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SCUOLA/ 1. I dati Ocse-Pisa: cosa c’è dietro il gap delle due Italie?

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Come migliorare le scuole se non si conoscono i dati Invalsi?  Come migliorare le scuole se non si conoscono i dati Invalsi?

Gli altri Paesi che a livello internazionale hanno significativamente recuperato sono Messico, Turchia, Grecia, Portogallo e Germania. Paesi in cui si sono generati movimenti di opinione pubblica e sensibilità dei decisori politici miranti a migliorare i risultati, recuperando soprattutto il gap dovuto nel passato allo scarso interesse per Pisa.

 

In Italia, l’attenzione verso questa indagine si è di molto innalzata dal 2005 al 2010. Dalla totale clandestinità dell’edizione del 2000 si è passati  nel 2003 ai primi barlumi di interesse, soprattutto legati alla discesa in campo di alcune regioni del Nord, che con propri finanziamenti hanno ottenuto propri dati, con il risultato di mettere in risalto l’esistenza di due Italie nella scuola. La collocazione dei risultati Pisa in Lettura e Matematica fra gli indicatori della qualità della formazione dei sistemi europei ha portato al loro inserimento fra le condizioni d’accesso ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo. Donde l’impegno di molte regioni del Sud ad avere dall’Ocse i propri risultati, mentre il Centro, dopo l’infelice esordio della Toscana nel 2003 (con risultati inusitatamente sotto la media Ocse), rimaneva indifferente.

 

Stanco di dovere sborsare alte cifre aggiuntive per tutti questi campionamenti, il ministero per la prima volta nel 2009 ha deciso di effettuare l’indagine Ocse-Pisa su base regionale e non più di macroarea, come la Germania Federale ha fatto da sempre. Ciò permette di ottenere una graduatoria attendibile di tutte le regioni italiane e di avere una base-dati molto ampia, che consenta una comparazione completa.

 

Conseguentemente a questa nuova impostazione, la mobilitazione intorno alla rilevazione Pisa si è di molto innalzata. Nelle regioni del Sud - Puglia, Campania, Calabria, Sicilia - sono stati utilizzati fondi PON per spiegare agli insegnanti delle potenziali classi-bersaglio le caratteristiche di Pisa, il suo Quadro di riferimento ed anche analizzarne le prove. Sono stati mobilitati a questo scopo esperti di tutta Italia nei mesi precedenti la somministrazione. La Puglia, che ha migliorato i propri risultati, è stata la regione che ha forse partecipato con maggiore impegno a questa operazione, a partire dai suoi vertici amministrativi. Anche nelle regioni del Nord, senza finanziamenti aggiuntivi, si sono attivate iniziative di diffusione e preparazione. Va aggiunto che soprattutto in Piemonte, Lombardia e Veneto l’informazione alle scuole era partita dal 2005, dalla presentazioni delle prime analisi dei dati regionali. La Lombardia poi era rimasta piuttosto delusa dal declassamento dei suoi risultati nel 2006.

 

È perciò probabile che il miglioramento italiano sia stato ottenuto da chi si è dato da fare affinché i quindicenni italiani ed i loro insegnanti si impegnassero di più e dessero risultati più attendibili e vicini ai loro effettivi livelli. Alcuni risultati del Sud erano troppo bassi per essere attendibili. Ne fa riprova a contrario la staticità dei risultati del Centro, che corrisponde alle scarso interesse ed alle scarse iniziative messe in campo.

 



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COMMENTI
29/12/2010 - Sud ultimo con l’abituale distacco (Antonio Servadio)

"Sud ultimo con l’abituale distacco". Non mi stupisco, ma sembrerebbe strano, stando a quanto i giornali ci riferivano pochi mesi addietro, ovvero che gli studenti meridionali hanno voti mediamente più alti. Forse sarebbe utile interrogarsi su questa discrepanza: se essa fosse vera, allora vi sarebbe un'ingiustizia da sanare. I titoli di studio rilasciati dalla scuola (medie e università) hanno pari valore legale sull'intero territorio nazionale. I voti hanno un impatto sui punteggi ai concorsi. Dobbiamo desumere che gli studenti delle regioni con scolarità "migliore" sono svantaggiati rispetto ai coetanei meridionali? Più in generale, cosa valutano gli insegnanti, cosa riflettono i voti, in quali diversi modi si interpreta la didattica in regioni e nazioni diverse?