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SCUOLA/ L'insegnante: tempo di scrutini, quanto valgono i nostri voti?

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Fino alla fine della scuola media la comparazione riveste sicuramente interesse, poiché servirebbe a valutare il reale livello di efficacia della scuola elementare e, a livello dell’esame di terza media, il rapporto fra i giudizi che danno gli insegnanti ed alcuni punti di riferimento certi, almeno nel core del core curriculum. Dall’autunno 2010 avremo a livello nazionale una fotografia della situazione in italiano e matematica in 2° e 5° elementare ed in 1° e 3° media (prova nazionale).

Dall’autunno 2011 dovremmo riuscire a buttare un occhio anche sulla scuola superiore, in cui intere enclave si sono sottratte a qualsiasi tipo di “intrusione”, non aderendo alle rilevazioni volontarie INVALSI dei primi 5 anni del decennio che si sta chiudendo. Più in là, si sa, non si era andati.

L’interesse per la scuola superiore è ovviamente maggiore, nell’ottica del valore dei titoli e delle pagelle rilasciate. Sia perché è in questo livello di scuola che si usano le ripetenze ed i “debiti”, sia perché il voto di maturità (di cui quelli degli anni precedenti sono in certa misura preparatori), mantiene notoriamente un certo valore. È in fondo qui che si annida il maggiore interesse di una tale comparazione, visto l’attuale squilibrio territoriale dei suoi esiti.



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