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SCUOLA/ 1. I dati Ocse-Pisa: cosa c’è dietro il gap delle due Italie?

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Come migliorare le scuole se non si conoscono i dati Invalsi?  Come migliorare le scuole se non si conoscono i dati Invalsi?

La maggiore familiarità con le prove Invalsi dei singoli studenti difficilmente può avere influito direttamente, visto che esse arriveranno ai quindicenni solo nella primavera del 2011. Quanto ad un maggior impegno dovuto alla maggior severità, di cui sarebbero presidio i bipartisan “esami di riparazione”, dobbiamo forse pensare che il Centro Italia ne sia stato esentato?

 

Questa riflessione vale anche per i migliori e per la apicale Lombardia. Anche a livello nazionale il gruppetto di testa talvolta si scambia le posizioni, ma rimane sempre quello. Esso è composto dalla Lombardia, dal Veneto, dal Friuli e dalle Province di Trento e Bolzano (che talvolta perde posizioni per la natura mista della sua popolazione scolastica). Ora si è aggiunta la new entry Valle d’Aosta e si vedrà nelle prossime rilevazioni se si è trattato solo di un fuoco di paglia.

 

La variazione delle posizioni di testa a volte è dovuta a fattori casuali, a volte alla imperfezione del campione. Il primo posto nel 2003 della Provincia di Trento e nel 2006 di quello del Friuli probabilmente erano dovuti alla mancanza nel loro campione della rappresentanza dei Centri di Formazione Professionale, che in questo campo non danno il loro meglio e che erano invece presenti nel campione lombardo così come in quello veneto. Nel 2006 la Lombardia in matematica (allora focus dell’indagine) aveva perso smalto; le accurate indagini del Rapporto Regionale Lombardo erano arrivate alla conclusione che l’unico fattore ipotizzabile per il peggioramento, registratosi soprattutto nei Licei e negli Istituti tecnici, era attribuibile ad una variazione nel campione. Esso aveva infatti casualmente selezionato scuole caratterizzate da uno Status Economico Sociale (Ses) decisamente inferiore a quello delle scuole campionate nel 2003, senza che ciò fosse giustificato dall’andamento complessivo dell’economia lombarda. E si sa che, purtroppo, il Ses è determinante per il livello degli apprendimenti.

 

Probabilmente nel 2009 i fattori di perturbazione si sono assestati e la graduatoria che ne è uscita si può considerare abbastanza attendibile. Anche se ciò che conta sono poi i posizionamenti di fondo. Da questo punto di vista, il dato più significativo è quello dei territori più ampi, caratterizzati da numeri statisticamente significativi e da popolazione eterogenea come quelli delle regioni Lombardia e Veneto, che si collocano stabilmente da ormai quattro rilevazioni al vertice italiano, con una tendenziale prevalenza della Lombardia.

 



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COMMENTI
29/12/2010 - Sud ultimo con l’abituale distacco (Antonio Servadio)

"Sud ultimo con l’abituale distacco". Non mi stupisco, ma sembrerebbe strano, stando a quanto i giornali ci riferivano pochi mesi addietro, ovvero che gli studenti meridionali hanno voti mediamente più alti. Forse sarebbe utile interrogarsi su questa discrepanza: se essa fosse vera, allora vi sarebbe un'ingiustizia da sanare. I titoli di studio rilasciati dalla scuola (medie e università) hanno pari valore legale sull'intero territorio nazionale. I voti hanno un impatto sui punteggi ai concorsi. Dobbiamo desumere che gli studenti delle regioni con scolarità "migliore" sono svantaggiati rispetto ai coetanei meridionali? Più in generale, cosa valutano gli insegnanti, cosa riflettono i voti, in quali diversi modi si interpreta la didattica in regioni e nazioni diverse?