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SCUOLA/ 1. I dati Ocse-Pisa: cosa c’è dietro il gap delle due Italie?

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Come migliorare le scuole se non si conoscono i dati Invalsi?  Come migliorare le scuole se non si conoscono i dati Invalsi?

Siamo però solo all’inizio delle analisi. Che ci potranno confermare dati scontati come la superiorità delle femmine in Lettura (ma nel campione italiano è assai più ampia che nel campione internazionale!) o la superiorità in questi campi dei Licei rispetto alle formazioni con finalizzazione professionale che non subiscono un crollo, ma si collocano stabilmente da sempre in fondo alla scala. Analisi che ci potranno consentire esplorazioni più stimolanti quali:

- entrare nella terra fin qui misteriosa del Centro, che forse “performa” - come dicono con orribile linguaggio gli esperti di questo tipo di analisi - al di sotto delle possibilità consentite dal Ses delle famiglie;

- capire quali fattori messi in campo dalle scuole possono aiutare gli apprendimenti. Non più  mettendo insieme nell’analisi Licei e Centri professionali - perché nessun fattore può superare il gap iniziale - ma studiando l’influenza dei diversi fattori di processo separatamente per le diverse tipologie di scuola;

- dire una parola chiara sulle differenze fra i voti degli insegnanti nelle diverse regioni, poiché Pisa 2009 offre - per la seconda volta dopo il 2003, ma con un più ampio spettro territoriale - la possibilità di comparare il livello-Pisa del singolo studente campionato con l’ultimo voto da lui ricevuto in pagella.

Da ultimo, poiché nel nostro Paese il framework di Pisa è stato usato come spunto per certificazioni, proposte di Assi culturali, prove ecc., sarà anche importante seguire gli sviluppi e le evoluzioni del framework di Lettura dal 2000 al 2009.

In modo tale che la prossima volta i miglioramenti siano davvero sostanziosi.

 

 



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COMMENTI
29/12/2010 - Sud ultimo con l’abituale distacco (Antonio Servadio)

"Sud ultimo con l’abituale distacco". Non mi stupisco, ma sembrerebbe strano, stando a quanto i giornali ci riferivano pochi mesi addietro, ovvero che gli studenti meridionali hanno voti mediamente più alti. Forse sarebbe utile interrogarsi su questa discrepanza: se essa fosse vera, allora vi sarebbe un'ingiustizia da sanare. I titoli di studio rilasciati dalla scuola (medie e università) hanno pari valore legale sull'intero territorio nazionale. I voti hanno un impatto sui punteggi ai concorsi. Dobbiamo desumere che gli studenti delle regioni con scolarità "migliore" sono svantaggiati rispetto ai coetanei meridionali? Più in generale, cosa valutano gli insegnanti, cosa riflettono i voti, in quali diversi modi si interpreta la didattica in regioni e nazioni diverse?