cioè Francesco D'Onofrio. Insomma anche stavolta i "comunisti" non c'entrano... Cosa c'entrino, poi, coi ragionamenti di Cominelli, Berlinguer e le sue idee di cambiamento Molinari non lo spiega nel suo commento. Ne devo dedurre che anche lui sia colpito dalla sindrome, tipica degli ex, dei "comunisti" responsabili di tutto e magari di difendere la scuola pubblica statale, sempre quella di OCSE-Pisa ante Gelmini e per la quale lo stesso Ministro esulta con scarso senso della dimensione temporale. Insomma mai che dai "convertiti" (che quasi mai sono Paolo di Tarso) arrivasse un ragionamento sull'hic et nunc ma soprattutto, la si finisse con la solfa dei sindacati (magari Molinari non lo scrive ma si intende of course la Cgil...)contrari al cambiamento. Perchè forse Molinari lo ignora ma con lo Iard cooperano anche fior di sindacalisti. Perfino della Flc-Cgil..... Perchè Molinari non si cimenta, nell'esercizio della critica, con le due sperimentazioni citate da Cominelli? Magari con qualche riferimento ai soggetti coinvolti. Che non sono esattamente le comunità locali da lui auspicate ma Fondazioni scelte col criterio, evidentemente, della "chiara fama". Come ho scritto da qualche altra parte, l'Ofsted de noantri...

 
07/12/2010 - bello ma impossibile (emilio molinari)

Ricordo per amore di verità che l'abolizione degli esami a settembre e la follia dei debiti sono da attribuire al ministro D'Onofrio (centrodestra)con la legge 352/95, resta il fatto che il fallimento di Berlinguer è figlio dei peggiori ideologismi della sinistra che ha nel cuore una visione falsamente egualitaria fuori dalla storia di tutte le nazioni tranne che per l'Italia. Capita poi che le esigenze delle famiglie e degli studenti siano contraddittorie - va bene la "buona scuola" ma vedi mai che un docente, di ruolo o precario che sia, se spiega poco o nulla però ti promuove senza troppo esigere possa essere contestato? -; che gli interessi dei sindacati siano misurabili sul numero delle tessere, allora perchè scontentare una fetta di docenti visceralmente contrati (vedi inchesta IARD 2010) a qualsiasi valutazione del proprio lavoro? Capita che alle elezioni politiche la scuola abbia un capitolo roboante in tutte le piattaforme di ogni partito, regolarmente smentite nei fatti. L'unica speranza è che la crisi economica e finanziaria facciano esplodere il sistema scuola e si affidi alle comunità locali il compito di definire contratti a tempo per dirigenti e docenti su obiettivi chiari e misurabili, con obbligo di aggiornamento per tutto il personale, lasciando all'utenza un effettivo ruolo di coinvolgimento nel progetto d'istituto e verifica dei risultati d'apprendimento, sulla base delle condizioni di partenza, ed in rapporto alle indagini nazionali ed europee...

 
07/12/2010 - Della scuola si parla senza cognizione (Franco Labella)

Forse il commento ad un commento è improprio ma serve a dare la misura del dibattito che c'è oggi in Italia sulla scuola. Il signor Consorteria è riuscito in poche righe a scrivere due dati del tutto inesatti ma che la dicono lunga sul grado di conoscenza generale che c'è del mondo della scuola. Si meraviglierà nello scoprirlo ma vorrei rassicurarlo: gli esami di riparazione aboliti erano e aboliti sono. Questa è una affermazione non polemica ma basata sulle fonti. Se vuole approfondire la questione può visitare il sito di Docenti.org. Ci troverà, in home page, un articolo specifico sulla questione. Quanto alla loro abolizione: se D'Onofrio e Lombardi sono scambiati per Berlinguer i casi sono due: o c'è una gran confusione su ruoli e schieramenti ancorchè della prima Repubblica oppure tutto viene ricondotto ai "comunisti". Eppure anche i "comunisti" quando pensano a riforme "contro" cadono pure loro. Fu il caso del "concorsone" ricordato anche da Cominelli. Sulle sperimentazioni condivido l'analisi di Cominelli: anche in questo caso conta il "fare qualcosa". Che poi sia un tentativo monco ed anche poco coordinato nei due tronconi sperimentali non fa nulla: servirà per i manifesti elettorali. Insomma il governo del "fare ammuina". Come per i rifiuti che continuano a sommergere la mia Napoli. Nonostante la raccolta differenziata ed i siti aperti manu militari ma... in zona franosa.

 
07/12/2010 - Dati OCSE-PISA (Alberto Consorteria)

Proprio oggi sono uscite le valutazioni OCSE-PISA e pare che vada un po' meglio per i nostri licei, siamo più competitivi per la prima volta da 10 anni. Quest'anno abbiamo reintrodotto gli esami a settembre. 15 anni fa venivano levati (grazie a Berlinguer). E tutti a parlare di informatica, più inglese nelle scuole, fare meno greco... Bastava questa cosa piccola piccola, ma palese, introdurre gli ESAMI per chi non va bene, per rimettere in carreggiata la scuola? Aspettiamo investimenti negli istituti professionali e l'eliminazione del valore legale del titolo di studio, forse qualcos'altro migliorerà.