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SCUOLA/ Da Berlinguer alla Gelmini: 10 anni di una legge per le paritarie giusta ma inapplicata

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È un indubbio merito dell’allora Ministro Berlinguer, aver raccolto tale grido e compreso l’importanza di un riconoscimento del valore pubblico delle scuole nate dall’iniziativa privata. Certamente, come spesso si è detto, la legge 62/2000 è nata zoppa, poiché priva di un sostegno economico anch’esso “paritario”, e questo ha determinato in questi anni tante difficoltà e contraddizioni. Pur tuttavia, essa ha favorito il consolidarsi del riconoscimento (almeno sul piano formale) del valore pubblico del servizio offerto dalle scuole paritarie, dando una motivazione in più, stavolta di tipo giuridico, alle correnti politiche trasversali oggi favorevoli ad una piena attuazione della libertà di scelta educativa. E questo non è poco.

Ora, però, è necessario un nuovo impulso, perché dalle intenzioni si passi davvero ai fatti. Un impulso che favorisca il definitivo superamento di quella artificiosa e dannosa contrapposizione pubblico-privato, che ancora alberga in tanti, troppi discorsi sul sistema di istruzione italiano, soprattutto quando si entra nel merito della questione economica. Forse è il termine stesso “parità” ad essere fonte di ambiguità, perché richiama inevitabilmente il suo opposto e rischia di cristallizzare l’idea dell’esistenza di due soggetti che da asimmetrici dovrebbero diventare simmetrici

Come fare, allora? Lo strumento per il superamento di questa impasse esiste già, e si chiama autonomia. Il nuovo passo può compiersi proprio con l’attuazione di una vera autonomia per tutti, che realizzi un sistema davvero integrato nel quale non esistano più scuole statali e scuole paritarie, ma “solo” istituti autonomi che si propongono alla libera e responsabile scelta delle famiglie e degli studenti. Un sistema composito quanto a Ente gestore - che può essere lo Stato, una Cooperativa, una Fondazione o altro - ma organico quanto a obiettivi, risorse, responsabilità.

 

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COMMENTI
14/02/2010 - Autonomia e parità: veri pilastri della riforma (Roberto Pasolini)

Concordo con Vincenzo Silvano, Se è vero che da sempre le scuole non statali hanno svolto un servizio pubblico, spesso applicando al contrario il principio di sussidiarietà supplendo alle carenze dello Stato, le scuole dell’infanzia ne sono un esempio concreto e palese, le legge 62/2000 ha il pregio di aver riconosciuto giuridicamente tale funzione. Da anni sostengo che autonomia e parità sono i gradi di libertà fondamentali ed indispensabili per il rinnovamento e il reale ammodernamento del sistema scolastico del Nostro Paese e che il mondo politico dovrebbe avere il coraggio di “scommettere” fino in fondo su questi principi. Il “muro ideologico”, oggi forse diventato un “muretto” ma sempre ostacolo è, ha bloccato e blocca l’avvio di qualsiasi serio discorso al punto che oggi sono in vigore norme non perfettamente allineate al principio di parità espresso dalla legge 62/2000. Ritengo che l’avvio del periodo di riforma degli ordinamenti e del sistema sia un’occasione unica e quasi irripetibile per riavviare un serio discorso politico istituzionale che si ponga l’obiettivo di portare a pieno compimento la parità scolastica nel Nostro Paese. Se così sarà, come in molti auspichiamo, “deposte le asce di guerra ideologiche”, ci si potrà sedere attorno ad un tavolo per trovare soluzione a tutti i problemi, compresi quelli evidenziati da Annalisa Massari, ed a beneficiarne sarà tutto il sistema scolastico e in conseguenza positiva i nostri studenti e le nostre famiglie.

 
09/02/2010 - la paritaria e i regolamenti (massari annalisa)

Una domanda: in molte paritarie si attuano ora programmazioni liceali Brocca, progetti IGEA e curricoli per i Geometri e ITAS che spariscono con i nuovi regolamenti. Come cambierà la paritaria? le quote di flessibilità saranno le stesse che per la scuola pubblica? La omologazione che Ella auspica, porterà i prof ora statali andati in esubero per effetto della riforma Gelmini a lavorare per le paritarie? E con quale contratto? Grazie dell'attenzione.