BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ E ora anche i professori vogliono la pagella

Pubblicazione:

carrieradocentiR375_15set09.jpg

 

Per la prima volta ieri mattina il rapporto INValSI sulle misurazioni nella scuola primaria è stato presentato in un ambito accademico: la facoltà di Statistica dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, per impulso del professor Giorgio Vittadini, ha organizzato un seminario, secondo appuntamento del ciclo “I numeri raccontano”, in cui erano all’ordine del giorno non tanto i problemi di politica scolastica, ma soprattutto quelli metodologici e di ricerca collegati al lavoro dell’Istituto per la valutazione del sistema.

La ricerca dell’Invalsi costituisce già un importante risultato scientifico: è stata preceduta da ampio dibattito sulle questioni che hanno portato a questi risultati: gli ambiti e i sottoambiti che devono essere misurati, i quadri di riferimento, i tipi di prove, le formulazioni delle domande, e poi i metodi per costruire il campione, i modelli statistici per la trattazione dei dati, ecc.

Si tratta di un importante risultato in termini di ricerca scientifica, che torna ora all’accademia per essere preso in carico dagli studiosi. Il presidente dell’Invalsi dottor Piero Cipollone ha annunciato infatti che i database costruiti dall’Invalsi saranno messi a disposizione dei ricercatori, come già accade con i database dell’OCSE PISA, che sono diventati negli anni un patrimonio di dati da cui moltissimi ricercatori hanno attinto per approfondire correlazioni, impatto delle prove sui sistemi scolastici, elementi di economia dell’istruzione.

Il dottor Cipollone, che proviene dalla ricerca presso la Banca d’Italia, ha illustrato i dati e le deduzioni che è possibile trarne in termini tecnici, con una quantità di particolari che solitamente non compare nelle presentazioni di carattere più divulgativo, fatte per platee non specialistiche. Per esempio, un certo spazio è stato dato alla descrizione del campione, la cui affidabilità è maggiore del campione PISA.

Sulle note disuguaglianze fra nord, centro e sud sono emersi nuovi elementi: vedendo i dati disaggregati per decili, si evidenzia che il sud si pone a livello inferiore sia per il numero maggiore di allievi con basse prestazioni, sia per il numero minore di allievi con alte prestazioni. È ciò che emerge anche in PISA, ma la notizia nuova è che questo dato è già presente in seconda elementare. Nella classe quinta aumentano le eccellenze, ma ciò significa che aumenta anche la varianza. Le distanze si cumulano invece che diminuire col tempo: chi parte svantaggiato aumenta lo svantaggio e chi parte avvantaggiato ha maggiori probabilità di migliorare. L’aumento della varianza dalla seconda alla quinta è particolarmente preoccupante perché avviene all’interno della medesima scuola. Questo significa che la frequenza scolastica non produce il valore aggiunto atteso.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >