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SCUOLA/ 2. Ocse-Pisa, così il Sud può uscire dalla "zona rossa"

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Caro direttore,

 

le scrivo dalla Calabria, dove sono mandata da parte del Miur e dell’Invalsi insieme a un team di altri 4 colleghi “esperti”, per un’attività di informazione e formazione sulle indagini internazionali e nazionali. In tutti i presidi locali si svolgono analoghe iniziative, per un numero di circa 250 formatori mandati a circa 18mila insegnanti della scuola primaria e della secondaria di I grado. In pratica andiamo a spiegare ai colleghi cosa fa l’indagine Pisa e come si possono utilizzare i dati Invalsi. Le regioni interessate sono quattro: Calabria, appunto, Sicilia, Puglia e Campania. Sono le cosiddette regioni dell’“obiettivo convergenza”, dicitura un po’ criptica per dire che l’Europa sta investendo perché queste aree escano dalla “zona rossa” in cui si trovano riguardo alle competenze in Lettura e Matematica.

 

È la seconda volta che mi reco al Sud per una missione di questo genere: la volta precedente fu nel novembre-dicembre 2008, proprio nell’imminenza delle rilevazioni Pisa 2009. Si trattava allora, come avevo già scritto su queste colonne, della prima grande campagna di informazione che l’Italia faceva al suo interno, dopo anni in cui le rilevazioni internazionali venivano presentate dalla stampa solo come notizie ferali dal sapore scandalistico, ma non inducevano alcuna riflessione nel merito diffusa a largo raggio.

 

Oggi leggo sul sito dell’Invalsi i primi risultati di quella rilevazione, ed ecco la sorpresa... sperata. Il confronto veramente importante «è quello tra il 2000 e il 2009, edizioni in cui la lettura ha costituito l’ambito principale di indagine. Se si guarda a tale confronto, il dato che emerge è quello dell’assenza di cambiamento: punteggio medio di 487 nel 2000 e di 486 nel 2009. Tuttavia, se includiamo nel confronto anche i risultati delle edizioni intermedie, si nota che la tendenza peggiorativa osservata nel 2003 e nel 2006 sembra essersi invertita; tra il 2006 e il 2009 si è avuto un aumento medio del punteggio di 18 punti, che ha compensato pienamente il calo registrato tra il 2000 e il 2006».

 

Quello che più mi preme, e che porto ai colleghi del Sud, è un altro passaggio: «Segnali positivi vengono anche dall’analisi dei dati disaggregati a livello di macroarea, che indicano un possibile avvio di un processo di convergenza, cioè di avvicinamento delle diverse realtà territoriali. Infatti le macroaree che hanno contribuito maggiormente al miglioramento sono il Sud-Isole - con un aumento di 21 punti rispetto al 2003 e di 30 punti rispetto al 2006 - il Sud - con un aumento di 24 punti rispetto al 2003 e di 26 punti rispetto al 2006 - e il Nord Ovest - con un aumento di 17 punti rispetto al 2006. Il Centro resta del tutto fermo dal 2000 al 2009, mentre il Nord Est pur rimanendo stabile rispetto al 2006, peggiora di 15 punti rispetto al 2003 e di ben 23 punti rispetto al 2000».

  



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