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SCUOLA/ Da Berlinguer alla Gelmini: 10 anni di una legge per le paritarie giusta ma inapplicata

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Questo cambiamento di orizzonte rappresenta una necessità ormai inderogabile per tutto il sistema nazionale di istruzione, che ha davvero bisogno di uscire dalle secche prodotte da uno statalismo (condito di abbondante sindacalismo) che dietro la facciata di parole come autonomia, responsabilità, merito, valutazione, continua però a stabilire non solo le regole generali ma pure i dettagli.

Le scuole paritarie, in questo percorso, possono imparare molto dai migliori esempi –e ne esistono- di scuola statale, ma anche offrire un aiuto prezioso: da esse, infatti, è possibile imparare quella autonomia gestionale, didattica e amministrativa di cui la scuola statale ha bisogno ma che ancora le viene negata, a partire dalla possibilità di un libero arruolamento del corpo docente, che è il primo e fondamentale fattore che incide sulla qualità di qualsiasi istituto.

Le scuole paritarie, insomma, sono il modello per il futuro della scuola italiana, e per questo ci sentiamo di affermare che rappresentano un bene per tutti, come recita il titolo del convegno della CdO Opere Educative, che si terrà a Bologna dal 26 al 28 febbraio 2010.

La speranza è che il decennale, con il dibattito, le riflessioni, i contributi che ne seguiranno, rappresenti un rilancio per la Legge 62/2000 e un potente stimolo per portare a compimento –magari iniziando con l’introduzione di strumenti che favoriscano progressivamente una effettiva parità economica- un processo che è partito con grandi premesse ma che, se restasse così e non diventasse piena autonomia per tutte le scuole (statali e paritarie), rischierebbe di ricordare tanto il famoso detto: «la montagna ha partorito un topolino».



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COMMENTI
14/02/2010 - Autonomia e parità: veri pilastri della riforma (Roberto Pasolini)

Concordo con Vincenzo Silvano, Se è vero che da sempre le scuole non statali hanno svolto un servizio pubblico, spesso applicando al contrario il principio di sussidiarietà supplendo alle carenze dello Stato, le scuole dell’infanzia ne sono un esempio concreto e palese, le legge 62/2000 ha il pregio di aver riconosciuto giuridicamente tale funzione. Da anni sostengo che autonomia e parità sono i gradi di libertà fondamentali ed indispensabili per il rinnovamento e il reale ammodernamento del sistema scolastico del Nostro Paese e che il mondo politico dovrebbe avere il coraggio di “scommettere” fino in fondo su questi principi. Il “muro ideologico”, oggi forse diventato un “muretto” ma sempre ostacolo è, ha bloccato e blocca l’avvio di qualsiasi serio discorso al punto che oggi sono in vigore norme non perfettamente allineate al principio di parità espresso dalla legge 62/2000. Ritengo che l’avvio del periodo di riforma degli ordinamenti e del sistema sia un’occasione unica e quasi irripetibile per riavviare un serio discorso politico istituzionale che si ponga l’obiettivo di portare a pieno compimento la parità scolastica nel Nostro Paese. Se così sarà, come in molti auspichiamo, “deposte le asce di guerra ideologiche”, ci si potrà sedere attorno ad un tavolo per trovare soluzione a tutti i problemi, compresi quelli evidenziati da Annalisa Massari, ed a beneficiarne sarà tutto il sistema scolastico e in conseguenza positiva i nostri studenti e le nostre famiglie.

 
09/02/2010 - la paritaria e i regolamenti (massari annalisa)

Una domanda: in molte paritarie si attuano ora programmazioni liceali Brocca, progetti IGEA e curricoli per i Geometri e ITAS che spariscono con i nuovi regolamenti. Come cambierà la paritaria? le quote di flessibilità saranno le stesse che per la scuola pubblica? La omologazione che Ella auspica, porterà i prof ora statali andati in esubero per effetto della riforma Gelmini a lavorare per le paritarie? E con quale contratto? Grazie dell'attenzione.